L'addio di Pettarin al Parlamento, «non finisce mio impegno per Gorizia»

L'addio di Pettarin al Parlamento, «non finisce mio impegno per Gorizia»

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L'addio di Pettarin al Parlamento, «non finisce mio impegno per Gorizia»

Di Redazione • Pubblicato il 26 Ott 2022
Copertina per L'addio di Pettarin al Parlamento, «non finisce mio impegno per Gorizia»

La nota di saluto dell'ormai ex deputato: «Città sia esempio per Europa».

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Con il voto di fiducia del Senato, è ufficiale l'inizio del nuovo governo guidato da Giorgia Meloni. Mentre nei due rami del Parlamento trovano posto molti volti nuovi, tra chi ha detto addio al "palazzo" c'è Guido Germano Pettarin. L'ex deputato di Gorizia, eletto in Forza Italia e succesivamente passato in Coraggio Italia, traccia il proprio bilancio della XVIII legislatura: fine dell'attività parlamentare "ma non si esaurisce, senza dubbio, il mio impegno per il nostro territorio, per Gorizia e per il nostro futuro" commenta in una nota.

Immancabile il pensiero alla Capitale europea della cultura 2025, "probabilmente un’occasione irripetibile, da cui dipendono svariate cose". Per l'ex forzista, "non mi sembra di esagerare affermando che il futuro nostro e dei nostri giovani dipenderà da questo 2025 e da quello che saremo in grado di imparare. Qual è il nostro futuro? Il nostro futuro è legato a quello che deciderà di essere l’Unione europea e Gorizia e Nova Gorica possono essere precursori ed esperimento di un'Unione europea nuova, unitaria e senza confini, forte e protagonista nel mondo".

Pettarin rileva che le due città "possono dimostrare a tutti che un concetto nuovo di Europa, di Stato e di città è possibile. E noi siamo fortunati e già avanti, per quanto, comunque, c’è ancora tanta strada da fare. Siamo fortunati perché viviamo in una Regione a Statuto speciale, dove questa specialità è ancora solo parzialmente espressa e può essere rinnovata e innovata; siamo fortunati perché Gorizia e Nova Gorica collaborano in molti ambiti, e possono essere considerate già sotto diversi aspetti un’entità unica, anche grazie al Gect Go. La strada che noi dobbiamo percorrere è ancora lunga e tortuosa".

In ogni caso, "ma Ecoc 2025 ci viene incontro e può darci una mano, per insegnarci nel breve termine moltissime cose, rafforzando l’unicità di questo territorio. Innanzitutto, sarà necessario un coordinamento tra Comuni italiani e sloveni sempre più stretto, ed una sinergia tra tutti gli enti e le associazioni della vasta area del goriziano e della Goriška… e ben oltre. Puntando ad una collaborazione ed un coordinamento che portino ad un risultato unico, di qualità assoluta, per una 'GO XXL' anche culturale che vanti il suo posto di eccellenza in Europa e nel mondo. Pronta, poi, per il definitivo salto di qualità".

L'ormai ex deputato rimarca che "bisogna avere il coraggio di percorrere la strada della unicità. Una strada ambiziosa, ma che oggi, nel terzo millennio, al netto del delicato momento storico che attraversiamo (stiamo uscendo da un’emergenza pandemica, siamo nel mezzo di una crisi energetica, con sullo sfondo una guerra nel nostro continente che si spinge fino alla minaccia nucleare) è l’unica percorribile. L’Unione europea deve avere il coraggio di percorrerla, ma noi, preparandoci al 2025, possiamo dare l’esempio, dimostrando all’Europa e al mondo che un nuovo domani è possibile".

"Che siamo un’area unica, in una Regione speciale, in un’Unione Europea che ha voglia di essere protagonista. Non priviamo Gorizia e Nova Gorica del loro futuro, perché potremmo riscrivere, partendo da qui, un nuovo pezzetto di storia" conclude.

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