LE TUTELE LINGUISTICHE
Sloveno nella pubblica amministrazione e nella società, a Gorizia il bilancio dei 25 anni della legge 38
Al Kulturni dom confronto tra il sindaco Ziberna e il presidente della Skgz Semolič. Tra i temi emersi digitalizzazione, servizi bilingui e criticità ancora aperte.
A venticinque anni dall’approvazione della legge 38 del 2001 sulla tutela della minoranza linguistica slovena, il Kulturni dom di Gorizia ha ospitato una tavola rotonda dedicata all’uso dello sloveno nella pubblica amministrazione. L’incontro, inserito nel programma del “Goriški lok”, è stato organizzato da SKGZ - Unione culturale economica slovena, Associazione Bratina e Kulturni dom di Gorizia.
L'incontro ha avuto inizio con un dialogo tra il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna e il presidente della SKGZ, l’Unione Culturale Economica Slovena, Livio Semolič. Durante l'evento si è parlato dei progressi che si sono fatti in questi 25 anni e dei problemi che ancora persistono. Nel corso della tavola rotonda si è ricordato il grande successo che ha portato GO! 2025 dove si è visto che il futuro sta nella collaborazione, nell'integrazione e nel rispetto.
Il sindaco Ziberna ha iniziato dicendo che «quello che sta accadendo oggi era impensabile nel 2001». Ricorda inoltre che lo Stato italiano tramite la legge 38/2001 «finanzia 2 milioni l'anno per l’amministrazione pubblica». Il sindaco, però, ha voluto sottolineare «la parola magica non è la legge, ma la reciproca conoscenza e il rispetto». Un cambiamento molto importante è che «lo sloveno non viene più visto come danneggiamento, ma come opportunità», conclude il sindaco.
Tra i progressi che sono stati fatti in questi 25 anni c'è la valorizzazione del plurilinguismo attraverso la segnaletica come, per esempio, grazie all'ASUGI in ospedale e quella di Isambiente. La segnaletica in diverse lingue viene vista come istruttiva. Oltre a questo è iniziato anche il processo di digitalizzazione degli archivi. Sono stati digitalizzati tutti gli archivi recenti, disponibili anche in lingua slovena. Ultima grande innovazione sarà il centralino del comune disponibile 24 su 24 grazie all'intelligenza artificiale, disponibile in sloveno e in friulano. Il centralino sarà raggiungibile chiamando il numero verde.
Il presidente Semolič ha voluto fare chiarezza sul fatto che «manca la consapevolezza di poter e dover usare la lingua slovena. Questa è una conseguenza dello scorso secolo dove la gente ha subito dei torti a causa della lingua in cui parlava». La strada più semplice sarebbe quella di parlare italiano, ma così si affossa la lingua.
Presente anche Erika Hrovatin, responsabile delegata alla gestione e coordinamento delle attività all'uso della lingua slovena, è intervenuta dicendo che c'è molta voglia di imparare lo sloveno.
L'ex deputato Guido Germano Pettarin ha voluto, simbolicamente, consegnare al sindaco Ziberna, a margine del confronto, una targa quadrilingue a ricordo delle lingue storiche della città: italiano, sloveno, friulano e tedesco.
Alla fine dell'evento c'è stato spazio anche per alcuni interventi del pubblico. Sono stati sottolineati alcuni problemi riguardo l'attuazione della legge, ovvero che per esempio lo sportello in ospedale in sloveno è aperto solo fino alle 12.30. I presenti si sono anche lamentati del fatto che non è possibile celebrare l'atto di matrimonio in lingua slovena. Uno dei presenti invece ha sostenuto che è possibile.
L'ultimo intervento è stato fatto da un membro della minoranza slovena che ha sottolineato come «è giusto chiedere i vari servizi in sloveno, ma ci sono cose quotidiane che come cittadini possiamo fare autonomamente per promuovere l'uso della lingua slovena, come mettere sul cancello “pozor na vozila”, attenzione passo carrabile, o “pozor na psa”, attenzione al cane».
A chiudere la serata è stato nuovamente Ziberna, che ha definito l’incontro «concreto» e ha annunciato nuovi momenti di confronto per approfondire criticità e possibili soluzioni.
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