Addio a Giorgio Milocco, storico della Bassa e custode della memoria friulana

Addio a Giorgio Milocco, storico della Bassa e custode della memoria friulana

LA SCOMPARSA

Addio a Giorgio Milocco, storico della Bassa e custode della memoria friulana

Di REDAZIONE • Pubblicato il 19 Ago 2026
Copertina per Addio a Giorgio Milocco, storico della Bassa e custode della memoria friulana

È morto a 79 anni uno dei più attenti ricercatori della storia locale. Giornalista pubblicista e autore di decine di pubblicazioni, ha dedicato gran parte della sua attività alle vicende del Friuli e alla memoria della Grande Guerra.

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La storia del Friuli perde una delle sue voci più attente e appassionate. È morto a 79 anni Giorgio Milocco, giornalista pubblicista, scrittore e storico locale, per oltre mezzo secolo impegnato nella ricerca e nella divulgazione delle vicende del territorio. Una figura conosciuta soprattutto nella Bassa friulana, dove ha raccolto documenti, testimonianze e memorie trasformandoli in articoli, saggi e pubblicazioni.

Una produzione vasta, maturata nel corso di decenni: almeno una quarantina i volumi ai quali ha dato il proprio contributo e centinaia i saggi comparsi su riviste del Friuli Venezia Giulia. Un lavoro che non si è limitato alla ricostruzione dei grandi eventi, ma ha cercato soprattutto le tracce lasciate dalla storia nelle comunità, nelle famiglie e nelle biografie delle persone.

«Oggi Cervignano del Friuli perde il suo grande Storico», è il messaggio con cui Michele Tomaselli, presidente dell’associazione Cervignano Nostra APS, ha ricordato Milocco. «La sua scomparsa ci addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione».

Dalla cronaca alla ricerca storica

La passione per la scrittura era arrivata presto. Da giovane Milocco aveva iniziato a collaborare con la stampa locale, diventando corrispondente de Il Gazzettino di Venezia e de Il Piccolo di Trieste per le realtà di Aquileia, Terzo e Fiumicello.

Il giornalismo, del resto, era anche una vicenda familiare. Insieme al fratello maggiore Claudio e al fratello minore Daniele aveva contribuito alla costruzione di una redazione sportiva capace di sviluppare una rete di collaboratori in diverse zone d’Italia. Un’esperienza che gli permise di affinare nel tempo la capacità di osservare il territorio e raccontarlo attraverso le vicende delle persone.

Quella stessa attenzione sarebbe diventata, negli anni, il tratto distintivo della sua attività di storico.

La guerra raccontata attraverso gli uomini

Uno dei capitoli più importanti delle sue ricerche è stato quello dedicato alla Prima guerra mondiale. Milocco ha affrontato il conflitto non soltanto attraverso gli eventi militari, ma soprattutto cercando di ricostruire ciò che la guerra aveva significato per le comunità friulane.

Nomi, luoghi, lettere, documenti militari, testimonianze familiari: elementi apparentemente minori che, messi insieme, gli hanno consentito di ricostruire storie individuali e restituire un volto umano a una delle pagine più drammatiche del Novecento.

Particolare attenzione è stata dedicata ai friulani che combatterono nell’esercito austro-ungarico. Una ricerca importante anche per la complessità di una memoria che per lungo tempo è rimasta ai margini delle narrazioni più conosciute della Grande Guerra.

Il suo lavoro ha permesso di riportare alla luce le vicende di uomini spesso rimasti confinati negli elenchi militari, ricostruendone identità e percorsi e restituendo alle famiglie e ai territori una parte della loro storia.

Per questa attività, nel 2006, gli era stato assegnato il “Merit Furlan” a Rive d’Arcano. Un riconoscimento arrivato insieme ad altri attestati per il contributo offerto alla ricerca sui soldati friulani dell’Impero austro-ungarico.

Il legame con Aquileia

Accanto alla ricerca storica, Milocco ha avuto un ruolo attivo nella vita culturale di Aquileia. È stato consigliere dell’Associazione nazionale per Aquileia, tra i soci fondatori del gruppo archeologico aquileiese e componente del direttivo di Aquileia Nostra.

Un impegno che testimonia quanto la sua attività non fosse quella di uno storico chiuso negli archivi, ma di un ricercatore profondamente legato alle realtà associative e culturali del territorio.

Nel corso degli anni ha collaborato inoltre con numerose amministrazioni e associazioni, partecipando a iniziative dedicate al recupero della memoria locale. Tra queste anche quelle realizzate a Farra d’Isonzo, dove il suo contributo ha riguardato la ricostruzione delle vicende dei cittadini coinvolti nella Prima guerra mondiale.

Le sue ricerche sono state pubblicate anche su riviste regionali, tra cui La Bassa, con approfondimenti dedicati alla storia friulana e alle vicende del primo conflitto mondiale.

«Ha saputo raccontare la nostra terra»

Nel ricordo di Cervignano Nostra c’è soprattutto l’immagine di un intellettuale profondamente legato alla propria terra.

Tomaselli lo definisce «un grande storico locale e non solo, ragioniere, giornalista pubblicista e scrittore», ricordando i suoi oltre cinquant’anni di iscrizione all’Albo dei giornalisti. Ma soprattutto sottolinea la capacità di Milocco di dare voce a ciò che rischiava di essere dimenticato.

«Ha offerto un contributo significativo alla comprensione della Prima guerra mondiale dal punto di vista delle comunità locali», osserva il presidente dell’associazione, «restituendo voce e dignità alle esperienze dei “vinti” e delle popolazioni spesso dimenticate nelle narrazioni ufficiali».

È forse proprio questa la cifra più significativa del lavoro di Milocco: la volontà di cercare la storia dove spesso non finisce nei libri di testo, nei racconti delle famiglie, negli archivi locali e nelle vicende dei singoli.

«È stato un illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le storie dimenticate nei cassetti o cancellate dall’oblio del tempo», aggiunge Tomaselli.

Con la sua scomparsa il Friuli perde così un ricercatore che per decenni ha lavorato per impedire che quelle storie andassero perdute. Un patrimonio fatto di nomi, documenti e memorie che oggi rappresenta una parte importante della storia della Bassa e dell’intero territorio regionale.

Alla famiglia, ai collaboratori e a quanti lo hanno conosciuto e accompagnato nella sua lunga attività sono giunte le espressioni di cordoglio dell’associazione Cervignano Nostra APS.

Foto di Fabio Bergamasco

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