LE REAZIONI
Aggressione al Pronto soccorso, coro di solidarietà dalla politica dopo il pestaggio dell'operatore
Dopo l'episodio avvenuto all'ospedale di Monfalcone lunedì 27 luglio intervengono esponenti di Pd e Lega e il sindaco: chiesti più sicurezza e sostegno al personale sanitario.
Dopo la denuncia della Uil Fp sull'aggressione avvenuta nella serata di lunedì 27 luglio al Pronto soccorso dell'ospedale di Monfalcone, arrivano le prese di posizione del mondo politico e delle istituzioni, accomunate dalla solidarietà nei confronti dell'operatore sanitario rimasto ferito e dalla richiesta di rafforzare le misure di sicurezza a tutela del personale.
L'episodio si è verificato attorno alle 19 all'interno dell'ambulatorio del Pronto soccorso, dove un paziente, già noto per precedenti comportamenti aggressivi secondo quanto riferito dal sindacato, avrebbe colpito con un pugno al collo un operatore durante una visita. L'intervento dei Carabinieri ha riportato la situazione alla calma, mentre il lavoratore ha riportato lesioni giudicate guaribili in otto giorni. La Uil Fp ha definito l'accaduto l'ennesimo episodio di una violenza ormai non più tollerabile nei confronti di chi opera nella sanità.
Tra i primi a intervenire è stato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Diego Moretti. «L'ennesima aggressione ai danni di un operatore sanitario al Pronto soccorso di Monfalcone è un fatto gravissimo e inaccettabile. All'operatore aggredito va la mia totale e piena solidarietà». Moretti ha ricordato come non si tratti di un caso isolato, sottolineando che «è indispensabile affrontare con decisione il tema della sicurezza nei pronto soccorso della nostra regione, garantendo condizioni di lavoro adeguate a chi ogni giorno assicura cure e assistenza ai cittadini». Per il consigliere regionale «medici, infermieri e operatori sanitari non possono essere lasciati soli né costretti a lavorare con il timore di subire aggressioni».
Anche il sindaco di Monfalcone, Luca Fasan, ha espresso vicinanza all'operatore coinvolto, definendo quanto accaduto «un episodio gravissimo e inaccettabile, che condanno con assoluta fermezza». Nel messaggio diffuso dall'Amministrazione comunale viene ribadito che «chi ogni giorno si prende cura della salute e della vita delle persone, spesso in condizioni difficili, merita profondo rispetto». Il primo cittadino richiama inoltre l'attenzione sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, sostenendo che «non può essere tollerato» e rivolgendo la vicinanza dell'Amministrazione a tutto il personale del Pronto soccorso, che continua a garantire «con professionalità e dedizione un servizio essenziale per la nostra comunità».
Sul tema è intervenuta anche la consigliera comunale e vicesegretaria regionale del Pd Fvg, Lucia Giurissa, che ha espresso «solidarietà all'operatore sanitario e fiducia nelle forze dell'ordine costrette a intervenire in situazioni e ambienti delicati». Per Giurissa «non dobbiamo assuefarci alla violenza di cui sono vittima i lavoratori esposti in prima linea nei pronto soccorso: ogni caso è un trauma e la gravità non si diluisce nella frequenza dei fatti violenti». La consigliera ha inoltre auspicato che la Casa della comunità possa diventare «a tutti gli effetti presidio di cura e di prevenzione per le persone con disagio psichico, disturbi della rabbia o problemi comportamentali», osservando come sia necessario intervenire «non solo sulla sicurezza, ma anche sui potenziali aggressori, le cui condizioni vanno considerate caso per caso».
In giornata è arrivata anche la presa di posizione dell'europarlamentare e vicesegretaria regionale della Lega, Anna Maria Cisint, che ha parlato di «ennesima, inqualificabile aggressione in un Pronto soccorso». Cisint ha espresso «piena vicinanza all'operatore sanitario ferito e a tutti i medici, infermieri e operatori che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale con professionalità e sacrificio», affermando che «l'ospedale, il Pronto soccorso e gli ambulatori non possono diventare il simbolo di un clima di violenza e di impunità nei confronti di chi è al servizio della comunità».
Secondo l'esponente del Carroccio «non è più il tempo delle dichiarazioni di circostanza: servono interventi immediati e concreti», chiedendo il rafforzamento delle misure di prevenzione e tutela del personale sanitario e strumenti efficaci per accompagnare i lavoratori vittime di aggressioni nel percorso di rientro al lavoro. Cisint ha infine ribadito il principio della «tolleranza zero» nei confronti degli aggressori: «Chi usa la violenza contro medici, infermieri e operatori deve essere affrontato con il massimo rigore previsto dalla legge. Difendere chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute significa difendere la sicurezza e la civiltà della nostra comunità».
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