Truffa del ‘finto parroco’ anche a Cormons, don Goina: «Attenzione, sfruttano il nome della parrocchia»

Truffa del ‘finto parroco’ anche a Cormons, don Goina: «Attenzione, sfruttano il nome della parrocchia»

IL CASO

Truffa del ‘finto parroco’ anche a Cormons, don Goina: «Attenzione, sfruttano il nome della parrocchia»

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 02 Set 2026
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Circa due settimane fa un gruppo di ragazzi ha ordinato pizze e bibite promettendo che monsignor Stefano Goina sarebbe passato a pagare in serata. Il raggiro ricalca episodi analoghi registrati nelle scorse settimane tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari.

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Anche Cormons finisce nel mirino della truffa del finto sacerdote. Circa due settimane fa un gruppo di ragazzi ha ordinato tre pizze e alcune bibite presso la pizzeria "Il Trancio", promettendo che sarebbe passato a pagare in serata il parroco di Cormons, monsignor Stefano Goina. Non era il primo tentativo: pochi giorni prima, con la stessa scusa, alcuni truffatori avevano provato a farla franca anche alla pizzeria La Pergola, ma la titolare del locale non aveva riconosciuto la voce del sedicente parroco, sventando il raggiro.

«La raccomandazione da parte mia è di stare attenti» ha dichiarato don Stefano Goina. «Dispiace che venga usato non tanto il mio nome, ma il nome della parrocchia che rappresento, per truffare delle persone».

Il caso di Cormons si inserisce in un fenomeno che nelle scorse settimane ha già colpito diversi esercizi commerciali tra Monfalcone e Ronchi dei Legionari, dove i Carabinieri della stazione di Monfalcone hanno avviato un'indagine dopo alcune denunce di ristoranti, tabaccherie e bar rimasti senza pagamento. Il meccanismo, in tutti i casi emersi, appare sempre lo stesso: qualcuno telefona fingendosi un parroco del territorio o un suo delegato, dice di essere fuori sede e chiede di poter ritirare generi alimentari, sigarette o medicinali, promettendo che il pagamento arriverà in un secondo momento direttamente dalla parrocchia. Alcuni esercenti sono caduti nel tranello, altri invece hanno fiutato l'inganno in tempo, rifiutando la consegna della merce.

Resta ora da capire, anche dopo il nuovo episodio registrato a Cormons, quante persone siano effettivamente coinvolte nella rete e se dietro le telefonate si nasconda un gruppo organizzato o singoli soggetti isolati.

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