Le armonie del Cantu a Tenore incantano il Preval, i Tenore Romanzesu Bitti ospiti del Piccolo Opera Festival

Le armonie del Cantu a Tenore incantano il Preval, i Tenore Romanzesu Bitti ospiti del Piccolo Opera Festival

LO SPETTACOLO

Le armonie del Cantu a Tenore incantano il Preval, i Tenore Romanzesu Bitti ospiti del Piccolo Opera Festival

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 26 Giu 2026
Copertina per Le armonie del Cantu a Tenore incantano il Preval, i Tenore Romanzesu Bitti ospiti del Piccolo Opera Festival

La tradizione polifonica della Sardegna al centro del concerto del giovane quartetto corale tra balli, serenate e composizioni sacre. ‘Canto dei Colli’ prosegue con l’Ensemble del Teatro Nazionale di Tirana.

Condividi
Tempo di lettura

È l’armonia emozionante di una tradizione millenaria, quella che le pareti attorno all’altare del santuario di Santa Maria Regina dei Popoli in Preval hanno fatto risuonare ieri sera. L’armonia del Cantu a Tenore, la forma di musica corale popolare della Sardegna: a farla conoscere al pubblico sono stati i quattro giovani cantori del gruppo Tenore Romanzesu Bitti, ospiti del Piccolo Opera Festival nell’ambito della rassegna “Canto dei Colli”.

Dedicato alla promozione delle musiche popolari e tradizionali Patrimonio immateriali Unesco, il programma ha portato pochi giorni fa l’ensemble di Stato della Georgia Basiani al duomo di Cormons registrando successo di pubblico, apprezzamento e curiosità. Esito confermato anche per la serata di ieri giovedì 25 giugno: una sentita standing ovation, domande degli spettatori e la richiesta di un bis hanno coronato la performance di Claudio Sanna, Giuseppe Crissantu, Salvatore Ena e Andrea Sanna.

Originari di Bitti, “patria” di formazioni che negli scorsi decenni hanno fatto conoscere il Cantu a Tenore nel mondo, i quattro ragazzi – tutti under 30 – hanno eseguito un repertorio «tra sacro e profano». Intervallando ciascuna esibizione con spiegazioni e approfondimenti, hanno spaziato da composizioni cantate a Bitti e in altri paesi della Barbagia per accompagnare feste e balli ad altre intonate durante i riti religiosi, passando per serenate e vere e proprie poesie in lingua sarda che narrano le leggende locali – come “Sos Mutos”, storia sull’origine di Bitti.

La peculiarità del Cantu sardo è la divisione delle voci. La melodia vera e propria e le parole del testo vengono intonate da sa Oche, la voce solista (Claudio Sanna per il gruppo Romanzesu). Gli altri tre cantori, attraverso onomatopee, sostengono ritmicamente e armonicamente sa Oche, creando un tappeto sonoro dinamico e dalle risonanze inusuali e intense: sa Mesu Oche (la voce alta da tenore, interpretata da Andrea Sanna), sa Contra (la voce di basso di Salvatore Ena) e su Bassu, il “basso profondo” (Giuseppe Crissantu). Queste ultime due voci mettono in atto una singolare tecnica polifonica di canto gutturale presente in poche altre forme di musica tradizionale millenaria nel mondo, ovvero nella repubblica di Tuva in Siberia centro-meridionale e nel vicino repertorio della Mongolia. 

Dopo il “riscaldamento” vocale con “S’Isterrita” e l’antica serenata notturna di “Sa Oche e’ note”, i Tenore Romanzesu hanno fatto sentire agli spettatori le singole voci scomposte prima di “Su Ballu seriu”, canto a ritmo di danza che, hanno spiegato, «può essere eseguito nelle piazze durante le feste di paese, oppure dai cantori nei bar». Trascinante, poi, l’andamento di “Su Ballu Lestru”, altra melodia da danza, mentre le incursioni nel repertorio sacro con brani dedicati alla Pasqua, alla nascita di Gesù e alla Madonna dell’Annunziata (in onore della quale si trova nelle campagne di Bitti un suggestivo villaggio con santuario) hanno dimostrato tutta la versatilità delle vibranti armonie del Cantu, capaci di scandire tanto il ritmo di una piazza quanto di suscitare un’atmosfera di suggestione spirituale.

Ha di certo stupito i presenti che a portare avanti questa tradizione siano dei cantori giovani d'età. «Prima del periodo Covid, è stata creata una scuola di Cantu a Tenore dove abbiamo potuto formarci» hanno raccontato durante il live. Il repertorio, i suoi salti di tonalità e le tecniche vocali sono secolari e affondano le loro radici nella trasmissione orale, per cui «non ci sono partiture scritte» e si impara soprattutto attraverso la pratica. Non sono pochi i ragazzi che, nella zona di Bitti, si cimentano nel canto, hanno infine rivelato: segno di una tradizione che resta viva e prosegue il suo passaggio di testimone di generazione in generazione.

Il Piccolo Opera Festival prosegue domenica 28 giugno con un doppio appuntamento tra Gorizia e Collio. Alle ore 10:30, in palazzo Strassoldo a Gorizia, il concerto matinée del Da Ponte Cafe accoglierà il pubblico con la formula della "colazione in musica e narrazioni" guidata dalla prolusione di Giampaolo Zagonel; le arie in programma sono scelte dalla trilogia firmata da Mozart e Da Ponte, che esplora il tema della "Libertà" in tutte le sue forme: "Le nozze di Figaro" (libertà sociale), "Don Giovanni" (libertà morale) e "Così fan tutte" (libertà sentimentale). Al tramonto, il Festival si sposta nella chiesetta di Santo Stefano Protomartire di Giassico a Cormons per un altro appuntamento alle 20.30 con "Canto dei Colli": l'Ensemble di canti e danze popolari del Teatro nazionale di Tirana farà conoscere la tradizione della iso-polifonia albanese e il folclore delle regioni centrali e meridionali del Paese, proponendo canti dal sapore poetico e sentimentale vissuti come patrimonio collettivo millenario. 

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione