‘I 40 giorni del terrore’: a Gorizia la ricostruzione documentale sulle vittime del confine orientale

‘I 40 giorni del terrore’: a Gorizia la ricostruzione documentale sulle vittime del confine orientale

L’EVENTO

‘I 40 giorni del terrore’: a Gorizia la ricostruzione documentale sulle vittime del confine orientale

Di Redazione • Pubblicato il 24 Feb 2026
Copertina per ‘I 40 giorni del terrore’: a Gorizia la ricostruzione documentale sulle vittime del confine orientale

Un'opera basata sugli archivi della Farnesina per dare voce a chi non ha avuto ancora una sepoltura. Sabato 28 l'incontro a Palazzo Lantieri con l'autore e Luca Urizio.

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Sabato 28 febbraio alle ore 16 a Gorizia sarà presentato, a Palazzo Lantieri, il libro documentale “I 40 giorni del terrore” di Mauro Tonino, un’opera che ricostruisce una delle pagine più drammatiche della storia del confine orientale d’Italia, l’occupazione slavo-comunista di Gorizia nel 1945. La presentazione offrirà ai partecipanti l’occasione di approfondire la complessa vicenda storica attraverso documenti inediti provenienti dagli archivi della Farnesina e fotografie d’epoca dell’archivio storico Altran di Gorizia.

All’incontro parteciperanno Fausto Biloslavo, noto reporter di guerra che ha curato la prefazione del volume, l’autore Mauro Tonino e Luca Urizio, presidente della Lega Nazionale di Gorizia, che ha collaborato alla stesura del testo portando alla luce documenti inediti e contribuendo alla certificazione storica dei fatti narrati. Il libro propone una ricostruzione rigorosa e documentata, senza omissioni o semplificazioni, dei quaranta giorni in cui migliaia di italiani dell’Istria, della Dalmazia e delle città del confine orientale furono vittime di violenze e deportazioni.

L’opera aiuta anche a comprendere il significato del nuovo Lapidario del Parco della Rimembranza di Gorizia, primo e unico monumento in Italia dedicato alle vittime delle violenze comuniste filo-jugoslave, in cui sono incisi i nomi di chi non ha ancora una degna sepoltura. Il libro si propone quindi come uno strumento di memoria storica, capace di riportare alla luce verità spesso trascurate e di offrire al pubblico una visione completa degli eventi che segnarono profondamente il confine orientale. 

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