è finito alle 4
Maratona di 11 ore in Aula, lungo braccio di ferro in Consiglio a Gorizia
Aumenta il debito pro capite, le accuse della minoranza alla presidente del Consiglio Paoletti.
Con una durata quasi record anche per gli standard di Gorizia, oltre 11 ore, si è concluso nel cuore della notte l’ultimo consiglio comunale. Un’assise concitata e iniziata alle 16, caratterizzata da un lungo braccio di ferro tra maggioranza e minoranza, con quest’ultima che non ha mancato di puntare il dito verso la presidente dell’Aula, Silvia Paoletti, e la sua gestione dei lavori. Accuse respinte dalla diretta interessata, in un costante botta e risposta durato fino alle 4 e iniziato fin dalla discussione sul rendiconto di gestione 2021.
Documento, questo, presentato dall’assessore al bilancio Lucio Beltrame e approvato con i voti del centrodestra. L’opposizione si è invece astenuta. I dati illustrati dalla giunta indicano un incasso di oltre 74 milioni di euro, a fronte di 73 milioni spesi in pagamenti in conto cassa. Per quanto riguarda i residui attivi, ossia i soldi che l’amministrazione deve ancora ricevere materialmente, si tratta di circa 32 milioni, mentre i passivi di competenza - ossia debiti ancora da pagare dal Comune - arrivano a 13 milioni.
Il risultato di amministrazione arriva quindi a 36,7 milioni, derivante dalla somma del fondo cassa e dal saldo della gestione residui, ossia quelli ancora da incassare. Il fondo pluriennale vincolato è di 18 milioni, con un avanzo lordo complessivo arriva attorno a 17,8 milioni. Al netto delle voci accantonate, poi, la somma disponibile è di poco più di 2 milioni di euro. Lo stato patrimoniale, invece, pareggia a 357 milioni. Nel corso della seduta, l’opposizione ha evidenziato alcuni aspetti, a partire dall’aumento del debito pro capite.
Quest’ultimo è passato da 26 euro nel 2019 a 94 euro nel 2021. Focus anche sul peso delle partecipate sul bilancio, in particolare dell’Aeroporto Duca d’Aosta. Il fondo perdite complessivo ammonta a 384mila euro. “L’azienda registra 154mila euro di perdite - ha rilevato Marco Rossi (Pd) -, a fine 2021 il patrimonio ammontava a 284mila euro ossia meno della metà del capitale a dicembre 2016”. Approvando anche la salvaguardia degli equilibri di bilancio, “chiudiamo il cerchio aperto con il dissesto” il commento di Dario Obizzi (Forza Italia).
Nel corso dell’ultimo anno, sono state approvate 40 variazioni di bilancio rispetto a quello di previsione. L’assise ha successivamente votato i tre nuovi componenti del collegio dei revisori dei conti, scegliendo Ilaria Rigonat, Daniele Vidoni e Pietro Dessenibus. Su quest’ultimo, l’ex assessore al bilancio ha sollevato il tema di una sua possibile incompatibilità, visto che ricopre l’incarico di presidente dei sindaci in Apt. A chiudere la seduta è stato il lungo dibattito sugli emendamenti a integrazione del regolamento comunale.
Da parte dell’opposizione, non sono state risparmiate critiche. A partire dalla ripresa dei lavori, con diversi suoi esponenti ancora non in Aula alla fine della pausa. Accuse poi susseguitesi nel corso delle oltre quattro ore di discussione, con la decisione finale di uscire dall’Aula per non votare il documento finale, ad eccezione di Franco Zotti che si è espresso contrario. Contrarietà presa nonostante i tentativi da parte dell’assessore alla Digitalizzazione, Fabrizio Oreti, di trovare una quadra più ampia possibile.
Alla fine, il centrodestra ha approvato il testo, permettendo così di poter tornare a partecipare alle convocazioni anche a distanza. Una possibilità, questa, che sarà adottata su decisione del presidente del Consiglio comunale in accordo con i capigruppo, come previsto dal testo, con la minoranza che però ha attaccato sulla discrezionalità del tutto. La stessa ha sollevato la mancanza di una riunione in commissione sul tema, tentando più volte di rinviare la delibera, nonché la mancata notifica dei capigruppo e dell’elezione del vicepresidente dell’Aula.
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