Il personaggio
Addio ad Antonietta Guidolin, anima storica di Fogliano
Classe 1927 ha servito per quarant'anni la parrocchia foglianina. Nel 2017, compiuti i 90 anni, ricordava il paese che non c'è più.
Se n'è andata in silenzio e in punta di piedi, come la sua esistenza, Antonietta Guidolin, anima storica del paese di Fogliano. Classe 1927, da oltre quarant'anni era al servizio della parrocchia foglianina e ha continuato a esserlo fino a che le forze gliel'hanno concesso. Qualche anno fa, giunta alla soglia dei 90 anni, aveva festeggiato con parenti e amici l'importante traguardo, ricevendo pure la benedizione dal Santo Padre.
Prima di sei fratelli e sorelle, aveva lavorato prima come sarta e poi nel cotonificio di Piedimonte Calvario e Gorizia. Anni difficili, sia durante che dopo la guerra. Come quando arrivò a Fogliano il treno merci destinato ai campi di concentramento dell'Europa Centrale, a nei quali vennero stivati anche numerosi foglianini. “Eravamo giovani, capivamo poco di quei momenti di terrore – aveva raccontato qualche anno fa - ma ricordo bene quando arrivarono i tedeschi per un rastrellamento, e noi avevamo i partigiani nascosti in casa, nel granaio. Se li avessero beccati non saremmo qua, ma per fortuna i tedeschi, quella sera, non salirono”.
Momenti anche di sofferenza. Non tanto per la fame, ma per la povertà : “si mangiava bene, non troppo ma qualcosa di buono in tavola c'era sempre”, aveva raccontato. Come è passata la storia di un paese sotto i suoi occhi e quelli delle sorelle. I genitori, veneti, erano mezzadri della famiglia Cosolo, la più importante di Fogliano, e il papà , cantore tra le fila di don Narciso Miniussi, famoso compositore foglianino, ci teneva che tutti frequentassero le Sante Messe, e così hanno continuato le figlie. Tanto che, a 90 anni, Antonietta ogni mattina, puntuale alle sette, si recava in chiesa, negli ultimi anni, per le pulizie e per controllare se c'era qualcosa da rammendare. Gli occhi vispi e attenti avevano tanto da raccontare, anche se qualche ricordo puntualmente scappava, tra un sorriso e l'altro. Ha visto passare nove parroci durante il suo servizio, sette arcivescovi.
Durante l'intervista per i suoi 90 anni, per il futuro, era preoccupata per i giovani e il loro rapporto con la tecnologia: “Noi giocavamo per strada, avremo qualcosa da raccontare. Ma i nostri giovani, sempre sul cellulare?” si domandava, non senza un po' di preoccupazione. La data delle esequie deve ancora essere confermata. Â
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