Al Bastione Fiorito del Castello il primo «sì»: sono Joseph e Camilla

Al Bastione Fiorito del Castello il primo «sì»: sono Joseph e Camilla

NUOVA VITA

Al Bastione Fiorito del Castello il primo «sì»: sono Joseph e Camilla

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 19 Set 2026
Copertina per Al Bastione Fiorito del Castello il primo «sì»: sono Joseph e Camilla

Sposati dall'assessore Maurizio Negro, sono i primi dalla riapertura del luogo, ora in gestione a Chiara Canzoneri. «Fortemente voluto, è apprezzato».

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C’è un modo particolarmente curioso per inaugurare una nuova stagione del Bastione Fiorito: celebrare un matrimonio. È successo oggi, 19 settembre, quando per la prima volta lo spazio recuperato sul colle del Castello di Gorizia ha fatto da cornice a un rito civile, trasformando per qualche ora un luogo nato per la difesa della città in uno spazio dedicato a una festa privata e alla vita insieme.

Il Bastione Fiorito è parte del sistema fortificato del Castello e la sua storia affonda nelle diverse trasformazioni che nei secoli hanno interessato il complesso. Nato con una funzione militare, ha seguito poi l'evoluzione del maniero e delle tecniche difensive, fino a perdere progressivamente la propria funzione originaria. Il nome racconta già una delle sue successive vite. Nel Novecento, infatti, il Bastione venne trasformato in un giardino panoramico, diventando un luogo amato dai goriziani per le passeggiate e il tempo libero. Negli anni Trenta era ormai uno degli angoli più caratteristici del Castello, con una vocazione decisamente diversa da quella per cui era stato costruito.

Anche il vicino Piazzale delle Milizie ha conosciuto diverse stagioni, legate soprattutto agli spettacoli e agli eventi. Per decenni la grande tensostruttura del Teatro Tenda ha caratterizzato quello spazio, prima della sua rimozione e della successiva riqualificazione dell'area. Il Bastione Fiorito ha invece attraversato una fase più lunga di abbandono, fino al recente intervento di recupero inserito nel più ampio progetto di valorizzazione del Borgo Castello. Le antiche murature sono state restaurate, il camminamento superiore recuperato e l'area nuovamente resa accessibile, restituendo alla città uno spazio che per anni era rimasto ai margini della vita quotidiana.

Il progetto ha riportato alla luce anche le tracce della funzione militare del luogo, compresa la piazzola di artiglieria, testimonianza della storia bellica del Castello e del territorio goriziano. Un passato che oggi convive con una destinazione completamente diversa. La nuova vita del Bastione è infatti quella di uno spazio per la cultura, gli eventi e la socialità. E tra le possibilità previste c'è anche quella di celebrare matrimoni civili, inserendo il luogo tra le nuove cornici a disposizione delle coppie che scelgono Gorizia per il proprio rito.

E così, sulle antiche mura che per secoli hanno raccontato guerre, confini e difesa, oggi è comparso un racconto decisamente diverso. Quello di una coppia che ha scelto proprio il Bastione Fiorito per cominciare una nuova storia: sono stati Joseph Gambino, elettrotecnico classe 1975, e Camilla Rossi, estetista classe 1994, che hanno suggellato il proprio amore davanti all’assessore Maurizio Negro che ha celebrato il rito.

Entrambi di Gorizia, hanno atteso per mesi per potersi unire civilmente proprio in quel luogo, attendendone l’inaugurazione. «Abbiamo aspettato questa possibilità – spiega lo sposo – ritardando il matrimonio proprio per essere qui, perché ne vale la pena». Un «luogo fortemente voluto dal nostro sindaco – così Negro – soprattutto per eventi come questi. Per un anno la gestione è stata affidata a Chiara Canzoneri», ed è stata proprio Canzoneri a gestire il lato enogastronomico con il suo “Chincastello”, gemello della Chincaglieria di via Rastello, che accoglie non solo per cibi e bevande ma anche con la proposta di stanze. «È un luogo apprezzato – così Canzoneri – sia dai cittadini che non solo, c’è chi come i turisti si ferma per un momento di ristoro più lungo e chi per un aperitivo anche in orario serale». La squadra, che coinvolge circa una ventina tra personale fisso e catering, era anche oggi ben schierata per accogliere gli invitati. «Il luogo è apprezzato e si presta», conclude Canzoneri.

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