la memoria
Strage di Vergarolla, Ziberna a Pola a 80 anni dalla tragedia: «Uniti nel ricordo dell'eroe Micheletti»
Il primo cittadino partecipa alla commemorazione del massacro del 1946 in Istria. Un omaggio al chirurgo che salvò decine di vite e il richiamo al valore della verità storica e del rispetto reciproco tra le comunità.
A 80 anni dalla strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, si è recato a Pola su invito ufficiale dell’amministrazione cittadina e delle associazioni per prendere parte alle commemorazioni e all'inaugurazione della mostra dedicata al drammatico evento e alla figura del chirurgo eroe Geppino Micheletti. La tragedia di Vergarolla, con oltre un centinaio di vittime - di cui 64 riconosciute, moltissimi dei quali bambini - e più di 200 feriti, rappresenta la più grave e sanguinosa strage della storia della Repubblica Italiana, nonché un doloroso punto di svolta che accelerò l'esodo del popolo istriano.
Per Gorizia si tratta di una presenza dal fortissimo valore istituzionale, storico e personale.
Innanzitutto un legame profondo tra comunità, perché Gorizia conta una popolazione composta per il 20% da esuli dalle terre d'Istria, Fiume e Dalmazia e dai loro discendenti, moltissimi dei quali giunti proprio da Pola. Tra questi anche il sindaco. Per Ziberna, infatti, essere a Pola rappresenta un "richiamo del sangue e della memoria". Suo padre lasciò la città a soli 17 anni, abitando proprio nella via in cui si tiene oggi la commemorazione.
Vi è un filo che congiunge a Gorizia anche la figura di Geppino Micheletti, il medico chirurgo che operò ininterrottamente per 24 ore nel vano tentativo di salvare quante più vite possibili, pur consapevole che tra i morti figuravano i suoi stessi due figli piccoli. Un esempio di eroismo e dedizione al quale Gorizia si sente vicina anche nel ricordo simbolico del legame ideale con figure come il filosofo Carlo Michelstaedter, suo cugino, il cui cognome non subì l'italianizzazione in "Micheletti".
«Essere qui oggi non è solo un dovere istituzionale, ma un atto di dovere verso la verità e verso la storia per decenni taciuta o ignorata dai libri di testo», dichiara Ziberna. «Con Nova Gorica abbiamo vissuto l'esperienza di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, un percorso che ci ha insegnato come non serva inseguire la retorica artificiale di una 'memoria condivisa', poiché i vissuti e i dolori di ciascuno sono unici e vanno rispettati. Quello che dobbiamo costruire è il rispetto reciproco e la conoscenza: guardare alla storia dell'altro senza paura e chinarsi di fronte al dolore altrui senza strumentalizzarlo».
«Mio padre lasciò Pola con la morte nel cuore a 17 anni. Oggi io sono qui da sindaco di Gorizia per testimoniare che da quel dolore, dal rispetto della verità e dalla collaborazione fraterna tra le nostre comunità possiamo continuare a costruire la vera dimensione europea», ha concluso Ziberna.
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