Visco festeggia la sua Patrona: festa per la Madonna della Neve

Visco festeggia la sua Patrona: festa per la Madonna della Neve

LA CELEBRAZIONE

Visco festeggia la sua Patrona: festa per la Madonna della Neve

Di Ferruccio Tassin • Pubblicato il 17 Ago 2026
Copertina per Visco festeggia la sua Patrona: festa per la Madonna della Neve

Il racconto della tradizionale processione nel comune della Bassa Friulana, più frequentata rispetto allo scorso anno nonostante il caldo torrido.

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La chiesa decanale di Visco non scarseggia di patroni. Nel Seicento aveva l’Assunta, poi la Madonna della Neve. Poi ancora, le associarono San Pietro.

Sull’arco trionfale, il decano don Mesrob Justulin fece dipingere la storia della nevicata miracolosa sull’Esquilino a Roma, con due lunghe file di persone; tra esse, lui, ritratto dal pittore che aveva il cognome quasi come il suo: Giulio Justolin di Cavenzano. Era il 1911. Si tratta di una scena su ampia superficie, solenne e ben conservata.

Quest’anno, la festa, con processione, si è svolta in una atmosfera rovente. Messa concelebrata dal parroco don Federico Basso e dal vischese don Walter Milocco. Poi, la processione, ancora più frequentata rispetto allo scorso anno. C’era la Banda di Palmanova; alla messa, aveva cantato il Coro Polifonico di Visco, diretto dal m.o Gabriele Avian. Ospite pure un gruppo di scout del Lazio. La processione si è snodata, fra canti, suoni e preghiere, per il consueto itinerario.

La Madonna non è più portata a spalle; da anni, c’è un sostegno mobile su ruote, ma i “baldacchinieri” le sono accanto e fanno veramente grandi sforzi, quando si tratta di scendere e di salire la scalinata della chiesa; lì, tutto a braccia, in un momento delicato per davvero.

Ma c’erano anche tanti segni che attraversano i secoli. Apriva il corteo il lanternone (tornòn); richiama la visione giovannea del Dio luce. Sormontato da calice con ostia, racconta che era della confraternita secentesca del Santissimo Sacramento, richiamata anche dalle divise di gonfalonieri, baldacchinieri e crosettieri: cappe rosse e veste bianca.

Il lanternine è di legno dorato, riportato all’antico splendore da Laura Zanella, restauratrice che ridiede, con rigore storico, nuova vita a imponenti restauri voluti da monsignor Umberto Miniussi.

Il caldo, veramente torrido, non ha fatto segnalare defezioni dal corteo. Anche questo è un segno di affetto per la Madonna della Neve, di scuola gardenese, acquistata nel 1935, con offerte raccolte proprio dalle donne di Visco.

Baldacchinieri e gonfalonieri spesso appartengono a famiglie che, per tradizione, svolgono questo compito. Alcuni erano coloni della Chiesa; ma, per loro, non era un dovere, era un ricercato privilegio.

Nel memento della messa, i fedeli più avvertiti riguardo la storia del paese, hanno sentito il nome Fabio. Era Fabio Pinat: giusto che lo si ricordi, per la Patrona. Ha dato anni e anni, al coro parrocchiale, voce possente e capacità nel dirigere con vulcanica versatilità nel cantare, e nel segno sicuro, che faceva tenere tutti in riga! 

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