Trenčín è la nuova Capitale Europea della Cultura, celebrato l’avvio con oltre cento eventi

Trenčín è la nuova Capitale Europea della Cultura, celebrato l’avvio con oltre cento eventi

LA CERIMONIA DI APERTURA

Trenčín è la nuova Capitale Europea della Cultura, celebrato l’avvio con oltre cento eventi

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 16 Feb 2026
Copertina per Trenčín è la nuova Capitale Europea della Cultura, celebrato l’avvio con oltre cento eventi

Tanti gli appuntamenti culturali e sociali in tutto il 2026. Spicca la Green Line, percorso artistico che attraverserà la città con opere legate a clima e il ‘Light Art Festival’.

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Di Europa si parla e si parla tanto, a Trenčín, fin dai giorni dell’inaugurazione della Capitale Europea della Cultura. Un ciclo di oltre cento eventi, distribuiti da venerdì 13 febbraio fino a domenica 15, ha trasformato la città in un intenso pot-pourri di incontri, dibattiti, concerti, spettacoli e momenti comunitari.

Così si è celebrata l’apertura della Capitale Europea della Cultura 2026, titolo che Trenčín manterrà per tutto l’anno assieme alla finlandese Oulu, raccogliendo il testimone dalle città del 2025, Chemnitz e Nova Gorica assieme a Gorizia.

Per tre giorni strade, piazze e quartieri periferici sono diventati luoghi di performance, installazioni artistiche, musica e mostre, coinvolgendo artisti locali e creativi provenienti da più di venti Paesi. «Volevamo che tutta la città fosse protagonista, non solo il centro - ha spiegato il sindaco Richard Rybníček, sottolineando come l’inaugurazione fosse pensata - non come una vetrina, ma come un’esperienza condivisa».

Il progetto, intitolato “Awakening curiosity”, “Risvegliare la curiosità”, è stato concepito come un percorso diffuso capace di reinterpretare gli spazi pubblici e rafforzare le relazioni tra cittadini. «La cultura non deve essere qualcosa che si consuma, ma qualcosa che si vive», ha ribadito il direttore dell’organizzazione Stanislav Krajčii, evidenziando la centralità delle comunità locali.

L’apertura ha contato oltre cento eventi distribuiti su tre giorni, trasformando Trenčín in un laboratorio creativo in cui la cultura è stata incontro e dialogo. Parate mascherate, concerti, performance teatrali e installazioni luminose hanno animato le piazze, mentre sottopassi urbani e strutture sportive sono diventati spazi espositivi inattesi.

Tra i momenti più suggestivi il gala serale Manifest Trenčín 2026 in piazza Mírové, con un’esibizione multimediale che ha intrecciato musica, danza e narrazione. «Abbiamo raccontato chi siamo e da dove veniamo - ha osservato Krajčii - perché solo conoscendo la nostra storia possiamo aprirci davvero all’Europa».

Determinante anche il coinvolgimento civico. Centinaia di volontari hanno assicurato il buon andamento delle attività, accogliendo visitatori e supportando l’organizzazione. In un solo fine settimana sono state mobilitate 500 persone, dislocate in 600 postazioni. «Questo entusiasmo è il segnale più forte - ha concluso il sindaco - perché una Capitale Europea della Cultura vive solo se la città la sente propria».

La Capitale Europea della Cultura, però, non si esaurisce nei giorni inaugurali. La visione del progetto abbraccia l’intero 2026 e guarda oltre, con una programmazione pensata per lasciare un’eredità duratura sul piano urbano, sociale e culturale. «Non volevamo grandi eventi spot - ha spiegato Stanislav Krajčii - ma un processo continuo che accompagni la città nel tempo».

In una realtà di poco più di 50mila abitanti, il titolo europeo rappresenta una sfida complessa. «È un’occasione straordinaria, ma anche una grande responsabilità», ha ammesso il sindaco Richard Rybníček, ricordando come il progetto punti a coinvolgere cittadini, scuole e associazioni.

Il programma proseguirà fino a dicembre. Tra le prime iniziative figurano mostre come “The Architecture of Community Building”, dedicata al ruolo della cultura nel tessuto urbano, e “Infinity Countdown” dell’artista Boris Vitázek, aperta fino all’inizio del 2026 e incentrata sul tema del tempo e della trasformazione.

Uno degli elementi distintivi sarà la Green Line, un percorso artistico che attraverserà la città con opere legate a clima, comunità e sostenibilità. «Vogliamo collegare luoghi che normalmente non dialogano tra loro - ha sottolineato Krajčii - creando nuove mappe emotive della città».

La primavera segnerà il ritorno del Light Art Festival, affiancato da eventi comunitari rivolti a scuole e famiglie. Nello stesso periodo tornerà anche Splanekor, in una versione rinnovata che vedrà imbarcazioni artistiche scendere lungo il fiume Váh.

L’estate sarà dedicata alla musica emergente e alle arti performative, mentre importanti mostre di arte contemporanea affronteranno temi come uguaglianza globale, diritti umani e democrazia. A settembre è atteso il Fiesta Festival, in concomitanza con la riapertura del rinnovato Fiesta Bridge. «Quel ponte diventerà un simbolo di connessione non solo fisica ma culturale» ha spiegato il sindaco.

Accanto ai grandi appuntamenti, numerose attività saranno dedicate alla partecipazione civica, dai club cinematografici giovanili ai laboratori di volontariato. «Il successo non si misura nei numeri - ha concluso Krajčii - ma nella capacità di cambiare il modo in cui una città vive la cultura». 

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