A RONCHI DEI LEGIONARI
Verso il Referendum sulla Giustizia: «Nessun derby tra Governo e Magistratura o in politica ma cura del distacco e dell’ignoranza»
Il presidente della Sezione Gip del tribunale di Trieste, Antoni e il Sostituto Procuratore Iozzi relatori dell’incontro informativo sulla Magistratura e sul «Servizio alla Giustizia».
Ha fornito una cornice di riferimento e ha costituito un puntuale contributo informativo – e per molti aspetti, formativo - sulle tematiche di quel Pubblico Potere che tante reazioni suscita nell’opinione pubblica e in varie categorie professionali. L’incontro “Il Servizio Giustizia ed il Servizio alla Giustizia, conoscere la Magistratura, tra limiti, obiettivi e riforme” ospitato all’Oratorio della Parrocchia di Santo Stefano a Vermegliano di Ronchi dei Legionari, è stato un incontro molto partecipato che ha fornito interessanti ed equilibrate chiavi di lettura anche in vista dell’appuntamento che si vivrà nei prossimi 22 e 23 marzo: il Referendum Popolare Confermativo della Legge Costituzionale approvata dal Parlamento ad ottobre 2025, su “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Gli scrutini avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione.
Relatori della serata sono stati il dottor Francesco Antoni, Presidente della sezione GIP del Tribunale di Trieste, membro della Giunta Distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati della Sezione di Trieste e la dottoressa Ilaria Iozzi, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste. Gli ospiti sono stati introdotti dal parroco decano monsignor Ignazio Sudoso che ha promosso un’iniziativa attraverso cui i due magistrati hanno offerto la propria esperienza personale formatasi tra tecnicismi e complessità delle leggi. Sono state raccontate l’attenzione per «le persone al centro dei fascicoli», un percorso di vita professionale mirato secondo le proprie riflessioni e strategie per arrivare a quelle «decisioni laiche» necessarie al raggiungimento del Grado Definitivo di giudizio.
I presenti – cittadini, amministratori ed altre autorità pubbliche - hanno potuto capire ed apprendere dati, situazioni e percorsi riferiti a scelte di vita di chi è preposto, appunto, a prestare il suo Servizio alla Giustizia attraverso una preparazione allo svolgimento di tutte le funzioni che è chiamato a ricoprire sin dalla sua formazione per poi comprendere – nel suo cammino professionale – quale idea e quale utilità del servizio offrire. Antoni e Iozzi hanno offerto la loro “finestra umana” su Magistratura e Sistema Giudiziario, hanno testimoniato che la forza dell’operare sta nella «motivazione del magistrato» tenendo presente e considerate le scelte di campo dettate dall’evoluzione del diritto stesso e – per esempio – della scienza o delle nuove tecnologie che posso rivelare la loro utilità connessa al Potere decisionale della Giustizia. I relatori hanno fatto pure riferimento ai gradi di giudizio intese come fasi di garanzia, sempre più spesso di difficile o critica comprensione dell’opinione pubblica.
Tra i temi trattati ci sono stati ancora gli errori giudiziari, i cambiamenti delle decisioni, le integrazioni di prove che vanno a mutare il quadro giuridico e le riaperture dei fascicoli. S’è discusso di giudici «custodi dei diritti» e di controllo sull’esercizio del Potere, delle competenze attuali del Consiglio Superiore della Magistratura e di quelle che si prospettano se la nuova norma approvata dal Parlamento verrà confermata dalla consultazione referendaria. Spazio anche agli illeciti disciplinari e le relative regolamentazioni attraverso “condotte tipizzate”, le impugnazioni ministeriali – sempre meno, ormai – poi, le imprecisioni della stampa, le lotte agli sprechi, la carenza di personale nei tribunali e di fascicoli che affogano la Giustizia.
Non sono stati dimenticati argomenti come la necessità di un adeguamento delle risorse per un andamento più funzionale ed efficace, la carenza di risorse investigative e l’“attesa pubblica” sull’andamento di un processo. In vista dell’importante appuntamento popolare di marzo, non sono emerse idee “giuste” o “sbagliate” perché «non ci sarà nessun derby tra Governo e Magistratura o tra Destra e Sinistra». L’invito emerso è stato quello di «prendersi cura del distacco e dell’ignoranza» per saper essere “esenti” dalla logica dello scontro sedando odio e mirabolanti aspettative. Questo vale anche per eventuali adesioni all’effetto esplosivo mediatico al quale quasi ogni giorno si assiste senza pensare veramente a quali sono i veri problemi della Giustizia Italiana che si riflettono sull’intera collettività.
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