«La biblioteca chiuderà a breve», lo sciopero fuori dai cancelli dell'Isontina

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«La biblioteca chiuderà a breve», lo sciopero fuori dai cancelli dell'Isontina

Di Timothy Dissegna • Pubblicato il 20 Giu 2022
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Lo sciopero fuori dai cancelli, Fasiolo scrive a Franceschini: «Sta seguendo la vicenda».

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Hanno incrociato le braccia nel primo sciopero in quasi 200 anni di storia. Questa mattina, i 14 dipendenti rimasti in servizio alla Biblioteca statale Isontina di Gorizia si sono ritrovati dalle 10 alle 12 davanti l’ingresso di corso Verdi, chiedendo nuovamente risposte alle istituzioni per scongiurare la chiusura della storica istituzione cittadina. A convocare la protesta, sono state le sigle Cgil Fp, Cil Fp, Uil Pa e Unsa Confsal che hanno così voluto mandare un ulteriore segnale al ministero della cultura.

“È da cinque mesi - spiega Enrico Acanfora, segretario regionale Unsa Confsal - che chiediamo al ministra Franceschini l’assunzione di nuovo personale, perché fra poco la biblioteca chiuderà”. A fronte di una pianta organica di 25 dipendenti, ne sono rimasti poco più di metà, ma gran parte dei funzionari amministrativi sono andati in quiescenza già a maggio. A inizio luglio, si aggiungerà all’elenco anche l’ultimo bibliotecario, bloccando di fatto il servizio principale dell’ente a meno che non si trovi una soluzione.

“L’amarezza profonda di questi giorni - evidenzia il sindacalista - è per la strafottenza del ministero su questa vicenda. Non ha dato segni di vita, nemmeno dicendo se provvederanno ad eventuali assunzioni. Non pensavamo che un’istituzione come la Biblioteca Isontina potesse arrivare così in basso”. Il rappresentante dei lavori evidenzia che “in genere, uno sciopero generale si fa per questioni economiche. Questa volta, invece, è per una funzionalità migliore ed efficiente di un patrimonio culturale come quello della biblioteca”.

Nelle scorse settimane, è arrivata la nomina a direttore pro-tempore di Luca Caburlotto, sovrintendente archivista regionale che ha iniziato ad esaminare la problematica. Sul breve termine, comunque, san difficile trovare una soluzione stabile: “Bandire un concorso è problematico perché servono quattro anni - ancora Acanfora - e l’unica ipotesi sarebbe quella di creare una collaborazione con la biblioteca civica, con il Comune di Gorizia e una cooperativa esterna che potrebbero assumere bibliotecari ma sono accordi che deve fare il direttore”.

Alla manifestazione era presente anche la candidata sindaco Laura Fasiolo, insieme ad altri esponenti della coalizione di centrosinistra, tra cui Sergio Pratali Maffei. L’aspirante prima cittadina ha contattato per messaggio Franceschini, il quale ha risposto in diretta che “sto seguendo personalmente la vicenda, ma non posso darti certezze finché non le ho”. I sindacati hanno invitato la dem a suggerire al ministro di provvedere ad assunzioni tramite la società in house Ales. Sul posto anche il direttore dell’Archivio di Stato, Marco Plesnicar, per portare il proprio sostegno.

In una nota, è intervenuta anche la presidente del gruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani: "Abbiamo allertato e stiamo sollecitando il ministro della Cultura, il quale ci ha detto che sta seguendo per trovare al più presto una soluzione. Deve assolutamente essere garantita la continuità del servizio biblioteca in una città millenaria come Gorizia.”. Nel pomeriggio, anche l'assessore regionale Tiziana Gibelli si è recata davanti la sede, insieme a Beppe Longo, Walter Mramor e Igor Komel chiedendo l'impegno dei parlamentari regionali sul tema.

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