Nell'ambito della festa diocesana
A Monfalcone l'incontro tra popoli per chiedere pace e rispetto per il diverso, monsignor Zuttion: «Momento di coesione sociale»
Oltre 300 persone sfilano dal Porticciolo all'Oratorio San Michele contro ogni divisione. L'evento di Monfalcone Interetnica e Ritmi e Danze del Mondo unisce canti e balli per rilanciare il valore dell'integrazione.
Erano più di 300 le anime radunate nel pomeriggio di ieri, sabato 30 maggio, dinanzi alla scalinata Norma Cossetto di Monfalcone, per partecipare alla manifestazione “Per la pace… danziamo e cantiamo con le culture e le genti del mondo”, l’evento interreligioso che rientra nella rassegna Festa diocesana dei popoli, promosso dall'Associazione Monfalcone Interetnica e dal gruppo trevigiano Ritmi e Danze del Mondo. L’idea dell’evento nasce da un interesse del gruppo veneto, che ha di recente conosciuto la situazione a Monfalcone e ha preso contatto con AMI, per poi organizzare una grande festa cittadina, con l’obiettivo finale di avvicinare fra persone fra loro. «Puntiamo alla creazione di un corteo gioioso che vuole abbattere il clima di divisione presente a Monfalcone, quello del dargli addosso al prossimo è un'attitudine che ci ha stufato. Si può vivere serenamente uno con l’altro, basta volerlo», racconta Antonella, una partecipante. Tanti i canti e i balli proposti, dalle svariate canzoni nostrane ai ritmi africani che, accompagnati dalle percussioni della banda Berimbau, hanno animato il pubblico presente.
«Quello che celebriamo oggi è un messaggio di pace, nel segno della multiculturalità e dell’uguaglianza tra tutti gli uomini del mondo. Sottolineiamo l’importanza che tutti rispettino la Nazione e amino lo Stato italiano, favorendo un percorso di integrazione autentica - ha commentato Alì Poesal, vicepresidente del centro Baitus Salat - il nostro desiderio è quello di costruire una società multiculturale funzionante, nella quale convivenza, rispetto reciproco e inclusione siano valori condivisi».
Arturo Bertoli, presidente dell’Associazione Monfalcone Interetnica e organizzatore dell’evento, ha sottolineato invece come «persone di culture e origini diverse possano convivere serenamente e in armonia». Ha evidenziato inoltre il ruolo della musica, spesso capace di unire i popoli al di là delle differenze. «L’unico messaggio è che, pur essendo diversi, insieme si può fare molto», ha affermato. Riferendosi alla situazione di Monfalcone, Bertoli ha osservato come la città sembri ancora bloccata dietro «un muro che non mostra alcuna crepa, con una scarsa attenzione verso temi particolarmente sensibili, come quello delle seconde generazioni - ha proseguito - che per noi rappresentano un’importante risorsa futura». L’obiettivo, ha concluso, dovrebbe essere quello di trovare un linguaggio comune e condiviso, capace di mettere al centro l’interesse della città e della sua comunità.
Presente all’evento, in Porticciolo Nazario Sauro, anche la Chiesa locale, rappresentata per l’occasione da monsignor Paolo Zuttion, attuale vicario generale della diocesi goriziana: «È la prima volta che organizziamo questa marcia, che riveste un ruolo fondamentale nel promuovere un messaggio di pace e nel superare le barriere e le difficoltà che possono sorgere - ha sottolineato - dobbiamo camminare insieme, perché l’obiettivo è favorire la convivenza, il rispetto reciproco e l’accettazione tra le persone, valorizzando le differenze come elemento di arricchimento per tutta la comunità».
Momento chiave dell’evento anche il dispiegamento, da parte di tutti i presenti, del grande vessillo contenente tutte le bandiere del mondo cucite fra loro, a simboleggiare coesione e amicizia fra popoli. Così, per qualche minuto, tutti i presenti si sono radunati al di sotto per proseguire danze, canti e balli nel segno della vicinanza e della fratellanza fra i popoli. La manifestazione interreligiosa è poi proseguita, tramite un ordinato corteo lungo i marciapiedi, in altri punti cittadini, fino ad arrivare in serata all’Oratorio San Michele, dove tutti i presenti si sono riuniti per un momento di convivialità.
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