LA SITUAZIONE
Brazzano, rientro degli sfollati slitta a fine marzo. Riccardi: «Evento eccezionale, Regione tempestiva»
Incontro pubblico a Cormons con l’assessore regionale alla Protezione civile e il sindaco. Il maltempo rallenta i lavori di messa in sicurezza della frana. Stanziati 40 milioni a livello regionale, attive le misure di ristoro per famiglie e imprese.
Sala gremita all’Hotel Felcaro per l’incontro pubblico dedicato alla situazione di Brazzano dopo l’alluvione del 16 e 17 novembre. Cittadini, amministratori e tecnici si sono confrontati sullo stato dei lavori, sui tempi di rientro nelle abitazioni e sulle misure di sostegno economico attivate in questi mesi.
Al tavolo dei relatori l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, il sindaco Roberto Felcaro con il vice Fabio Russiani e, tra i tecnici della Protezione civile, il direttore regionale Fabio Aristei. L’incontro, richiesto dai residenti, ha consentito di fare il punto in modo puntuale sugli interventi in corso e sulle prospettive per il superamento dell’emergenza.
Il rientro dei residenti della zona arancione è ora previsto entro la fine di marzo 2026, termine aggiornato rispetto alle prime stime a causa del perdurare del maltempo. In zona rossa si registra invece una novità positiva: con gli studi di approfondimento in corso, le opere di stabilizzazione dovrebbero concludersi entro fine maggio, permettendo la riapertura di una parte dell’area rossa. Per la completa messa in sicurezza saranno necessari ulteriori interventi strutturali, con tempi più lunghi.
Dal punto di vista tecnico, è in fase di completamento lo sgombero del materiale franato: circa 10mila metri cubi di terreno e 900 metri cubi di demolizioni, equivalenti a quasi un migliaio di camion, come è stato spiegato nel corso della serata. È prevista la realizzazione di una vasca di deposito del materiale con relativa strada di accesso per la manutenzione, oltre a un’opera di trattenuta con barriera alta cinque metri su montanti in acciaio e fondazioni su micropali profondi fino a dieci metri, con conseguente costruzione di una strada per garantire il futuro accesso per la manutenzione dell'opera. Proseguono inoltre i lavori di messa in sicurezza lungo la panoramica del Monte Quarin e in altre aree sensibili del territorio comunale, come ad esempio la zona della Subida.
«Ci siamo trovati di fronte a un evento straordinario, con caratteristiche di eccezionalità tali da renderlo imprevedibile – ha sottolineato Riccardi –. In un contesto così complesso la Regione ha garantito tempestività negli interventi e nell’attivazione delle prime misure di sostegno». L’assessore ha ricordato che il bando per i ristori è stato emanato dodici giorni dopo l’evento e che i primi pagamenti sono partiti dopo trentadue giorni. A livello regionale sono stati stanziati finora circa 40 milioni di euro per l’emergenza, con la possibilità di ulteriori risorse qualora necessario.
Per quanto riguarda le richieste pervenute al Comune, sono 27 le domande di contributo per il ripristino degli immobili danneggiati, per un importo complessivo di circa 200mila euro; tre riguardano abitazioni distrutte. Per le autovetture le domande sono 18, con 14 già oggetto di decreto di liquidazione. Il sindaco Felcaro ha ripercorso inoltre le diverse ordinanze emesse negli ultimi mesi: inizialmente di interdizione delle aree più a rischio, successivamente modificate per consentire ad alcune aziende di accedere ai propri fondi ed evitare il blocco totale delle attività.
Accanto ai ristori regionali, verranno distribuiti dal Comune anche i 190mila euro raccolti attraverso donazioni. Di questi, 75mila euro sono stati destinati ai residenti della zona rossa, 28mila alla zona arancione e 77mila saranno assegnati in modo proporzionale in base agli importi dei danni dichiarati, in aggiunta ai contributi pubblici. È previsto inoltre un sostegno fino a 10mila euro per le aziende, anche per coprire le spese di un geologo incaricato di autorizzare l’accesso in sicurezza alle aree produttive.
Nel corso della serata non sono mancate domande sulle perimetrazioni delle zone, sui tempi dei cantieri e sulle prospettive di prevenzione futura. «Le zone rossa e arancione sono state determinate esclusivamente sulla base delle condizioni di sicurezza – ha ribadito Riccardi –. Il nostro obiettivo è accompagnare questa comunità non solo nell’emergenza ma anche nella fase di ricostruzione e messa in sicurezza».
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