Caro-benzina
La Slovenia introduce limiti ai rifornimenti: 30 litri con Mol, tetti diversi per le altre compagnie
Differenze tra gestori oltreconfine mentre in Italia i prezzi superano i 2 euro litro. Attesi nuovi rincari nei prossimi giorni.
La corsa al carburante oltreconfine entra in una nuova fase: in Slovenia i limiti ai rifornimenti non sono più solo un’ipotesi, ma una realtà già visibile in diverse stazioni di servizio, con regole che cambiano a seconda della compagnia. A introdurre la misura più restrittiva è la compagnia MOL Group, che ha fissato un tetto di 30 litri per i clienti privati. Una scelta dettata dalla necessità di garantire la disponibilità di carburante in un contesto di domanda eccezionalmente elevata, soprattutto nelle aree vicino al confine con l’Italia.
Non tutte le reti però seguono la stessa linea. La compagnia Shell ha adottato un limite più alto, pari a 100 litri per cliente, mentre il principale operatore sloveno, Petrol, al momento non ha introdotto alcuna restrizione. Il risultato è un sistema frammentato, dove il razionamento esiste ma non è uniforme, lasciando agli automobilisti la possibilità di scegliere il distributore anche in base ai limiti applicati.
La decisione non arriva da un provvedimento del governo di Slovenia, ma da iniziative autonome dei gestori per gestire i flussi. Negli ultimi giorni, infatti, l’afflusso di automobilisti stranieri — in particolare italiani — è aumentato sensibilmente, spinto dal divario di prezzo tra i due Paesi. Nonostante i rincari legati ai mercati energetici internazionali, i carburanti sloveni restano più convenienti: la benzina si attesta intorno a 1,4 euro litro, contro valori che in Italia superano ormai stabilmente i 2 euro in molte aree. Un differenziale che può tradursi in risparmi anche di alcune decine di euro a pieno e che continua ad alimentare il traffico verso i distributori oltreconfine.
Un aumento nei prossimi giorni è però considerato probabile: i prezzi sloveni sono infatti fissati dal governo fino al 23 marzo e aggiornati con cadenza quindicinale. Già nell’ultimo adeguamento si è registrato un rialzo di alcuni centesimi, mentre gli operatori segnalano possibili ulteriori rincari legati all’andamento del petrolio sui mercati internazionali. Il governo sloveno, pur non intervenendo direttamente con limiti obbligatori, ha adottato misure per contenere gli effetti della domanda, tra cui la riduzione delle accise e il ricorso alle riserve strategiche. L’obiettivo è evitare carenze strutturali e mantenere stabile l’approvvigionamento interno, mentre le compagnie cercano di gestire sul campo l’aumento dei consumi.
Sulle strade tra Gorizia e il confine, intanto, la situazione è già cambiata: code ai distributori, attenzione ai cartelli con i limiti e una nuova variabile per gli automobilisti, chiamati a orientarsi tra prezzi più bassi ma anche tra vincoli sempre più concreti al rifornimento.
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