L’arcivescovo Redaelli lascia Gorizia dopo 14 anni per Roma

L’arcivescovo Redaelli lascia Gorizia dopo 14 anni per Roma

LA NOMINA

L’arcivescovo Redaelli lascia Gorizia dopo 14 anni per Roma

Di REDAZIONE • Pubblicato il 22 Gen 2026
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L’annuncio stamattina dalla Santa Sede. Attesa la nomina per la sede metropolitana entro Pasqua. Nel frattempo, resta amministratore apostolico.

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La notizia è giunta da poco: la Sala Stampa della Santa Sede ha annunciato che, nella giornata di oggi giovedì 22 gennaio 2026, Papa Leone XIV ha nominato l’arcivescovo di Gorizia monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli come Segretario del Dicastero per il Clero della Santa Sede.

Dopo 14 anni, dunque, Redaelli lascia la sede di Gorizia per poter svolgere a Roma il nuovo incarico conferitogli dal Santo Padre. Si attende, dunque, la nomina del successore alla Sede metropolitana di Gorizia, la quale avverrà entro Pasqua: fino a quel momento, monsignor Redaelli resta Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi ed in tale veste, confermando tutti gli incarichi diocesani.

«Il Santo Padre, Papa Leone XIV, mi ha chiesto la disponibilità ad assumere l’incarico di Segretario del Dicastero per il Clero, organismo della Curia romana che si occupa principalmente di tutto quanto si riferisce ai presbiteri e ai diaconi del clero diocesano, ai seminari, alle parrocchie – comincia il messaggio dell’arcivescovo, rivolto stamane ai sacerdoti riuniti per il periodico incontro del Consiglio presbiterale - al Santo Padre non si può dire di no. Lo ringrazio per la fiducia e per l’opportunità che mi viene data di fare un’esperienza di servizio a livello di Chiesa universale».

Riguardo Gorizia, Redaelli ha commentato: «Naturalmente sono dispiaciuto di lasciare prima di quanto previsto questa Chiesa, di cui sono arcivescovo dal giugno 2012. Una Chiesa che mi ha donato tanto come testimonianza di fede, di impegno pastorale e missionario, di servizio di carità, di desiderio di essere unita nella pluralità di lingue e di culture, e mi ha dimostrato tanta capacità di collaborazione, di comunione, di vicinanza e anche di affetto».

«Sono molto grato ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose e ai fedeli laici, uomini e donne, in particolare a coloro che più da vicino hanno collaborato con me, e alle tante persone di tutte le età che mi hanno offerto forti esempi di una vita guidata dal Vangelo e non voglio dimenticare i seminaristi che sono una concreta speranza per questa Chiesa» ha dichiarato ancora l’arcivescovo.

Il suo nuovo incarico inizia ufficialmente già oggi, ma la nomina ad Amministratore Apostolico sino all’ingresso del nuovo arcivescovo goriziano garantisce il suo ruolo di guida della diocesi per tutto il momento di transizione. «Sono certo che tutti vorranno già da ora accogliere con fede, disponibilità e simpatia il nuovo pastore che papa Leone sceglierà –così ancora Redaelli - tutti i momenti di passaggio hanno le loro bellezze, le loro opportunità e le loro fatiche: chiedo pertanto di aiutarci a vicenda a viverli con fede e a sostenerci reciprocamente nella preghiera allo Spirito Santo. Faccio conto anche in futuro sulla preghiera e sull’affetto di tante persone della diocesi di Gorizia e non mancherà mai da parte mia la preghiera e la vicinanza a essa».

Il monsignore ha concluso specificando un passaggio che manterrà comunque vivo il suo legame con la città di confine anche in futuro: «Come è noto, ai vescovi che non sono “residenziali”, cioè coloro cui non è affidata in prima persona il governo pastorale di una diocesi (si tratta dei Vescovi ausiliari o dei Vescovi con un incarico legato alla Santa Sede), viene attribuito il titolo di un’antica diocesi non più esistente per indicare comunque una relazione con una chiesa. Nel mio caso però il titolo assegnatomi è di “Arcivescovo emerito di Gorizia”: resto quindi legato anche in futuro all’Arcidiocesi di Gorizia». 

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