Staranzano dopo l'inizio sereno del Ramadan, Fragiacomo: «I fedeli non possono ‘migrare’ per avere un luogo di culto»

Staranzano dopo l'inizio sereno del Ramadan, Fragiacomo: «I fedeli non possono ‘migrare’ per avere un luogo di culto»

LA POSIZIONE

Staranzano dopo l'inizio sereno del Ramadan, Fragiacomo: «I fedeli non possono ‘migrare’ per avere un luogo di culto»

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 21 Feb 2026
Copertina per Staranzano dopo l'inizio sereno del Ramadan, Fragiacomo: «I fedeli non possono ‘migrare’ per avere un luogo di culto»

Nessuna criticità nello svolgimento delle preghiere né impatti sulla viabilità. «La questione urbanistica si può risolvere ma serve volontà politica».

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Il mese di Ramadan nel Mandamento monfalconese si è aperto, come noto, all’insegna del contrasto. Un contrasto tra, da un lato, l’atmosfera serena e condivisa delle Salat praticate ieri – a mezzogiorno e a seguire in serata - dai fedeli musulmani alle Stalle Rosse; dall’altro, invece, il tono acceso e conflittuale in cui scivola facilmente il dibattito politico sul tema.

Ma guardiamo al primo aspetto. Come le forze dell’ordine impegnate nella gestione della situazione hanno potuto confermare, la preghiera nell’oratorio del centro di Staranzano si è svolta in modo pienamente pacifico, senza nemmeno impattare sul traffico veicolare. Certo, è prevista un’affluenza maggiore per la festa conclusiva di Eid-al-Fitr, ma oltre alla gestione dei flussi di viabilità la situazione non lascia al momento presagire altre criticità. Segno che, mantenendo lo sguardo sul piano civile, l’accoglienza dei fedeli musulmani non sta arrecando problemi o disordini.

Gli esponenti della Chiesa locale intervistati ieri dal nostro giornale hanno però sottolineato come la loro disponibilità ad accogliere la comunità musulmana sia da intendersi come una “supplenza”: è cosa nota, infatti, che la maggior parte dei fedeli risieda a Monfalcone. A sottolinearlo è anche Marco Fragiacomo, sindaco di Staranzano: «Le persone non devono trovarsi a “migrare” verso il loro luogo di culto, verso un comune che peraltro dispone di spazi limitati. È innanzitutto una questione di comunità: immaginiamo se i fedeli cattolici di Staranzano dovessero recarsi a Monfalcone per assistere alla Messa».

Il primo cittadino di Staranzano ha commentato l’inizio del Ramadan prendendo atto di questa situazione, la cui origine «riguarda chi amministra Monfalcone come espressione di una maggioranza che continua a non risolvere questioni fondamentali come il diritto di culto della religione islamica, che interessa migliaia di cittadini monfalconesi». La domanda fondamentale, secondo Fragiacomo, è la seguente: «Potranno mai i musulmani di Monfalcone svolgere il loro culto a Monfalcone? Può un sindaco non tener conto dell’esigenza di migliaia dei suoi abitanti?».

Gli argomenti dell’amministrazione monfalconese in merito sono noti e non cambiano: Piano Regolatore Comunale, destinazione d’uso degli edifici, sentenze del Consiglio di Stato. Ma Fragiacomo rimarca che «eventuali problemi urbanistici possono essere risolti», specialmente in una realtà comunale come Monfalcone «che dispone di maggiori risorse umane ed economiche per affrontare più facilmente le difficoltà amministrative». Il riferimento va alle prescrizioni del Piano regolatore: «Un Comune può benissimo promuovere e apportare una variante al Piano regolatore e trasformare un edificio per la destinazione di culto - afferma Fragiacomo – la questione è se c’è o meno la volontà politica di farlo, ma viene sviata ogni volta che si affronta quel tema».

La via per distendere le tensioni, secondo Fragiacomo, non è un’utopia: «Ieri, per esempio, l’Imam di Staranzano ha tenuto un sermone in lingua italiana, pacato e ricco di consigli utili per la comunità fedele, un esempio di collaborazione a favore di un’integrazione reale e vantaggiosa per tutti i cittadini». Richiamandosi infine ai toni dell’usuale dinamica di botta-risposta politico, Fragiacomo sostiene il proprio «diritto e dovere» di esprimere la sua opinione «dal momento che le scelte fatte a Monfalcone ricadano sul territorio circostante».

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