èStoria chiude con il premio a Benedetta Craveri e la sua contessa spia

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a gorizia

èStoria chiude con il premio a Benedetta Craveri e la sua contessa spia

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 28 Mag 2023
Copertina per èStoria chiude con il premio a Benedetta Craveri e la sua contessa spia

A consegnarle il riconoscimento in Tenda Erodoto è stato Adriano Ossola, la storia da spia della contessa di Castiglione in Francia.

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Voce di riferimento del panorama storiografico italiano e internazionale, Benedetta Craveri è stata insignita questa mattina del premio èStoria 2023, a Gorizia. A consegnarle il riconoscimento in Tenda Erodoto è stato Adriano Ossola, che nella motivazione ha sottolineato come la studiosa «abbia spesso messo il mondo delle donne al centro del suo interesse, facendo emergere ritratti ora singoli ora corali al di fuori di schemi precostituiti, dimostrando un'intelligenza storico-narrativa che le ha permesso di diffondere un singolare universo storiografico».

Incalzata da Andrea Zannini, l'autrice è stata quindi protagonista della presentazione del suo ultimo lavoro dedicato a Virginia Verasis contessa di Castiglione, figura ricostruita attraverso il materiale documentario rinvenuto in archivi italiani e francesi. Amante di Napoleone III su incarico di Cavour e Vittorio Emanuele II, anticipatrice delle protagoniste dei moderni rotocalchi, la contessa ha coinvolto Benedetta Craveri in un viaggio alla scoperta dei risvolti di una vita che l'ha allontanata dal suo costante interesse per il Settecento.

Figlia di un marchese, giovanissima sposa di un nobile piemontese, madre di un bimbo di due anni, Virginia viene inviata a Parigi con il compito di scoprire le intenzioni di Napoleone III, deciso a cancellare l'assetto del congresso di Vienna per riportare la Francia al centro della politica europea. Si tratta di una volontà  di cui Cavour viene messo a parte non in modo istituzionale ma proprio attraverso Virginia, che nelle sue comunicazioni non si frena dal definire Napoleone “il vecchio”.

Fin dal suo primo arrivo a Parigi, la contessa riesce a catalizzare l'attenzione di tutti grazie al suo carisma e al suo atteggiamento provocatorio che si manifesta anche nell'indifferenza rispetto al mantenimento della clandestinità  della sua relazione con l'imperatore. Tutti sapevano, insomma, tranne il marito che presumibilmente solo per senso del dovere abbozza fino al momento della separazione sostenendo che «le corna di cervo sono difficili da sostenere anche quando vengono da teste coronate».

Con piglio brioso, l'autrice racconta che poco si parli in verità  del coniuge nella corrispondenza di Virginia che non lascia molto spazio neanche al figlio Giorgio, considerandolo una sua semplice appendice pure in quelle fotografie che amava farsi scattare dopo una lunga meditazione scenica della loro impaginazione. Il ritratto che emerge dalla corrispondenza analizzata da Benedetta Craveri è quello di una donna narcisista, per la quale non conta l'amore ma l'amicizia, capace di capovolgere tutti i valori borghesi e di utilizzare il proprio corpo per essere libera.

Per questo il volume della studiosa è stato accolto con difficoltà  in Francia, tacciato di antifemminismo per una condotta che, senza difficoltà , è stata definita “mercimonio del suo corpo”, nonostante il modo di agire della contessa fosse dettato proprio dalle sue rivendicazioni di libertà  e di indipendenza da tutti. Un volume storico intenso e appassionante, dunque, per il quale vale l'idea che «non ci sia niente di più romanzesco della storia».

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