Vincenzo Schettini riscalda Monfalcone: la ‘Fisica della vita’ inaugura il Festival Geografie

Vincenzo Schettini riscalda Monfalcone: la ‘Fisica della vita’ inaugura il Festival Geografie

L’OTTAVA EDIZIONE

Vincenzo Schettini riscalda Monfalcone: la ‘Fisica della vita’ inaugura il Festival Geografie

Di Enrico Valentinis • Pubblicato il 25 Mar 2026
Copertina per Vincenzo Schettini riscalda Monfalcone: la ‘Fisica della vita’ inaugura il Festival Geografie

Il celebre professore di ‘La fisica che ci piace’ apre il festival letterario sotto al gremito tendone di Piazza della Repubblica. Fasan, «la cultura come un importante veicolo di dialogo».

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È stato accolto da un applauso scrosciante, questa sera, mercoledì 25 marzo, il professor Vincenzo Schettini, noto volto del web divenuto famoso per il suo metodo non tradizionale e creativo di insegnare la fisica, attraverso l’utilizzo di internet e la promozione di contenuti interattivi per i suoi numerosi studenti online. Un momento, quello di oggi, che ha dato ufficialmente il via all’ottava edizione del Festival Letterario Monfalcone Geografie, inaugurata come di consueto sotto il grande tendone in Piazza della Repubblica.

«Un grandissimo evento, frutto di un importante lavoro svolto in puntuale simbiosi con Pordenonelegge – ha sottolineato il sindaco Luca Fasan – un enorme impegno reso possibile anche grazie a chi lavora dietro le quinte, svolgendo un ruolo fondamentale nell’organizzazione degli oltre 51 incontri previsti in città».

Numerose le location pronte ad accogliere il festival di primavera; tra le più apprezzate figura la mostra dei dipinti di Giorgio de Chirico, prossima alla conclusione, definita dal sindaco come «un grande omaggio alla cultura e a questo festival». Varia anche la partecipazione degli studenti: quest’anno sono state coinvolte 80 classi, per un totale di oltre 2mila ragazzi che parteciperanno attivamente all’evento, dalla sua organizzazione allo svolgimento. «Con la partecipazione giovanile la cultura diventa un vero e proprio veicolo di dialogo, unito e ricco di uno scambio continuo», ha concluso Fasan.

Presente sul palco anche l’assessore regionale Sebastiano Callari, che ha definito la manifestazione «un evento chiave in un territorio complesso come quello di Monfalcone, una città che non si è mai arresa e ha messo al centro la cultura e la conoscenza».

Callari ha inoltre approfondito il ruolo della Regione in Geografie: «Continuiamo a supportare con molto piacere il festival – ha spiegato – questi momenti sono fondamentali per riflettere, confrontarsi e generare preziose occasioni di arricchimento culturale reciproco». Ad esprimersi anche il direttore artistico del festival, il poeta friulano Gian Mario Villalta: «Questa ottava edizione ha avuto un occhio di riguardo verso i giovani e le scuole e per questo motivo abbiamo voluto, per il primo appuntamento, uno dei professori più amati in Italia». 

Protagonista sul palco rosso e arancione il professor Schettini, volto noto del progetto La fisica che ci piace. Il suo nome, apparentemente distante dai temi affrontati solitamente a Geografie, ne incarna invece profondamente lo spirito: rendere accessibile e viva una materia spesso percepita come complessa e noiosa.

Schettini parte da un concetto chiave: la conoscenza come esplorazione «il senso della geografia è esplorare un luogo, conoscerne le caratteristiche, la sua cultura e le sue potenzialità anche dal punto di vista scientifico». E l’invito ai giovani è chiaro: «Ragazzi, viaggiate – ha sottolineato con entusiasmo – investite nel viaggio, perché vi aprirà in modo unico e fresco la mente». Nel suo intervento affronta anche temi di attualità, come la guerra in Iran, il cambiamento e la paura che caratterizza il nostro tempo. In questo contesto ribadisce il ruolo fondamentale della scuola: «Noi insegnanti dobbiamo raccontarvi una cosa importantissima: il fatto che, il fabbisogno energetico, sta vertiginosamente aumentando negli ultimi anni».

Il professore richiama poi l’attenzione su una questione spesso sottovalutata: il consumo energetico dei data center e il loro impatto ambientale, in particolare l’uso intensivo di acqua ed energia per il raffreddamento. «Quando utilizziamo l’intelligenza artificiale ogni giorno dobbiamo ricordare cosa comporta, anche considerando che siamo in un Paese povero dal punto di vista energetico», sottolinea, invitando a «cambiare la propria mentalità». Al centro del discorso anche il ruolo delle nuove generazioni: «I giovani sono il futuro del nostro Paese». Un futuro che passa attraverso scelte consapevoli in ambito energetico, incluso il complesso dibattito sul nucleare. Schettini invita a superare le paure legate al Disastro di Chernobyl: «Gli italiani hanno votato no al nucleare guidati dalla paura e dall’ignoranza».

Per il professore, studiare la fisica significa guardare avanti: «Quando a scuola studiate questa materia, studiate il futuro – aggiunge – il mondo sta cambiando e noi insegnanti abbiamo il compito, oltre a far imparare formule a memoria, di formare persone critiche, capaci di non farsi imporre scelte da un mondo fatto di potenti arroganti». Durante l’intervento è stato presentato anche il suo nuovo libro, La vita che ci piace, invitando genitori e ragazzi alla lettura condivisa: «Comprate questo volume e leggetelo con i vostri figli».

Lo scritto affronta temi universali come l’amore e il rapporto tra figli, genitori e insegnanti ed è strutturato in sette capitoli, ispirati alle grandezze fondamentali della fisica: vuoto, energia, pressione, magnetismo, forza, inerzia ed equilibrio «abbiamo cancellato la parola “fisica” e l’abbiamo sostituita con “vita”». Fra le pagine del libro emergono anche le fragilità del mondo giovanile e vengono affrontati temi come il disagio, l’amicizia e l’importanza del dialogo. Il Professor Schettini racconta inoltre il suo percorso personale: «Prima di questo libro c’è un sognatore: uno che sogna e si mette nei casini». Ripercorre il suo rapporto con i social e il momento in cui ha intuito il loro potenziale didattico, in particolare su Facebook: «Lì ho capito come funzionava tutto e come poteva essere un faro per le nuove generazioni».

Proprio da quell’intuizione nasce un nuovo modo di insegnare: gli esperimenti raccontati online e le lezioni condivise in rete diventano la chiave del suo successo divulgativo. Il messaggio finale è un invito alla fiducia nelle nuove generazioni, non più identificate solo con ansia e preoccupazioni, ma anche con creatività e determinazione. «I giovani sono veri e propri imprenditori di sé stessi», conclude Schettini, esortandoli ad affrontare la vita con «grande coraggio e consapevolezza». 

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