BASKET
Serie B Interregionale, la Dinamo Gorizia è sul podio. Coach Tomasi: «Stagione super, ora l'addio di Colli»
Il tecnico traccia il bilancio dopo l'eliminazione ai playoff sottolineando come la squadra sia rimasta sempre tra le prime tre nella stagione regolare nonostante l'infortunio di Fall. Orgoglioso per la simbiosi creata con il PalaBigot.
Stagione con vista podio. È quella che ha caratterizzato la Dinamo nella sua seconda avventura in Serie B Interregionale. Una linea di continuità che ha accompagnato la squadra per tutto un campionato più che positivo, concluso al secondo turno dei playoff dopo non essere mai scesa sotto il terzo posto durante la stagione regolare.
Il Coach Gigi Tomasi tiene a sottolineare la bravura dei suoi ragazzi nel coniugare i risultati sul parquet con l’applicazione e il cuore messi in ogni partita, comprese quelle terminate con una sconfitta. Prestazioni che hanno saputo conquistare il pubblico goriziano che, col passare dei mesi, non si è limitato a riempire il PalaBigot, ma ha partecipato con sempre maggiore coinvolgimento alle sfide di Colli e compagni. «Come ho detto subito dopo l’ultima gara con Pizzighettone, sono assolutamente orgoglioso del percorso compiuto nel nostro secondo campionato di B Interregionale», afferma Tomasi. Il tecnico sottolinea come i risultati siano stati importanti, ma ancora di più lo sia stato l’atteggiamento mostrato dal gruppo durante tutta la stagione.
Da goriziano, spiega, conosce bene la passione della città per la pallacanestro e la voglia di tornare a vivere il palazzetto. Uno dei principali traguardi raggiunti è stato proprio quello di trasformare la curiosità iniziale in una presenza costante e, successivamente, in un coinvolgimento sempre più profondo. «Ciò è stato possibile grazie alla serietà del progetto Dinamo e alla dimostrazione, da parte della squadra, di tenere davvero alla maglia e alla città. Si sono create la simbiosi e le alchimie giuste per fare di tante partite uno spettacolo non solo sportivo. È uno dei meriti di cui dobbiamo andare più orgogliosi».
Sul piano tecnico, la Dinamo ha viaggiato per tutta la stagione ai vertici della classifica. Tomasi evidenzia come il gruppo abbia saputo affrontare nel modo migliore anche i momenti più difficili. L’esempio più significativo è stato l’infortunio di Fall, che ha privato la squadra di un elemento fino a quel momento molto performante. Dopo qualche settimana di assestamento, il gruppo è riuscito a redistribuire responsabilità e punti, trovando nuovi equilibri e aumentando ulteriormente l’intensità di squadra.
«Questo ci ha permesso di non scendere mai dal podio nella stagione regolare. Per una società al secondo anno in categoria non era affatto scontato. Poi i playoff sono un discorso a parte, dove entrano in gioco tanti fattori. Contro Pizzighettone probabilmente con la terza partita in casa avremmo avuto maggiori possibilità, ma Oderzo aveva meritato il secondo posto e quindi il vantaggio del fattore campo». Il tecnico ricorda come la stessa Pizzighettone sia poi riuscita a espugnare Ozzano e a conquistare la finale, dimostrando quanto i playoff si decidano spesso sui dettagli e sui singoli episodi.
Tra le partite che più gli sono rimaste impresse, Tomasi cita la trasferta di Mantova. Una sconfitta che gli ha lasciato molto amaro in bocca perché, dopo essere stata avanti a lungo nel punteggio e aver disputato un’ottima prestazione, la Dinamo si è arresa soltanto nel finale. Di segno opposto il ricordo della vittoria a Pordenone, arrivata subito dopo una brutta sconfitta interna contro Reggio Emilia. Contro una squadra in crescita, la Dinamo seppe reagire con una prova di grande spessore. «Se devo scegliere la partita simbolo della stagione, però, dico il ritorno con Oderzo. È stato il cocktail perfetto tra ciò che abbiamo fatto dentro e fuori dal campo contro un avversario che in passato ci aveva sempre creato difficoltà. In quella serata abbiamo acquisito la definitiva consapevolezza di poter essere protagonisti». Guardando al futuro, la prossima stagione si aprirà senza Andrea Colli, che ha deciso di lasciare il basket giocato.
Tomasi non nasconde il proprio legame con il capitano. I due si erano conosciuti ai tempi di Monfalcone e avevano poi ritrovato insieme la strada alla Dinamo, condividendo anni di lavoro, sacrifici e crescita. «Ad Andrea posso solo dire che sarebbe un onore continuare a lavorare insieme, anche in un ruolo diverso. Ma non c’è alcuna fretta. Deve prima metabolizzare una decisione importante come quella di lasciare il basket giocato e capire con serenità come restare in questo mondo. Perché non solo la Dinamo, ma tutta la pallacanestro ha bisogno di una persona come lui».
Foto Mauro Blazica
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