LABORATORI, AVVENIRE E TERRITORIO
Torna ‘Tracciare Futuri’, quell’«Esercizio di politica sana» per azzerare le paure nella società
Tra Gorizia, Staranzano e Monfalcone, saranno 15 i tavoli tematici che tratteranno le varie declinazioni di questa emozione che da soggettiva si fa collettiva.
Comincerà da Gorizia, il primo ottobre, la quinta edizione del Festival della partecipazione “Tracciare Futuri” che offrirà ricchi tavoli di dibattiti e laboratori. Il tema di quest’anno è “Le nostre paure: miti, realtà, soluzioni”. Si tratta di una serie di proposte strutturate in tre giornate di incontri laboratori e iniziative diffuse anche nei territori di Staranzano e Monfalcone fino al 3 ottobre con l'obiettivo di coinvolgere cittadine e cittadini nel dibattito su temi di interesse generale declinati sulla realtà locale sottolineando il ruolo della collettività nella tutela del luogo abitato e l'importanza di essere attrici e attori in un percorso democratico di partecipazione alla vita pubblica facendo emergere le istanze della comunità, costruendo sinergie e reti che siano in grado di contribuire al superamento dei confini comunali nella consapevolezza che lavorare assieme è un processo di conoscenza e di arricchimento.
Si apre giovedì alle ore 18 in via Ascoli con gli interventi “La sindrome del Gattopardo anatomia del cambiamento” di Anna Di Gianantonio e Simone Carotenuto. A seguire ci sarà “La paura fa novanta come l'attivismo e l'organizzazione possono trasformare la paura” di Adelino Adami e Daniela Careddu. Di questi due tavoli, Eleonora Sartori di Forum Gorizia, ha evidenziato quanto la paura può avere carattere negativo pensando al futuro, quanto essere positiva come avviene nell’impegno “attivista”.
«La paura non è solamente un’emozione soggettiva ma è qualcosa che si fa collettivo – spiega Elisa di Ilio, presidente dell’associazione “Tracciare Futuri” – dunque si parlerà di temi sociali con esperti e facilitatori che non domineranno la scena. Ci sarà spazio per tutti, per le tante anime. Si discuteranno le idee, non le persone. Quanto vivremo vuole essere un esercizio di politica sana per cogliere spunti positivi, fare sintesi e passare dalle idee alla pratica». «Tutto si svolgerà all’aperto, sulla pubblica via – spiegano alcuni organizzatori – in modo da poter intercettare i passanti e parlare con loro». Attraverso il Festival itinerante, verranno proposti modelli nuovi avvicinando nuovi portatori d’interesse, ricercatori, studenti, professionisti e cittadini che potranno essere generatori di collaborazioni che trovano fondamento in persone attente alla crescita futura delle comunità.
Si continua venerdì 2 ottobre a Staranzano in piazza Dante Alighieri dalle ore 18 con “Quando le macchine imparano” di Francesca Soglian, spazio seguito da “Inside art” a cura dell’Unione degli Studenti del Monfalconese”. Soglian, facilitatrice di biblioterapia – una metodologia che offre l’opportunità di affrontare varie situazioni attraverso diversi punti di vista forniti da vari testi – sarà la guida del laboratorio di biblioterapia dello sviluppo che si distingue da quella medica. Ci saranno anche “Il Desiderio di Esistere riconoscere le difese incontrare la possibilità” di Luca Fontana e l'appuntamento “Non avere paura di lanciarti nelle danze Balfolk” a cura di Monfalcone Balfolk e GO Folk. La danza si farà dunque «esercizio di fiducia».
Infine, sabato 3 ottobre a Monfalcone, in piazza Cavour il programma prende il via sin dalle ore 9 con il tavolo della colazione e l'esposizione del laboratorio di “Misticanza” dal titolo “Le creature della notte” seguito da “Bollette da paura perché serve un welfare energetico” di Marco Slavich e Giancarlo Galasso. Protagonista di “Misure a favore della coesione e del rilancio sociale della città” sarà il consigliere regionale Enrico Bullian. Per “Dove si trova la paura Un laboratorio di mental mapping” relazioneranno Paola Lorenzoni e Giovanni Lorenzoni. Altro tavolo: “Riverberi Paure che attraversano dal sé al mondo dal mondo al sé” a cura del Collettivo Onda in collaborazione con Studio Kalòs.
Con “Nella vita si può rischiare, nel lavoro no. Quando la paura può tornare utile”, aiuteranno a riflettere Francesco Vallon, Cristiana Morsolin, Ashiqui Alam e Michele Orlandini. Si ragionerà di “Muri che uniscono pratiche d'arte contro l'isolamento” con Nicholas Perra e Giovanna Terzoni. “2026: un estate da paura La crisi climatica e il futuro del nostro territorio” vedrà come moderatori Marco Virglio, Lucrezia Lenardon ed Enik Viurna. Con questo spazio, gli attivisti di Legambiente illustreranno dubbi e perplessità delle nuove generazioni sul cambiamento climatico raccogliendo spunti e proposte. Prezioso anche il contributo di Benkadì che da martedì 29 settembre, nelle proprie botteghe, allestirà un angolo dove le persone potranno lasciare un messaggio contenente necessità o istnze che verrà consegnato all’assemblea conclusiva di sabato 3 ottobre.
Ritorna poi “Inside art” a cura di UDS del Monfalconese. Si conclude con “Distruggere o esplorare Le due strade della paura” di Michele Bargigia e Laura Casetta. Considerazioni e opinioni su tutti i lavori verranno restituite in assemblea, poi ci saranno il “Pranzo di quartiere” e la “Passeggiata senza paura” a cura di Misticanza, in programma la sera dalle tra le 22 e l’1 di notte. Il Festival ha il Patrocinio del Comune di Staranzano e gode del contributo della BCC della Venezia Giulia e della Pasticceria Miniussi. Hanno aderito: Balfolk e GOFolk, Unione degli Studenti di Monfalcone, Benkadì, Forum Gorizia, Adesso Trieste, La Sinistra, Misticanza, ANPI Monfalcone, Legambiente, Collettivo Onda e Studio Kalòs.
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