Addio a Liana Franzot, memoria storica di Sdraussina

Addio a Liana Franzot, memoria storica di Sdraussina

LA MEMORIA

Addio a Liana Franzot, memoria storica di Sdraussina

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 27 Ago 2026
Copertina per Addio a Liana Franzot, memoria storica di Sdraussina

Nata nel 1930, per decenni ha custodito ricordi, parole e tradizioni della comunità. Nel racconto raccolto da Barbara Zanelli riviveva la Sdraussina di un tempo, tra lavoro, feste, guerra e vita contadina.

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Con la scomparsa di Liana Franzot se ne va una delle ultime grandi memorie storiche di Sdraussina. Nata nella frazione di Sagrado il 2 agosto 1930, Liana ha rappresentato per tutta la sua lunga vita un prezioso punto di riferimento per chi voleva conoscere e ricostruire la storia del paese, delle sue famiglie e delle sue tradizioni.

Una memoria che Liana aveva saputo affidare anche alle parole, raccontando una decina di anni fa a Barbara Zanelli le vicende della propria famiglia inserite nel più ampio contesto della storia di Sdraussina tra le due guerre. Un'intervista realizzata in friulano, nella quale riaffioravano immagini, persone, abitudini e parole di un mondo ormai scomparso.

Liana ricordava i dormitori, il «cameron» dove alloggiavano le persone che «lavoravin» alla filanda, ma anche la vita nei campi di una numerosa famiglia contadina. E poi le serate trascorse a «scussà la blava», il lavoro accompagnato dal canto e, alla fine, il tradizionale brulè, preparato con «vin, aga, sucar e limon».

Nel suo racconto trovavano spazio anche le feste religiose e le tradizioni della comunità. Il Natale, l’Epifania e soprattutto San Valentino, patrono di Sdraussina, erano momenti attesi e partecipati. Una festa che aveva anche i suoi piatti tradizionali: «el brût cul lesso, li spinasis e li patatis fritis, i chifel e dopo la torta di San Valentin».

Poi c'erano i ricordi della guerra, legati a quelle che Liana definiva semplicemente «brutis robis». Le perquisizioni, le violenze «dai tedesc», i bombardamenti degli Alleati e la paura di «Pippo», «chel aereo inglès» che arrivava ogni sera e, secondo il ricordo di Liana, sganciava una bomba dove individuava una luce.

La sua storia personale si intrecciava a quella di altre importanti famiglie del territorio. Liana era sposata con Giorgio Conti, noto impresario edile che per cinquant'anni ha costruito abitazioni non solo nel Comune di Sagrado, ma in tutto l'Isontino. La famiglia Franzot era conosciuta anche a Gradisca d'Isonzo, dove gestiva la trattoria Al Friuli, in quella che veniva chiamata «via lunga».

Negli ultimi anni Liana era ancora una presenza riconoscibile per le vie di Sdraussina. Si vedeva passare sulla carrozzella, spinta dalla fedele e sorridente badante, continuando a essere una custode attenta della memoria del paese.

Bastava mostrarle una vecchia fotografia e chiederle «cuj l'è in sta foto vecia» perché la sua memoria si accendesse. Liana riconosceva le persone, ne ricordava i nomi e aggiungeva aneddoti vissuti insieme a quegli abitanti di Sdraussina che aveva conosciuto nel corso della sua lunga vita. E c'era anche una particolarità che raccontava bene il suo legame con il luogo: nessuno l'ha mai sentita chiamare il paese con il nome ufficiale di Poggio Terzarmata.

A conservare il valore di quelle conversazioni è oggi anche il lavoro di Barbara Zanelli, che ha raccolto la testimonianza di Liana in friulano, restituendo non soltanto una serie di ricordi personali, ma un piccolo patrimonio linguistico e culturale della comunità.

«Mi ai cjatat tanti voltis cu la siora Liana Franzot, par scoltà, e registrà, storiis e ricuarts da la so vita a Sdraussina, frazion dal Comun di Sagrat, contadis tal so dialet furlan», scrive Zanelli ricordando quegli incontri.

«Vin cjacarat, vin recuardat, vin ridut, si vin ancja ingropat, cualchi volta. L’è brava di contà, la siora Liana, tant brava. Cuant che tu la scoltis, la storia si anima, doventa viva, tu si figuris la scena».

E proprio mentre Liana raccontava, riaffioravano altre storie e altre parole, alcune delle quali sembravano ormai dimenticate. «Man man che va avant a contà, vegnin fûr altris ricuarts, altri storiis tornin a vivi e, insieme cun lôr, tornin ancja tanti peraulis furlanis di Sdraussina, che mi pareva di ve dismenteat». Parole che oggi assumono un significato ancora più forte: «Ancja chisti peraulis son tornadis vivis, sarès un pecjat dismentealis indaûr».

Il funerale sarà celebrato venerdì 28 agosto alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Paolino Vescovo di Poggio Terza Armata – Sdraussina mentre una veglia di preghiera avrà luogo giovedì 27 alle 18 nella medesima chiesa.

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