Il personaggio
Addio a Nico Gaddi, Grado piange l'artista del Revoco
Classe 1956, aveva deciso nel 1985 di lasciare i fornelli per l'arte. In via Gradenigo il suo atelier.
Si è spento, nella notte, l'artista gradese Nico Gaddi. Figura di spicco dell'arte isolana, è stato vinto da una grave malattia che lo ha colpito nell'ultimo periodo. Pittore, scultore, fotografo, grafico, Gaddi si può ben definire l'anima poliedrica di Grado che riesce a cogliere le sfumature dell'emozione e trasformarle in qualcosa di concreto e tangibile. Raffinato ma alla portata di tutti, Gaddi aveva iniziato come cuoco lanciandosi poi, nel 1985, nella fotografia. Classe 1956, del segno della bilancia, il 9 ottobre, aveva iniziato il suo “training artistico” nel 1979 fondando il gruppo “Pittori gradesi” assieme ad alcuni amici.
Appassionato di pittura e grafica, nel 1985, come detto, inizia la professione di fotografo, frequentando i Master in Svizzera alla Sinar per il banco ottico e alla Broncolor per le luci, partecipando anche a vari seminari sul tema a Milano. Dopo l'incontro con l'incisore Massimo Sifoni, riemerge la passione per la grafica frequentando l'acquerellista Melisenda e il fratello Gianfranco Melison, scultore. Da sottolineare, anche, la frequenza alla stamperia d'arte “Il Laboratorio” di Federico Santini, recuperandone la visione moderna di interpretare l'arte.
Nota è stata la sua Arte del Revoco, ovvero il recupero di materiali regalati o ritornati dalla Laguna per essere trasformati in vere e proprie opere d'arte. “Revoco porta in sé vari significati – ricorda l'amico Mauro Marchesan – i mulinelli delle correnti marine, ma anche i vortici creati dai venti, tutti elementi della natura che tornano indietro. Ma tornano indietro anche i ricordi, le persone amate, l'infanzia. L'arte del revoco è il ritorno di quegli elementi restituiti dal mare alla spiaggia, legni, conchiglie, pietre calcari, ma anche visi, voci e odori ormai passati”.
Al cordoglio della cittadinanza, che ha visto le opere di Gaddi attraversare i confini comunali e regionali, finendo in tutta Europa e non solo, si sono unite numerose voci di amici e colleghi artisti. "Nico 'l à 'l estro di veci marineri/ch'i veghe 'l paese vogࢠstramà n,/ma i serca l'anema in duti i pinsieri/consando 'l sielo 'nsieme col mar”, scrive di lui Mauro Marchesan. “Nico ha l'estro dei vecchi marinai / che vedono il paese annaspare, / ma cercano l'energia in tutti i pensieri / accomodano il cielo assieme al mare”.
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