Il lutto
Addio a Giosy Cianci Tuni, una vita tra la danza e lo sport
Novant’anni percorsi tra palcoscenici, insegnamento e sport. Dal Teatro Verdi alle scuole, fino all’impegno costante a Gradisca.
Se n’è andata all’età di 90 anni Giuseppina Cianci Tuni, conosciuta da tutti come Giosy. Una perdita che colpisce profondamente chi l’ha incontrata nella vita di ogni giorno e chi, in tanti anni, l’ha vista dedicarsi con passione alla danza e alle attività del territorio, diventando un volto familiare e molto amato.
Nata a Monfalcone nel 1935, si avvicina prestissimo alla danza classica e da quel momento quella disciplina diventa il centro della sua storia personale. Negli anni Cinquanta danza al Teatro Verdi di Trieste, in un periodo per lei ricchissimo di esperienze e soddisfazioni. Con il corpo di ballo prende parte anche a importanti trasferte fuori dall’Italia: tra i ricordi più significativi, la tournée in Egitto con la rappresentazione dell’opera Aida di Giuseppe Verdi al Cairo e ad Alessandria, un capitolo della sua vita che amava ricordare con orgoglio.
Dal 1963 sceglie la strada dell’insegnamento e si dedica con costanza alla formazione di giovani ballerine e ballerini. Inizia nelle scuole di Ronchi dei Legionari e Vermegliano, e successivamente a San Donà di Piave e a Jesolo. Insegnare per lei voleva dire molto più che correggere un passo o curare una posizione: significava educare alla disciplina, all’eleganza, al rispetto, alla bellezza delle cose fatte bene. E soprattutto trasmettere l’amore per l’arte a intere generazioni di allieve, molte delle quali la ricordano ancora con affetto e riconoscenza.
Terminata la fase più intensa dell’attività nelle scuole, Giosy continua comunque a mantenere un legame forte con le persone e con il territorio: per 25 anni tiene corsi di ginnastica dolce a Gradisca d’Isonzo. Porta avanti questa esperienza fino al 2015, quando decide di fermarsi all’età di 80 anni.
Era conosciuta anche per la sua grande passione sportiva: Giosy seguiva con affetto le squadre di calcio locali ed era una tifosa vera, sempre presente sugli spalti. Era la vedova di Ennio Tuni, storico dirigente sportivo della Torriana e dell’Itala San Marco, figura rimasta nel ricordo di molti, con il quale ha condiviso una vita fatta di famiglia, amicizie e partecipazione alla vita associativa.
Lascia la figlia Marina, giornalista, con il marito Franco Fabris, il figlio Michele, dirigente sportivo nel Ronchi calcio, con Lorena, e i nipoti Davide con Chiara e la piccola Stella, Mattia con Tommaso e Ginevra: una famiglia unita, alla quale era legatissima.
I funerali si terranno lunedì 12 gennaio. Chi desidera salutarla potrà farlo presso l’Obitorio dell’Ospedale San Polo di Monfalcone, dalle 10.30 alle 11.45. Alle 12.00 verrà celebrata la Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, a Ronchi dei Legionari; al termine della funzione la salma proseguirà per la cremazione.
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