L’INIZIATIVA
Aiello, proseguono le mostre al Museo della Civiltà Contadina: il 4 luglio lo speciale annullo filatelico
Dalle 10.30 alle 15.30 sarà attivo il servizio di Poste Italiane. Le esposizioni dedicate all’evoluzione del sistema postale e alla flora nella filatelia del ’900, restano visitabili fino al 26 luglio.
Continua l'apertura delle mostre filateliche al Museo della civiltà contadina del Friuli imperiale di Aiello, "La flora nella filatelia mondiale del '900" e "L'evoluzione del sistema postale" con una novità: sabato 4 luglio dalle 10.30 alle 15.30 sarà attivo il servizio di annullo filatelico gestito dalle Poste Italiane, pubblicato su Calendario Marcofilo del 10 giugno. Nello spazio allestito ad hoc ci saranno cartoline che riproducono l'antico portone d'ingresso del Museo e sarà disponibile il catalogo della mostra "La flora nella filatelia mondiale del '900" che in 120 pagine riproduce le collezioni esposte.
La sala dedicata permanentemente all'eredità umana e ai lavori femminili ospita, infatti, fino al 26 luglio due importanti mostre di carattere filatelico e postale. La prima, dal titolo "La flora nella filatelia mondiale del '900", è il frutto di decenni di raccolte e di mostre del dottor Duilio Cosma (1913-1998) che, attraverso centinaia di francobolli europei e dell'estremo Oriente, illustra le specie floreali e arboree esistenti. L'altra mostra, intitolata "L'evoluzione del sistema postale", racconta invece la storia della posta a partire dal monopolio avuto dalle famiglie Taxis e Thurn-Taxis dal '500 fino al 1867, per finire con le cartoline d'inizio '900.
Si può ammirare anche la corrispondenza che dal 1789 al 1824 intercorse fra i Granduchi di Toscana e i Meucci, medici fiorentini mandati a combattere il colera a Jassi, in territorio Ottomano (oggi Iasi in Romania), ma anche periodici filatelici degli Anni Venti, lettere con i primi timbri e poi con i primi francobolli dell'800 provenienti da tutto il mondo. Infine, numerose cartoline – inventate proprio in Austria nel 1869 – spedite e ricevute durante la Grande guerra sia dal fronte austro-russo della Galizia, che da quello italiano dell'Isonzo.
Foto d'archivio Il Goriziano
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