IL COMMENTO
Vernice nel torrente Corno, Fasiolo presenta un’interrogazione in Regione

La consigliera regionale dem Fasiolo chiede « un organismo bilaterale» per la tutela e la gestione transfrontaliera dei corsi d’acqua.
Nella mattinata di ieri, giovedì 28 agosto, si è verificata un’improvvisa fuoriuscita di cangiante vernice blu biodegradabile da un’azienda situata tra Gorizia e Nova Gorica, causando un episodio di inquinamento nel vicino torrente Corno. L'emergenza ambientale, scaturita dal fatto, ha attivato l’intervento congiunto tra autorità slovene e italiane, mobilitando sul posto Polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e tecnici ambientali.
Secondo i primi accertamenti, non si registra nessun tipo di danno a flora, fauna o all’ambiente nella zona slovena. Sono stati posizionati - in via del tutto precauzionale - appositi assorbenti e prelevati campioni per ulteriori monitoraggi ed analisi. Il Comune di Gorizia ha attivato l’Ufficio Ambiente, la Polizia Locale e l’Arpa, con il monitoraggio diretto dell’assessore Francesco Del Sordi. Proseguono i campionamenti lungo il corso del torrente, sia a valle sia a monte.
Riguardo a ciò si è espressa con una nota proprio oggi , venerdì 29 agosto, la consigliera regionale del PD Laura Fasiolo che a seguito della vicenda ha presentato un'interrogazione all'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, per fare chiarezza sull'accaduto e sulle azioni che intende promuovere la Regione.
«Situazioni simili a quella di questi giorni, che ha visto lo sversamento di un colorante nelle acque del Corno e infine dell'Isonzo, non possono e non devono succedere, come non può accadere il temuto fenomeno dell'hydropeaking, mai più le secche e la conseguente moria di pesci e di vegetali - spiega la politica - Non si perda altro tempo e si attivi un dialogo costante, attraverso un tavolo transfrontaliero, tra Arpa e Arso».
«Questi “incidenti” avvengono in assenza di una sensibilizzazione e di un forte momento regolatorio e corresponsabilizzazione a livello bilaterale transfrontaliero - continua Fasiolo - Il contratto di fiume rappresenta tutto questo: deve servire a richiamare un senso di responsabilità comune, a prevenire, grazie a regole e misure stringenti, leggerezze o errori, più o meno intenzionali».
Attraverso l'interrogazione, oltre a chiedere chiarezza, Laura Fasiolo con decisione sollecita «la velocizzazione della costituzione di un organismo bilaterale che prenda in mano la gestione dell'ambiente fluviale in tutte le sue connotazioni, affinché i nostri parchi, le nostre acque, la nostra aria siano davvero fonte di benessere e non, al contrario, di pericolo».
«A questa preoccupazione si è accodato anche Michele Tofful, referente della segreteria provinciale per l'ambiente e attivo nel gruppo di Legambiente che si è speso in modo generoso intercettando i temi che rischiano di minare l'equilibrio ambientale del Fvg» conclude la consigliera regionale del PD.
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