LA PROPOSTA
La 26ma edizione del festival ‘Omaggio a una visione’ premia due volte, ecco chi sono i vincitori

L'appuntamento è dal 7 al 12 ottobre. A ricevere il premio Darko Bratina i registi Béla Tarr e Yervant Gianikian con la moglie Angela Ricci Lucchi. Questa sera il ponte di Salcano ospiterà 'La dama delle montagne' di Matija Jerman.
Contro quella che chiama «malattia del cinema» Béla Tarr propone una realtà fatta di piani-sequenza, densità temporale ed esperire quotidiano. Una chiave interpretativa che, unitamente alla capacità di scandagliare archivi privati dell’artista di origini armene Yervant Gianikian e sua moglie Angela Ricci Lucchi, ha colto nel segno aggiudicandosi la 26ma edizione del Premio Darko Bratina. Si è svolta questa mattina nell’Ufficio comunicazioni di Go! 2025 di Nova Gorica la conferenza stampa dell’ormai consueto festival transfrontaliero “Omaggio a una visione/Poklon viziji”, durante la quale sono stati annunciati i nominativi dei vincitori. «Kinoatelje – ha preso la parola il responsabile artistico di Go! 2025 Stojan Pelko – è uno dei partner chiave della Capitale europea della cultura, che porta non solo autori ma anche buon cinema». Un cinema che è tornato a rivivere persino nella valle del Vipacco grazie al direttore della fotografia Gregor Božič e ai miti raccontati dalla regista Ema Kugler. «Il cinema – rimarca Pelko – è una delle arti che consente un viaggio all’aperto col proiettore mobile, ma anche nel mondo, portando storie del territorio». Un’estate costellata da produzioni cinematografiche sotto le stelle senza interruzione alcuna, dove al “Fiume o morte” (2025) di Igor Bezinović premiato a Rotterdam è seguito il poetico “Abissinia” (1999) di Karpo Godina o “Il Carso” (1960) di Franco Giraldi, nella retrospettiva organizzata a Pomjan. Perché il cinema affascina l’umanità fin dalle origini e non è pensabile un’estate senza la sua magia. «Un’opera filmica – chiosa – è una di quelle arti universali in grado di parlare a tutti e ovunque, non solo nella Capitale europea della cultura».
Prevista a fine settembre la proiezione di otto cortometraggi realizzati con il sostegno della regione Friuli Venezia Giulia, che si aprono e concludono in piazza Transalpina. «Tra poco – ricorda la responsabile dei progetti Gect Lara Devetak – verrà pubblicato il terzo bando di finanziamenti» ad arricchire il panorama già fitto di eventi. A intervenire è stata poi la direttrice del festival e dei programmi del Kinoatelje Mateja Zorn, che prima di annunciare i nomi dei vincitori ha evidenziato la caratura del sociologo, critico nonché ex senatore della Repubblica Darko Bratina cui il premio è dedicato: «Credeva nel potere del cinema – ribadisce - nella sua capacità di costruire ponti fra diverse culture». Un’edizione speciale, questa del 2025, che nell’anno della prima capitale europea transfrontaliera ha premiato doppiamente. «Abbiamo voluto raddoppiare anche il Premio – spiega – così intimamente legato a questa duplice cultura sospesa tra Oriente e Occidente». Da un lato l’Est Europa dell’ungherese Tarr, «capace di narrare la maledizione e la resistenza di un mondo in frantumi»; dall’altra il mondo ritrovato di Gianikian e della moglie Angela scomparsa nel 2018, che «con le loro opere hanno attraversato il mondo dimostrando che il cinema nasce lungo i percorsi della libertà, del dialogo, della poesia e dell’indipendenza di scelte anticonvenzionali». Entrambi i vincitori – Tarr e Gianikian – terranno una masterclass aperta al pubblico che si svolgerà durante il festival spalmato dal 7 al 12 ottobre fra Gorizia e Nova Gorica, preziosa occasione per approfondire il loro lavoro.
Ma non è tutto, perché l’8 ottobre il capoluogo isontino ospiterà il forum internazionale “Trasformazione digitale sostenibile per la creatività” dedicato all’intelligenza artificiale e alla transizione digitale in ambito creativo. «Da quando ha preso avvio il progetto – precisa la direttrice dell’ente Motovila Mateja Lazar – anche l’I.A. è andata sviluppandosi. Durante il forum sarà possibile approfondire come si trasforma la società e come l’I.A. influisce sul cinema». Principale relatore del convegno sarà il britannico Angus Finney, esperto mondiale di cinema e delle sue interconnessioni con l’intelligenza artificiale, anima del festival autunnale CogX che ogni anno si tiene a Londra. Suo il volume “The International Film Business: A Market Guide Beyond Hollywood” e di prossima uscita “Human in the Loop: AI and the Film Value Chain”, che affrontano tematiche incentrate sull’autorialità dell’opera e le dimensioni etiche, ambientali o sociali che confluiscono nella sfera dell’intelligenza artificiale. Il forum – al quale parteciperanno relatori di provenienza internazionale – è organizzato da Motovila in partenariato con la rete europea di Europa Creativa e Kinoatelje e si propone come evento conclusivo del progetto Go Green Cinema.
«Il nostro progetto sta per terminare – si rammarica Zorn – ma altri numerosi eventi si profilano all’orizzonte». Il primo dei quali si terrà questa sera, nella cornice simbolica del ponte di Salcano, dove verrà proiettata “La dama delle montagne”, prima narrazione documentaria del regista Matija Jerman. Protagonista è la linea ferroviaria che dai monti di Jesenice si dipana verso il Carso di Sežana, attraversando i paesaggi mozzafiato di quella che un tempo era la “Wocheiner Bahn”. «È la prima volta – osserva Zorn - che si proietta sotto il ponte di Salcano». L’auspicio è che il luogo immerso nella natura, riflesso nelle acque dell’Isonzo/Soča, possa divenire location per il prossimo cinema estivo oltre che assurgere a simbolo di unità transfrontaliera. Prevista per il 31 agosto è infine la proiezione di “Tre quarti di sole” (1959) del regista Jože Babič, che si terrà domenica in piazza Transalpina. «Si tratta di opere – conclude – intersecate all’attualità, che ripropongono tematiche del ritorno, dell’attesa, della speranza. Un messaggio che possa condurre alla pace senza conflitti o guerre».

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