Le analisi scrivono la storia di San Canzian d'Isonzo, ora si guarda alla villa romana

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Le analisi scrivono la storia di San Canzian d'Isonzo, ora si guarda alla villa romana

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 22 Lug 2021
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Le ultime ricerche e ipotesi hanno confermato quanto emerso dagli scavi deli anni '60 ma hanno portato anche a conoscenza di alcuni lacerti murari nascosti per secoli sotto la terra.

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È ricomparsa, dopo decenni, se non secoli, nascosta dalla terra e da altre infrastrutture un’antica strada che da via Romana a San Canzian d'Isonzo portava alla chiesa parrocchiale. Esistita, con ogni probabilità, fino alla costruzione della Centa della chiesa dedicata ai Santi Martiti Canziani. Trovando un ostacolo, poi, e non avendo più utilità, era stata abbandonata per il tracciato attuale. Queste, assieme ad altre ipotesi sulle dimensioni e la storia dell’antica Villa Romana, è quanto emerso dalle indagini condotte nelle scorse settimane con l’ausilio del Georadar a cura della Esplora Srl, Startup dell’Università di Trieste.

A presentare i risultati l’archeologa Giulia Casagrande che ha indicato ai numerosi presenti, oltre un centinaio accorsi nella Piazza Santi Martiri sul sagrato della parrocchiale, quanto emerso dalle indagini. Una conferma degli scavi condotti negli anni ’60 da Mario Mirabella Roberti, in primo luogo, ma anche due nuove costruzioni esattamente di fronte il portale principale della parrocchiale e altri edifici minori nel campo retrostante la casa canonica. Qui, nonostante varie difficoltà nel comprendere natura e funzione dei vari lacerti che la sonda ha individuato sotto il terreno, alcune conclusioni sono state tratte dal professor Maurizio Buora della sezione isontina della Società Friulana di Archeologia. L’invito del professor Buora è stato quello di proseguire ancora con le indagini utilizzando questi particolari strumenti ma, stavolta, verso la via retrostante la chiesa parrocchiale. “Con ogni probabilità - ha detto Buora – la Villa Romana prosegue in quella direzione”.

Nel frattempo, il sindaco, Claudio Fratta, e l’assessore alla cultura Flavia Moimas, hanno annunciato l’inizio, in contemporanea con il cantiere per il rifacimento del sagrato e della zona prospicente l’edificio sacro, di alcuni interventi per garantire alla cittadinanza i parcheggi necessari. “Spesso chi porta i figli a scuola si ferma qualche minuto nella piazza Santi Martiri – ha rilevato Fratta, cui ha fatto eco nella conferenza anche l’ingegner Federico Franz dell’ufficio tecnico comunale – anche se l’area non avrebbe questo utilizzo. Grazie ad un accordo con la parrocchia per tutto il periodo dei lavori trentacinque posti macchina saranno ricavati dal parco retrostante la canonica”. Si tratterà di una zona in ghiaia battuta, “con la possibilità durante le celebrazioni religiose di arrivare direttamente in chiesa passando, a piedi, per il giardino della canonica”.

Il progetto di rifacimento del sagrato, inserito all’interno del Piano di Sviluppo Rurale, aiuterà anche ad avere una migliore accessibilità alla zona, “che diventerà in gran parte pedonale e valorizzerà quanto abbiamo sul territorio”, ha raccontato l’ingegner Franz. “Sarà anche migliorata la cartellonistica e si darà continuità tra l’area verde e il pavimentato. Speriamo – ha concluso – in una veloce procedura”.

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