L'INIZIATIVA
L’Azione Cattolica richiama i giovani alla pace a Cormons e Capriva
Partecipazione e riflessione al centro dell’iniziativa diocesana. Redaelli, «La pace nasce dalla ricerca, dalla giustizia e dall’umiltà».
Partecipazione intensa e contenuti profondi hanno caratterizzato "Terra in Pace", l’iniziativa promossa dall’Azione cattolica dell’Arcidiocesi di Gorizia nell’ambito del Mese della Pace 2026, che tra venerdì 30 e sabato 31 gennaio ha coinvolto le comunità di Capriva del Friuli e Cormons in un articolato percorso di riflessione, dialogo e condivisione.
Il primo appuntamento si è svolto venerdì sera a Capriva del Friuli, nella chiesa del Santissimo Nome di Maria, con il concerto “Semi di speranza”. Protagonisti il Coro Polifonico di Capriva e il Gruppo di lettura espressiva “Città dell’uomo”, che hanno accompagnato il pubblico in un itinerario musicale e narrativo dedicato ai temi della speranza, della pace e della responsabilità personale e collettiva.
La giornata di sabato ha visto invece Cormons al centro delle iniziative. Nel pomeriggio, la Sala Civica del Comune ha ospitato l’incontro di riflessione dal titolo “La pace orfana: dobbiamo rassegnarci alla legge del più forte?”, con gli interventi dell’amministratore apostolico di Gorizia, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, e di Alberto Chiara, già giornalista di Famiglia Cristiana.
In parallelo, negli spazi del Ricreatorio di Cormons, si sono svolte le attività ACR “Terra in Pace”, che hanno registrato una partecipazione numerosa e attenta. L’iniziativa si è rivelata un’occasione di confronto vivo e produttivo tra i giovani della diocesi, chiamati a riflettere e dialogare sui temi della pace, della responsabilità e dell’impegno personale e comunitario.
Momento centrale e particolarmente significativo dell’iniziativa è stata la Santa Messa celebrata alle ore 18 nella chiesa di Rosa Mistica, gremita di fedeli, e presieduta dall’amministratore apostolico Redaelli. Nell’omelia, il presule ha offerto una riflessione profonda sul significato della pace, soffermandosi sul valore della ripetizione come strumento di crescita. Richiamando le letture del giorno, monsignor Redaelli ha sottolineato come il verbo “cercare” ricorra più volte: «Noi cristiani non abbiamo tutto pronto, il nostro è sempre un cammino di ricerca, perché Dio è sempre oltre ciò che sappiamo e comprendiamo».
Accanto al “cercare”, l’amministratore apostolico ha evidenziato altre due parole chiave: giustizia e umiltà, entrambe centrali per una pace autentica, capace di ascolto, pazienza e comprensione del pensiero altrui. Durante la celebrazione è avvenuta anche la consegna del Messaggio della Pace ai sindaci, segno concreto di responsabilità condivisa tra comunità civili ed ecclesiali.
In chiusura, Redaelli ha richiamato il concetto di “pace disarmata e disarmante”, riprendendo le parole di papa Leone XIV: una pace che rinuncia alla logica della paura, della minaccia e del riarmo e che, proprio per la sua natura umile e perseverante, è capace di sciogliere le tensioni e disarmare i conflitti.
La giornata si è conclusa con una cena comunitaria negli spazi del Ricreatorio di Cormons, seguita da un incontro del Settore Giovani, ulteriore momento di condivisione e confronto. Terra in Pace 2026 sostiene inoltre i progetti “Educare: strada per la pace” e “Una carezza per la Terra Santa”, promossi dalla Custodia di Terra Santa a favore di giovani e famiglie segnati da un conflitto permanente.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Pastorale sociale e del lavoro, Città dell’uomo, le Unità Pastorali di Cormons e di Capriva del Friuli e Moraro, e il Coro Polifonico di Capriva, con il patrocinio dei Comuni di Cormons e Capriva del Friuli.
Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Occhiello
Notizia 1 sezione
Occhiello
Notizia 2 sezione











