È ufficiale: l'asilo di Moraro chiude. Effetto già dal prossimo anno scolastico

È ufficiale: l'asilo di Moraro chiude. Effetto già dal prossimo anno scolastico

LA VICENDA

È ufficiale: l'asilo di Moraro chiude. Effetto già dal prossimo anno scolastico

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 30 Lug 2026
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Sei iscritti non sono bastati a salvare il presidio educativo del paese: la petizione con 350 firme depositata in Regione non ha prodotto effetti sperati. Amarezza di sindaco e Comitato.

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È ufficiale: la scuola dell'infanzia di Moraro non riaprirà per l'anno scolastico 2026/27. L'Ufficio Scolastico Provinciale ha confermato la chiusura in conseguenza del numero insufficiente di iscritti, appena sei, con la prospettiva di un solo nuovo ingresso per l'anno successivo. Le famiglie dovranno trovare un'alternativa nei Comuni vicini e Moraro perde l'unico presidio educativo presente sul proprio territorio.

La vicenda ha coinvolto negli ultimi mesi l'intera comunità, con il Comitato genitori impegnato nel tentativo di evitare la chiusura e l'Amministrazione comunale che, come sottolinea il sindaco Lorenzo Donda, ha lavorato in un clima di collaborazione e comprensione con la maggior parte delle famiglie.

Il sindaco Lorenzo Donda respinge le critiche di immobilismo. «L'Amministrazione non è rimasta a guardare. Fin dal momento in cui è emersa la criticità abbiamo lavorato con discrezione ma con determinazione, privilegiando il confronto istituzionale rispetto alle polemiche - spiega il primo cittadino, elencando le iniziative intraprese: il dialogo costante con la Regione e l'assessore competente, la partecipazione ai tavoli istituzionali, la collaborazione con l'Istituto Comprensivo per verificare eventuali margini organizzativi, la verifica sulla possibilità di accogliere bambini anticipatari, oltre all'incontro diretto con le famiglie e al sostegno alla raccolta firme, firmata personalmente anche dallo stesso sindaco. «Abbiamo rappresentato con forza l'importanza della scuola non solo come servizio educativo, ma anche come presidio sociale fondamentale per un piccolo Comune come Moraro. Abbiamo cercato ogni strada percorribile, consapevoli che la decisione finale non spettava al Comune ma agli organi competenti del sistema scolastico».

Donda tiene anche a riconoscere il ruolo dell'opposizione: «Ci tengo a ringraziare i consiglieri di opposizione perché sia nelle riunioni dei capigruppo sia in consiglio comunale sono intervenuti con critiche severe ma costruttive, nel rispetto dei ruoli e a sostegno della struttura fintanto che c'era una speranza di ripartenza. Questo significa lavorare per il paese, non cercare polemica e scontro gratuito».

Il sindaco interviene anche sulle critiche legate ai lavori di messa in sicurezza dell'accesso alla scuola, che alcuni hanno definito uno spreco di denaro pubblico. «È una critica che comprendo sul piano emotivo, ma che non condivido nei fatti - replica Donda. «L'opera realizzata non è un semplice parcheggio: il suo nome è "Messa in sicurezza dell'accesso alla scuola", e questo descrive perfettamente l'obiettivo dell'intervento. Per anni l'ingresso presentava una criticità evidente. Proprio pochi mesi fa un'automobile ha abbattuto i paletti di protezione del marciapiede. Se fosse successo durante l'orario di entrata o uscita dei bambini, oggi staremmo parlando di tutt'altro».

Il primo cittadino precisa inoltre che la struttura non verrà abbandonata: l'Amministrazione sta già lavorando per valorizzarla con nuove funzioni, anche sulla base delle proposte della Regione. Il parcheggio, aggiunge, continuerà a essere utile e rappresenterà un servizio anche per la vicina biblioteca comunale, che fino a oggi era completamente priva di posti auto. «Le opere pubbliche si progettano guardando al futuro e all'interesse generale, non all'emotività del momento. La sicurezza delle persone non è mai uno spreco. È un dovere di chi amministra».

Di tutt'altro avviso Nicole Brandolin, rappresentante del Comitato genitori. «La domanda principale è come mai non si siano accorti prima del calo delle iscrizioni, considerando che questa Amministrazione va avanti da quattro anni - attacca Brandolin. Tra le contestazioni, il mancato coinvolgimento dei mezzi di comunicazione per cercare nuovi iscritti durante il periodo delle iscrizioni, una proposta avanzata dal Comitato e non presa in considerazione, il fatto che la dirigenza scolastica non abbia bloccato le iscrizioni a Capriva, dove si è arrivati a quasi 40 bambini, dirottando parte delle famiglie verso Moraro, e la scelta di attivare la sezione primavera a Capriva anziché nel paese.

«Il Comune aveva messo in chiaro di non voler essere coinvolto in alcun modo nella nostra iniziativa - prosegue Brandolin, contestando le dichiarazioni del sindaco sulla vicinanza dell'Amministrazione. «Se il primo cittadino non si fa sentire contro la chiusura di un presidio vitale del suo paese, chi dovrebbe farlo? Molto si sarebbe potuto fare con anticipo, ma anche dopo. La volontà dei cittadini difficilmente incide su queste decisioni, nonostante si siano espressi in 350 contro la chiusura».

La petizione, depositata il primo luglio in Consiglio regionale con 350 firme raccolte in meno di due mesi, non ha prodotto gli effetti sperati. Il Comitato lamenta inoltre che la richiesta di un incontro allargato ai sindaci di Cormons e Capriva e alla dirigente scolastica, inviata al sindaco Donda il giorno dopo il deposito, non abbia mai ricevuto risposta. «Il 22 luglio si è tenuto un incontro senza la nostra presenza e ci è stato poi riferito che la situazione rimaneva invariata» racconta Brandolin. «Ci sentiamo sconfitti e scoraggiati, con un bel po' di amaro in bocca».

Resta ora da capire il destino della struttura. L'Amministrazione annuncia che sta valutando possibili nuovi utilizzi, anche tenendo conto delle proposte della Regione. Per le sette famiglie coinvolte, intanto, è corsa contro il tempo per trovare un posto negli asili dei paesi limitrofi prima dell'inizio dell'anno scolastico.

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