Monfalcone vara un bilancio di previsione 2026 con oltre 57 milioni di investimenti

Monfalcone vara un bilancio di previsione 2026 con oltre 57 milioni di investimenti

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Monfalcone vara un bilancio di previsione 2026 con oltre 57 milioni di investimenti

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 10 Feb 2026
Copertina per Monfalcone vara un bilancio di previsione 2026 con oltre 57 milioni di investimenti

Fasan, «virtuoso» ma aumenta la retta della Casa di Riposo e arriva il ticket per il parcheggio fronte scale a Marina Julia. Inalterati i servizi a domanda individuale.

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Presentato stamane, martedì 10 febbraio, il bilancio di previsione 2026 del Comune di Monfalcone. Il primo punto affrontato dal sindaco Luca Fasan è stato quello dei corposi investimenti voluti dall’amministrazione e che ammontano a 57milioni e 740.486 euro. Tra gli importi di rilievo che evidenziano il potenziamento degli impegni deliberati dall’Ente: 20 milioni e 674mila euro per l’ambiente, il miglioramento dell’illuminazione pubblica pari a 15 milioni e 334mila euro, 6 milioni e 934mila euro e quasi 6 milioni per l’Istruzione. A questi si aggiungono risorse per circa 697mila euro a favore della sicurezza e 939mila euro a sostegno dello sport. Quanto alle altre macro coperture da destinare su altri settori, si parla di 7 milioni e 984mila euro a favore della riqualificazione di Portorosega, di giardini e parchi comunali. 5 milioni 884 euro serviranno per la tutela del Parco del Carso, mentre 3 milioni e 927mila euro si impiegheranno per il completamento della bonifica di via dell’Agraria. Ingenti anche i fondi destinati alla viabilità che si traducono in 7 milioni per strade, marciapiedi, arredi urbani e misure di abbattimento delle barriere architettoniche.

All’incontro odierno hanno partecipato molti dirigenti comunali. Ad affiancare Fasan nell’analisi del documento, sono stati l’assessore al bilancio, Paolo Venni e il ragioniere generale Marco Mantini. Il messaggio politico per Fasan è diretto: restano ferme le posizioni ritenute «fondamentali» che «in continuità con i mandati precedenti». Quindi – in sostanza - «si continua ad investire». A dimostrarlo sono altre cifre rese note: 1 milione e 300mila euro a beneficio della del percorso ciclopedonale FVG3 e 470mila euro finalizzati per la realizzazione del Centro di Interscambio di Marina Nova. Poi la rassicurazione, parola del primo cittadino: «La Giunta non ha deliberato nessun aumento del ticket sosta in centro città a tutela dei commercianti con uno sguardo alla rigenerazione urbana cittadina». Invece, arrivano le strisce blu a Marina Julia.

Più precisamente sui 180 stalli di parcheggio disposti difronte alla scalinata di accesso alla spiaggia. «Si è ritenuto di disciplinare questa zona – motiva Fasan – la novità partirà a metà maggio per durare fino a metà settembre in occasione della stagione estiva». La delibera di Giunta è di ieri sera e compare sull’Albo Pretorio. Nel periodo prestabilito, dalle 9 alle 19, si pagherà in forma ordinaria 1,20 all’ora mentre il ticket giornaliero sarà di 7 euro. Riduzioni sono previste per i residenti che – nella medesima fascia oraria – beneficeranno di una tariffazione oraria di 0,75 centesimi e di un giornaliero di 5 euro. A tal proposito, l’assessore Venni ha tenuto a precisare che i residenti utilizzano i parcheggi condominiali e che i commercianti hanno delle zone di sosta “interne” riservate.

Ma il Previsionale non è composto solo di investimenti. Ci sono le spese correnti, illustrate da Venni. Si tratta quindi di quelle passività che permettono «il funzionamento della macchina amministrativa». Esse hanno un peso complessivo di 73 milioni. Di questa cifra, qualcosa come 30 milioni e 58mila euro sono spese per il Sociale, circa 5 milioni in più rispetto al 2024 quando la spesa si era attestata a 24 milioni 968mila. «Nel 2016, con il centrosinistra la spesa per il Sociale era di 18 milioni» riferisce Venni al quale sopraggiunge il primo cittadino evidenziando che «oggi la visione politica e le scelte sono diverse». E ancora Venni: «Aumentiamo la qualità e potenziamo i servizi». Questo, a suo avviso, si riflette per esempio «sull’individuazione del nuovo gestore della Casa di Riposo». L’assessore al bilancio rileva anche che il Welfare comunale «soffre della disparità tra i criteri di accesso ai servizi tra italiani e stranieri». Tra gli esempi citati le «risorse distratte» tramite i Money Transfer.

Anche lo sviluppo sostenibile ha i suoi costi e rappresenta il 12% del totale del bilancio pari a 8 milioni e 462mila euro. Biblioteca, Galleria Comunale d’Arte e rete museale cittadina rappresentano poi il fulcro dell’offerta culturale, qui la spesa preventivata è di 3 milioni e 126mila euro, «dati reali che dimostrano le ricadute positive registrate» per Venni. Aspetto poi confermato dal sindaco secondo il quale i due ambiti su cui si riflettono le buone ricadute del “Sistema Cultura” monfalconese sono il sostegno alle attività commerciali e la ristorazione senza dimenticare «il peso del brand Monfalcone». In ambito di Relazioni Internazionali i progetti comunitari fruttano gli stanziamenti di risorse per 2 milioni e 600mila euro che nel 2016 erano 126mila. Per il 2026, di rilievo anche le risorse finalizzate alla tutela della sicurezza, 1 milione e 806mila euro, e quelle a beneficio delle politiche giovanili, di 1 milione e 294mila euro.

«Aumenta la capacità di programmazione della mole di investimenti» dichiara ancora Venni che annuncia anche il calo dell’indebitamento pro capite. Se ne le 2016 era di 924 euro pro capite e nel 2025 è sceso a 391 euro, nel corrente anno è prevista una ulteriore diminuzione a 370 euro pro capite. Calano i debiti grazie all’estinzione dei mutui e alla “linfa” dei finanziamenti locali ed europei. La capacità di spesa dell’Ente appare buona nonostante la «rigidità» della materia. Si pensi, sempre considerando le entrate del Comune, che – come fatto notare dai relatori e tecnici della conferenza stampa - nel 2016 le spese per i dipendenti comunali rappresentavano il 28% del bilancio, mentre l’obiettivo del prossimo biennio è raggiungere il 25%. La spesa media annua relativa al personale è di circa 15 milioni (nel 2016 era di 12,5 milioni). Questo quadro emerge dalla pianta organica di cui l’amministrazione si avvale nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica che sono pienamente rispettati. Tutto è quindi in linea con i macro obiettivi approvati in Consiglio Comunale. In materia di politica tributaria, non risultano esserci alterazioni di Irpef, Ilia ed ex Tosap come per i servizi a domanda individuale «nonostante l’aumento del carrello della spesa e dell’inflazione». Quindi non vi sarà nessuna revisione al rialzo delle tariffe per asili nido, trasporto, scolastico, mense e palestre scolastiche. La previsione riguardante gli introiti da tributi è di circa 16 milioni.

Discorso a parte, invece, per la Casa Albergo di via Crociera. Come ha sottolineato il sindaco – considerati gli aumenti contrattuali dei dipendenti, perciò maggiori oneri per 457mila euro per il Comune - «la Giunta ha deliberato l’adeguamento delle rette». La rimodulazione è la seguente: per i redditi Isee inferiori a 15 mila euro si pagherà 52 euro al giorno anziché 41,77; per chi ha un Isee tra i 15mila e i 25mila euro, si passa da 42,77 euro a 53 euro giornalieri; infine, per chi ha una dichiarazione Isee superiore 25mila euro, si passa da un costo giornaliero di 44,27 a 54,50 euro. «Siamo comunque assolutamente competitivi nel rapporto qualità prezzo» precisa Fasan che sottolinea che resteranno in carico al Comune anche i costi che dopo l’adeguamento operato, valgono 881mila euro, cioè il 18% del costo complessivo previsto a bilancio. Definiti «ritocchi, traducibili in adeguamenti Istat legati al costo della vita» quelli che riguarderanno i servizi funebri e cimiteriali. Scendono a 20 i giorni in cui l’Ente paga le fatture a terzi rispetto ad una media nazionale di 25. Nell’anno da poco trascorso, l’Ente ha pagato fatture per 48 milioni. Capitolo spese legali: stanziati 30mila euro, quanto al 2025, «i dati consuntivi non sono ancora disponibili». «Un documento virtuoso» lo definisce in chiusura Fasan che “firma” il suo primo preventivo chiuso a pareggio per 153milioni di euro.

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