L’INIZIATIVA
A Gorizia ‘Giochi senza frontiere' a ridosso del confine per difendere la libertà di movimento
L'evento, che si terrà il 24 gennaio al valico del Rafut, ha l'obiettivo di denunciare la proroga alla sospensione della convenzione di Schengen in occasione delle Olimpiadi Milano Cortina.
La proroga alla sospensione della convenzione di Schengen, che da due anni fa sì che siano ripristinati i controlli sul confine italo-sloveno, è stata giustificata con le Olimpiadi Milano Cortina.
Per questo, in occasione del passaggio della fiaccola olimpica in regione, alcune realtà della società civile hanno organizzato una manifestazione a Gorizia, sul valico del Rafut, nominata "Giochi senza frontiere", una serie di tornei a ridosso del confine per difendere la libertà di movimento e riaffermare che lo sport deve unire e non dividere.
Le associazioni promotrici - Ospiti in Arrivo, Circolo ARCI GONG, Centro Balducci - denunciano tutte le conseguenze pragmatiche e simboliche di questa scelta. Oltre alle file e ai disagi per i transfrontalieri, si parla di un costo economico enorme che va dai 30 ai 45mila euro al giorno, per un totale di 22-33 milioni di euro in due anni, risorse tolte ad altre evidenti necessità di presidio sul territorio. Ma anche tutto l'aspetto culturale legato alla gestione delle migrazioni, a scapito di cooperazione e dialogo.
Il ritrovo è fissato al valico del Rafut di Gorizia alle 11 del 24 gennaio 2026, nella stessa giornata in cui la fiaccola olimpica è attesa in piazza Transalpina. La partecipazione è libera.
Nella stessa giornata di sabato 24 gennaio alle 12.30 i promotori terranno una conferenza stampa per raccontare dell'iniziativa.
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