«Avrà cura di voi, non vi annoierete!»: Chioggia e Teolo si stringono a monsignor Dianin

«Avrà cura di voi, non vi annoierete!»: Chioggia e Teolo si stringono a monsignor Dianin

LE VOCI

«Avrà cura di voi, non vi annoierete!»: Chioggia e Teolo si stringono a monsignor Dianin

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 13 Lug 2026
Copertina per «Avrà cura di voi, non vi annoierete!»: Chioggia e Teolo si stringono a monsignor Dianin

Due le delegazioni che hanno accompagnato il presule a Gorizia. La semina continua. L’affetto e il ricordo di laici e sacerdoti.

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Il tempo della semina non si esaurisce: continua a germogliare, a dare frutto a Gorizia. Monsignor Giampaolo Dianin ha rinnovato ancora una volta il suo “Eccomi”, carico di responsabilità e di amore per guidare il gregge che gli è stato affidato. «Eccomi per camminare insieme, per cercare insieme la volontà di Dio per questa Chiesa, per continuare ad annunciare il Vangelo» ha ricordato nei ringraziamenti il nuovo pastore della Chiesa Diocesana al termine della solenne Messa in Cattedrale. Le parole di monsignor Dianin sono state quella «carezza» che lui stesso ha rivolto a quanti, appunto, hanno vissuto insieme a lui il cammino della fede comunitaria prima dell’arrivo a Gorizia. Di quel «camminare insieme», tanto caro al presule, hanno dato testimonianza i fedeli e i sacerdoti provenienti da Chioggia, sua diocesi di provenienza e Teolo, sua comunità natale.

«Ci stiamo abituando alla notizia, un cambio dopo soli quattro anni di episcopato, pesa per noi – racconta monsignor Danilo Marin, arciprete della Cattedrale di Chioggia e direttore dell’Ufficio Catechistico – si cominciava ad “ingranare”, a coltivare e raccogliere i primi frutti come le Unità Cristiane Sinodali o la nota sui percorsi di Iniziazione Cristiana a ragazzi e giovani nel post cresima e post sacramenti». «Conoscevo monsignor Dianin già da quando era rettore del seminario – continua Marin – ha delle doti fuori dal comune, riuscirà ad aprirsi, a costruire e a relazionarsi grazie ai suoi sguardi attuali sulla Chiesa e sul mondo».

Abbiamo chiesto come si sente a monsignor Simone Zocca, vicario generale della diocesi di Chioggia. «Esprimo un sentimento di gratitudine per monsignor Giampaolo – sono le sue parole – chiaramente, dispiace per la “separazione” ma resta il ricordo vivo di un rapporto fatto di fiducia, amicizia e stima reciproca. Dopo lo smarrimento iniziale, ora dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo vivere questo tempo come persone chiamate a riprendere la strada, a rileggere la realtà ed impostarla in maniera nuova come emerso dalle indicazioni del cammino sinodale diocesano».

«Il vescovo Giampaolo è stato molto attento e vicino all’insegnamento della Religione Cattolica» racconta Frediana Fecchio, insegnante di Religione e direttrice dell’Ufficio Scuola e Pastorale Scolastica della diocesi di Chioggia. «Partecipava agli aggiornamenti, portava sempre la sua esperienza – continua – offriva valore aggiunto, attento alle persone e in particolare ai nuovi insegnanti. È stato un motivatore. L’abbiamo sentito come un padre, molto vicino, in ascolto profondo». Frediana è vicepresidente del Consiglio Pastorale Diocesano appena rinnovato a gennaio 2026: «Credeva nel nostro lavoro, ora continueremo anche grazie ai suoi consigli paterni».

Profondo e costante, è stato anche il legame con i movimenti associativi diocesani. «È stato sempre accogliente con le Aggregazioni Laicali – afferma Luca Destro, copresidente delle Aggregazioni – ha valorizzato i carismi di tutti, si è fatto compagno del cammino di ciascuno instaurando un dialogo costante richiamando sempre all’unità della Chiesa Diocesana. Ogni anno, le sue Lettere pastorali sono diventate motivo di riflessione e guida nella crescita comunitaria. Si è dato tantissimo».

«Ci tenevamo ad essere presenti – così il parroco di Teolo, Riccardo Comarella – anche la nostra comunità è in festa. Durante il viaggio per venire qui abbiamo rivissuto le tappe storiche della Chiesa di Gorizia e Aquileia. Le sfide di questo tempo sono tante ma siamo certi che il nuovo arcivescovo saprà affrontarle assieme al popolo che gli è stato affidato». Intanto a Teolo si sta per riaprire l’antica Pieve del ‘600, restata chiusa a causa delle frane montane».

La gentilezza di don Giampaolo riaffiora pure nei ricordi della parrocchiana Daniela: «Lo ricordo da bambino, era gentile, a modo, sempre umano. È un dono per tutti!». Anna invece, andava a prenderlo all’asilo e ricorda la sua crescita. Assieme ai fedeli teolesi – incuriositi dalla preziosità della liturgia trilingue - c’è anche don Gino Temporin che conosce bene il nuovo arcivescovo. I loro percorsi di vita si sono incrociati spesso.

Ha lavorato al fianco di monsignor Dianin anche Silvia Sandon dell’Ufficio Catechistico di Padova. «È stato tra gli iniziatori del Sinodo della Diocesi di Padova – racconta – ha sempre dato molti impulsi e riflessioni. Ha lasciato una grande impronta in seminario. I preti che ha “sfornato” sono una grande risorsa per tutti noi. Quello che ha lasciato è stato un grande patrimonio come ha fatto all’Ufficio Famiglie. Vogliateli bene e lui, vi assicuro, si farà voler bene. Avrà cura di voi, non vi annoierete!».

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