la posizione
«Attività di emergenza nell'Isontino sotto Trieste», Moretti attacca Asugi
Il dem punta il dito verso la gestione dell'Azienda sanitaria: «Legge voluta dal centrodestra».
Il capogruppo regionale del Partito democratico, Diego Moretti, interviene ancora una volta sullo stato di salute della sanità isontina a seguito dell’approvazione di un provvedimento firmato dal direttore generale di Asugi, Antonio Poggiana. Questo assegna - a far data dal primo luglio - la gestione delle attività di urgenza ed emergenza del territorio isontino al responsabile della struttura dipartimentale del Pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Trieste.
“Nulla di nuovo né strano – afferma il dem - non è che l’applicazione della legge regionale di riforma sanitaria n. 21/2019 voluta e votata dalla Lega e dal centrodestra isontino e consentita dall'atto aziendale di Asugi, da poco approvato dall'assessorato regionale alla salute”. Per il consigliere dem, si tratta di un ulteriore impoverimento della sanità locale avvenuto dopo l'annessione di Gorizia e Monfalcone a Trieste con la costituzione della nuova azienda sanitaria.
E ancora Moretti: “Dopo che il reparto materno-infantile di Monfalcone dipenderà gerarchicamente e funzionalmente dal Burlo di Trieste, dopo gli incarichi di direzione e coordinamento aziendale dell’emergenza-urgenza e della rianimazione affidati ai professionisti di Cattinara, cos'altro ci aspetta il futuro? Un unico laboratorio a Cattinara con la chiusura di quello di San Polo? Cos'hanno oggi da dire quei professionisti monfalconesi e quegli amministratori locali - sindaco in testa - che lamentavano la prevalenza delle nomine dei professionisti della Bassa friulana ai tempi dell' ex Azienda 2 Isontina?”
Il capogruppo infine lamenta di essere restato inascoltato dal 2019 ai tempi in cui già chiedeva alla maggioranza al governo della regione se il reparto materno - infantile di Monfalcone e i suoi professionisti sanitari valessero di meno di altri reparti ospedalieri triestini. In sostanza, al consigliere dem non resta che l’amara constatazione che quanto si diceva tre anni fa si riconferma anche in questi ultimi tempi.
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