Anna Pepe seduta sul tavolo del Consiglio: scoppia la polemica a Monfalcone per lo scatto della rapper

Anna Pepe seduta sul tavolo del Consiglio: scoppia la polemica a Monfalcone per lo scatto della rapper

IL CASO

Anna Pepe seduta sul tavolo del Consiglio: scoppia la polemica a Monfalcone per lo scatto della rapper

Di Redazione • Pubblicato il 26 Ago 2026
Copertina per Anna Pepe seduta sul tavolo del Consiglio: scoppia la polemica a Monfalcone per lo scatto della rapper

L'ex consigliera Maccarini intercetta la foto rimossa dai social dell’artista e sferra l'attacco. Il dem Moretti duro con l'Amministrazione Fasan, «profanate le istituzioni, uno scempio».

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La foto pubblicata lunedì mattina, il 24 agosto scorso, sui profili social della nota rapper Anna Pepe, non è passata inosservata: l’artista è – ormai era, perché l’immagine non è più visibile – seduta sul tavolo di rappresentanza, che per diversi anni è stata sede del Consiglio Comunale, dell’ex Pretura di Monfalcone, accanto al gonfalone comunale e alle bandiere della Repubblica Italiana e dell’Europa. Una storia sul social Instagram, prontamente screenshottata dall’ex consigliere comunale Elisabetta Maccarini che l’ha poi caricata sui propri canali social e, da lì, la polemica ha preso piede.

Tra le voci di sdegno anche quella del consigliere regionale Diego Moretti, anche in quota dem in consiglio comunale nella Città dei Cantieri, che sottolinea come l’episodio «lascia interdetti sul rispetto delle istituzioni dell'artista stessa, di chi ha scattato la foto, e di chi, a nome dell'Amministrazione, ha permesso - sindaco, assessore o consigliere comunale, non importa - uno scempio simile. In un mondo politico e amministrativo locale e nazionale, in molti casi ridotto a passerelle e concorsi di bellezza più che al lavoro quotidiano, dove conta più l'apparire sui social con il selfie o il video, vedere immagini del genere fanno davvero male e fanno tristezza. Questo, a maggior ragione nel momento in cui il concerto, che ha avuto un grosso successo, è costato fondi pubblici, si gioca con l'istituzione come in un set cinematografico».

L’invito di Moretti è all’amministrazione a «riflettere, sperando che qualcuno paghi per la profanazione di un luogo che è di tutti, non solo di chi pensa di comandare - non amministrare - la città».

«Spero – conclude Moretti - che analogamente a quanto accaduto con il rapper che utilizzò un monumento di tutti come il Sacrario di Redipuglia per usarlo per un video, dove vi fu una condanna unanime, anche stavolta da parte del centrodestra vi sia la stessa condanna per un gesto ignobile nei confronti di un'aula istituzionale, che rappresenta la città, cioè tutti».

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