A 10 anni dalla morte di Avellino Masutto, geologo, insegnante uomo di carità

A 10 anni dalla morte di Avellino Masutto, geologo, insegnante uomo di carità

IL RICORDO

A 10 anni dalla morte di Avellino Masutto, geologo, insegnante uomo di carità

Di Ferruccio Tassin • Pubblicato il 31 Lug 2026
Copertina per A 10 anni dalla morte di Avellino Masutto, geologo, insegnante uomo di carità

Una preghiera in cimitero con don Franco Gismano, il saluto del Sindaco di Campolongo-Tapofgliano Gabriele Gregorat, numerosi ex sindaci, il Sindaco di Palmanova dott Giuseppe Tellini, il consigliere Regionale Francesco Martines, e tanti amici e amiche hanno ricordato il prof. Avellino Masutto.

Condividi
Tempo di lettura

Non ricordo mai altri avvenimenti di vita che non siano gli onomastici. I santi si ricordano; la rimozione interviene quando si tratta di altre date, soprattutto di morte.

Anche questa data mi è sembrata strana, forse perché, Nino Masutto, l’ho in mente sempre vivo e mi pare che tale sia pure per tanti amici che lo hanno conosciuto ed amato.

Non era difficile volergli bene: pur avendo convinzioni ferme, riusciva, come pochi, ad abbracciare il prossimo, in maniera allegra e affettuosa.
Era portato alle pubbliche relazioni; anche in tempi di contrapposizioni molto dure, riusciva sempre ad andare oltre il muro.
Era un vero motore di iniziative. Con lui, a Tapogliano, tutto è stato valorizzato: arte, storia, memoria …

Con lui è nato il Circolo culturale Clemente Corsig, dedicato ad un parroco di qui, ma fondatore a Turriaco, della Cassa Rurale, direttore del Bollettino “La Madonna di Barbana”, attivo a Vienna con profughi e bisognosi nella grande guerra. Con lui si andava coi giovani a Roma e a Firenze, spendendo meno che si poteva.

Con lui si organizzò la Festa della Amicizia a Nogaredo al Torre, cinquant’anni or sono, una iniziativa da far tremare per le nostre finanze caratterizzate da vuoti di portafoglio.

Si viveva in piccolo e si sognava in grande.

Determinante per restauri di livello nella parrocchiale e nella chiesetta di Santa Margherita, inventò la festa di San Martino, lasciano traccia in un affresco che attraversa i tempi.  Non si sbracciava per quello che è chiamato “potere”, né in grande né in piccolo.

Per lui, si potrebbe usare la definizione di “desultor bellum civilium“, scansatore di guerre civili, quando anche nella DC, cui apparteneva, in grande e in piccolo, c’erano molti aspiranti a cariche per le quali spesso non erano attrezzati.

Da assessore alla cultura nel Comune di Palmanova, in quegli anni, quando anche il telefono era un investimento per l’uso quotidiano, promosse, incontri, iniziative, mostre che andavano oltre i confini locali e nazionali, con la Jugoslavia, l’Ungheria.

Venne in visita l’ambasciatore degli Stati Uniti; in visita ufficiale, per tre giorni, l’ambasciatore dell’Ungheria, il prof. Lazlo Szöreny, un italianista raffinatissimo, che portò, di persona una medaglia del Presidente della Repubblica ungherese al m.o Giovanni Famea, uno dei primi in assoluto ad attraversare la cortina di ferro in anni difficili, e cantare, col suo coro di Tapogliano, l’amicizia e la festa oltre la cortina di ferro.

Innumerevoli iniziative si realizzarono con lui, sempre entusiasta e in prima fila, quando un manifesto ed un invito facevano venire la pelle d’oca, se si pensava alle spese. Eppure si arrivava: ci sono testimonianze nella stampa dell’epoca...

Era naturalmente vocato alla politica, per la sua capacità di mediare, spesso bonariamente criticata.  Sapeva andare oltre i confini delle ideologie, allora ferree, e trovare punti di incontro.

Un aspetto, mai esibito, della sua vita, era la carità, che non era elemosina, ma la forma più alta dell’amore (Charitas Cristi urget nos, Sant’Agostino).
verso chi aveva le giornate in salita, andava sempre incontro e silenziosamente, mostrando la faccia per posti di lavoro o aprendo il portafoglio, senza mai farlo, platealmente, davanti a chi dava.

La sua attenzione a chi era in difficoltà trovo l’espressione e la realizzazione più vissuta quando divenne presidente del C.A.M.P.P. Consorzio Assistenza Medico Psico Pedagogica.

Per tutto questo sono venuti qui in tanti e di tutte le tinte in quel che rimane delle ideologie.

Se lo immagino nell’aldilà, lo vedo con San Pietro, a trattare perché metta una buona parola con Nostro Signore: che risparmi anche i “nemici” e metto il termine tra vigolette, perfino quando un castigo se lo meriterebbero.

Anche per me è stato fra i pochi amici più grandi, perché bastava una “zimiada” per intendersi e andare avanti!

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Euritmica Onde Mediterranee 2026