Tra Chioggia e Gorizia, un filo lungo quasi un secolo unisce le due diocesi

Tra Chioggia e Gorizia, un filo lungo quasi un secolo unisce le due diocesi

LE COINCIDENZE

Tra Chioggia e Gorizia, un filo lungo quasi un secolo unisce le due diocesi

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 14 Mag 2026
Copertina per Tra Chioggia e Gorizia, un filo lungo quasi un secolo unisce le due diocesi

Con la nomina di monsignor Giampaolo Dianin si rinnova una storia comune tra le Chiese dell’Adriatico e dell’Isontino: prima di lui anche Ambrosi e De Antoni avevano percorso la stessa strada.

Condividi
Tempo di lettura

La nomina di Giampaolo Dianin ad arcivescovo metropolita di Gorizia, arrivata oggi, 14 maggio 2026, è sì l’inizio di una nuova guida pastorale per la Chiesa isontina. Segna anche il riannodarsi di un legame storico tra le diocesi di Chioggia e Gorizia, un filo che attraversa il Novecento e arriva fino ai giorni nostri.

Dianin, nato a Teolo nel 1962 e vescovo di Chioggia dal 2021, sarà infatti il terzo presule proveniente dalla diocesi veneta a guidare la Chiesa goriziana. Un intreccio ecclesiale che negli anni ha assunto quasi il valore di una tradizione, collegando due territori lontani geograficamente ma accomunati da una forte identità cattolica e da una particolare attenzione pastorale verso le comunità di confine e del mare.

Il primo precedente risale agli anni Cinquanta con Giacinto Giovanni Ambrosi. Cappuccino triestino, Ambrosi fu vescovo di Chioggia dal 1938 fino al trasferimento a Gorizia nel 1951. Durante il suo episcopato nella città lagunare promosse l’espansione delle parrocchie e la crescita della presenza religiosa sul territorio. Successivamente guidò l’arcidiocesi goriziana fino al 1962, anni nei quali si dedicò alla riorganizzazione della curia, al rilancio del seminario e alla costruzione di nuove chiese. Per sua volontà, dopo la morte avvenuta nel 1965, venne sepolto proprio nel duomo di Gorizia.

Quasi quarant’anni dopo sarebbe stato Dino De Antoni a rinsaldare il ponte tra le due diocesi. Nato a Chioggia nel 1936, sacerdote e poi vicario generale della diocesi veneta, venne nominato arcivescovo di Gorizia da papa Giovanni Paolo II nel 1999. Guidò l’arcidiocesi fino al 2012, lasciando un segno importante nella vita ecclesiale e culturale del territorio, anche attraverso il rilancio del patrimonio aquileiese e il percorso di “Aquileia 2”. Dopo la sua morte, nel 2019, fu sepolto nella cripta della cattedrale goriziana.

Ora il percorso si ripete con Dianin, che lascia Chioggia per raccogliere il testimone di Carlo Roberto Maria Redaelli. Nelle prime parole rivolte alla diocesi, il nuovo arcivescovo ha voluto ricordare esplicitamente proprio De Antoni e Ambrosi, riconoscendo questa singolare continuità storica tra le due Chiese.

Anche lo stemma episcopale di monsignor Dianin racconta molto del suo percorso pastorale. Come spiegato dal sito specializzato “Notiziario Araldico”, lo scudo richiama il territorio della diocesi di Chioggia attraverso tre fasce ondate che rappresentano i fiumi Brenta-Bacchiglione, Adige e Po. Gli anelli nuziali presenti nello stemma richiamano invece il tema dell’alleanza e della fedeltà, simboli del rapporto tra Dio e il suo popolo, mentre il mare e l’acqua evocano il legame con la laguna veneta e le comunità adriatiche che hanno caratterizzato il suo ministero episcopale.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311. 


Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Nova 2026