lo scontro
Adozioni e matrimoni gay in Slovenia, il fronte del no rivuole il referendum
Il governo Golob riapprova la modifica, dopo la consultazione del 2015. In città vinse il no.
L'Assemblea nazionale slovena ha adottato la scorsa settimana, con 48 voti favorevoli e 29 contrari, gli emendamenti all’istituto della famiglia, i quali stabiliscono che “il matrimonio è un'unione tra due persone”. Inoltre, consentono ai partner dello stesso sesso in un'unione civile di adottare un bambino assieme, alle stesse condizioni dei coniugi di sesso diverso. Gli emendamenti fanno seguito a una sentenza costituzionale dello scorso luglio.
Secondo la sentenza, il regime attuale, in base al quale il matrimonio può essere contratto solo da persone di sesso diverso e i partner di un'unione civile formale non possono adottare un bambino insieme, cozza con il divieto costituzionale di discriminazione. La Corte costituzionale aveva ordinato all'Assemblea nazionale di abolire l'incostituzionalità entro sei mesi. Inoltre, aveva stabilito che, fino alla modifica della legislazione, il matrimonio è un'unione tra due persone, indipendentemente dal sesso.
Quindi, i partner dello stesso sesso in un'unione civile possono adottare congiuntamente un bambino alle stesse condizioni delle coppie etero. Il governo, in qualità di promotore degli emendamenti, ha sottolineato l'affermazione della Corte costituzionale secondo cui tale discriminazione non può essere giustificata sulla base del significato tradizionale del matrimonio come unione di marito e moglie, né sulla base della speciale protezione delle famiglie.
Secondo i giudici, la decisione non sminuisce l'importanza dell'istituzione tradizionale del matrimonio come unione tra marito e moglie e non cambia le condizioni o le conseguenze del matrimonio tra persone di sesso diverso. “Significa semplicemente che i partner dello stesso sesso possono ora sposarsi come i partner di sesso diverso”, ha aggiunto il governo. I gruppi della coalizione di maggioranza hanno sostenuto le posizioni del governo, mentre i gruppi di centro-destra del Partito democratico sloveno (Sds) e della Nuova Slovenia (NSi) le hanno contestate.
Secondo l’Sds, le coppie omosessuali avevano già gli stessi diritti, ad eccezione dell'adozione e della riproduzione assistita. La NSi, dal canto suo, non capiva “come un'unione tra un uomo e una donna potesse avere lo stesso significato di un'unione tra persone dello stesso sesso”. Secondo loro, l'unione tra un uomo e una donna “è un'unione da cui nasce naturalmente una nuova vita, mentre non è così per le unioni omosessuali”.
Ricordiamo che il 3 marzo 2015, l'allora governo del primo ministro Miro Cerar, di centro-sinistra, aveva approvato una nuova legge che regolava l'istituto della famiglia e che ammetteva anche i matrimoni omosessuali e l'adozione per le coppie dello stesso sesso.
La Slovenia diventava il primo paese dell’Est Europa ad approvare una legge di questo tipo. In seguito, diverse associazioni conservatrici avevano raccolto le 40mila firme necessarie a indire un referendum. Il referendum si era poi tenuto il 20 dicembre dello stesso anno, in esso il 63,51% dei votanti si era espresso per l’abrogazione della legge. A livello locale, il collegio elettorale di Ajdovščina aveva fatto registrare una delle più alte percentuali di elettori contrari all’entrata in vigore della legge di tutta la Slovenia, il 78%.
Dato simile anche nel collegio Nova Gorica I, con il 70% di voti contrari. Il collegio Nova Gorica II, che comprende il centro della cittadina delle rose, Šempeter, Vrtojba, Solkan, Rožna Dolina e Kromberk, aveva invece fatto registrare un 47% di voti a favore e 53% di contrari. Dati in linea con quelli del resto della Slovenia, dove nei maggiori centri urbani si era registrata una sostanziale parità tra favorevoli e contrari, mentre nei paesini e nelle campagne prevalevano i contrari.
Nel frattempo, appena adottati gli emendamenti, è subito partita la raccolta firme per un altro referendum abrogativo, promossa dall’associazione conservatrice “Ne va dei bambini!”, che in una settimana ha già raccolto più di 30mila firme e ne servirano altre 10mila per chiedere una consultazione popolare. Tuttavia, i partiti di maggioranza di centro-sinistra sostengono che un altro referendum dopo la sentenza della Corte costituzionale sarebbe incostituzionale.
Nella foto: il corteo del Fvg Pride sul confine di Gorizia e Nova Gorica, settembre 2021
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