LE REAZIONI
Amaro risveglio in casa Pd, il congresso attende i dem goriziani
Il segretario guarda ai risultati nei comuni, «tutti corresponsabili». Le reazioni tra Verdi e Sinistra italiana.
È stato un duro risveglio per il centrosinistra della provincia di Gorizia, dopo il voto di ieri. Ora è tempo di qualche considerazione e soprattutto di rimettersi subito al lavoro per chi – come democratici e progressisti – apprendono i dati del risultato elettorale e, in queste ore, che Enrico Letta non si ricandiderà a segretario del Partito democratico al prossimo congresso. A prendere atto del dato inequivocabile sfociato dalle urne è stato per primo il segretario provinciale Diego Moretti, il quale commenta un risultato – regionale e nazionale – inferiore a quello che sperava.
Anche se fa notare che, sul territorio isontino, ci sono ancora segnali che a suo avviso sono importanti e danno speranza in vista del congresso provinciale, atteso a novembre. Il Pd si è attestato come primo partito a Doberdò, Savogna, San Floriano del Collio, a Ronchi dei Legionari, San Pier d’Isonzo, Staranzano, San Canzian, Turriaco e Sagrado. La coalizione di centrosinistra rappresentata da Caterina Conti ha dunque vinto a Doberdò, San Pier, Savogna e Turriaco. “Dobbiamo fare una profonda riflessione sulla nostra identità – dice il segretario Moretti – e sulle alleanze che si potevano allargare e rafforzarci”.
E ancora Moretti: “Parlando di identità del Pd e di sua natura, è necessario riscoprirsi tutti corresponsabili per puntare ad un alto profilo formato da ale come quella cattolica, che questa volta ha dato forse più fiducia ad altre formazioni politiche”. E se da questa dichiarazione si può notare come ci sia stato un invito a non sbilanciarsi troppo verso una parte sola del partito, il segretario provinciale guarda già al prossimo futuro e all’atteggiamento del Pd che passa all’opposizione in Parlamento.
Per Moretti non si dovranno fare sconti, si dovrà lavorare per un’opposizione attenta, preparata e che sia significativa nei contenuti e nel lavoro per le future alleanze. Di elezioni “spartiacque”, anche a causa delle divisioni del campo repubblicano e democratico, ha parlato Fabio Del Bello già amministratore, consigliere comunale e provinciale. Per il monfalconese Del Bello, sono state due le pesanti contraddizioni che hanno determinato il risultato di questa tornata elettorale.
In primo luogo una legge elettorale che tutti a parole dicevano di aborrire, ma che in realtà non è stata modificata perché permette alle segreterie un controllo stretto delle candidature. In seconda battuta, Del Bello punta il dito contro il cosiddetto “campo largo” coltivato da un paio di anni ma che è stato repentinamente abbandonato quando una logica politica – da lui definita elementare - avrebbe voluto che si operasse per la massima unità delle forze progressiste che invece si sono divise dopo aspre polemiche.
“É opportuno ricordare che in Germania governa una coalizione tra socialdemocratici-liberaldemocratici e Verdi che grosso modo corrispondono ai nostri Pd, Terzo Polo e 5Stelle: ma nel nostro Paese fatto di ideologismi e di fazioni questo non è stato possibile” afferma il dem monfalconese. E ancora: “In Parlamento è netta l’affermazione della destra che nelle sue fondamenta è euroscettica e nazionalista. L’Italia da sola o in compagnia di piccole nazioni, che finora hanno solo tratto benefici dall’Unione senza dare nulla anzi realizzando forme di autocrazia elettorale e di compressione dello stato di diritto - il gruppo di Visegrad -, non può avere alcuna prospettiva di sviluppo".
A prepararsi ad una legislatura di opposizione al governo di centrodestra ci sarà anche l’alleanza Verdi-Sinistra italiana che si metterà a disposizione della difesa della costituzione, dell’ambiente, del lavoro e dei diritti. “In un quadro segnato dalla vittoria di Giorgia Meloni, dalla tenuta del M5s nonostante i canti funebri intonati alla caduta di Draghi, dalla debacle della Lega e dall'arida percentuale del Pd, è chiaro che l’agenda Draghi non ha premiato elettoralmente ma anzi ha favorito chi vi si è opposto dall’inizio o all’ultimo momento.
In questo contesto l’alleanza Verdi Sinistra entra in parlamento con il 3,6%, segnando il miglior risultato dal 2006, riportando i Verdi in Parlamento ed eleggendo persone come Ilaria Cucchi. In Friuli Venezia Giulia i dati sono anche superiori alla media nazionale riportando punte del 5% a Udine e Trieste” scrivono in un comunicato Verdi e Sinistra. Avs ha infine ringraziato Furio Honsell per la sua candidatura a beneficio di tutti i progressisti al Senato.
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