Sei direttori di gara aggrediti in tre anni, la condanna dell’Associazione Italiana Arbitri Fvg: «Servono più responsabilità e vigilanza»

Sei direttori di gara aggrediti in tre anni, la condanna dell’Associazione Italiana Arbitri Fvg: «Servono più responsabilità e vigilanza»

VIOLENZA NELLO SPORT

Sei direttori di gara aggrediti in tre anni, la condanna dell’Associazione Italiana Arbitri Fvg: «Servono più responsabilità e vigilanza»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 11 Apr 2026
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Le Sezioni regionali unite chiedono l’impegno congiunto di società, dirigenti, atleti, tifosi e istituzioni per evitare il ripetersi di episodi violenti. Nel weekend lettura di un comunicato a tema prima di ogni gara.

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Le Sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri del Friuli Venezia Giulia (Basso Friuli, Gradisca d’Isonzo, Maniago, Pordenone, Tolmezzo, Trieste e Udine) esprimono con forza e unità la propria ferma condanna verso ogni forma di violenza nei confronti degli ufficiali di gara, alla luce dei recenti episodi che hanno coinvolto arbitri nella regione.

Negli ultimi tre anni, in Friuli Venezia Giulia, si sono infatti registrati 6 casi di aggressione ai danni di direttori di gara. Un dato preoccupante, che trova purtroppo conferma anche nella stagione sportiva in corso, già segnata da due episodi: uno con 10 giorni di prognosi e un altro con 4 giorni di prognosi.

«Numeri che non sono semplici statistiche, ma rappresentano persone: ragazzi e ragazze che ogni settimana scendono in campo per garantire il rispetto delle regole – scrivono le Sezioni AIA regionali in una nota - come ricordato anche nella campagna di sensibilizzazione “Basta Violenza”, dietro ogni arbitro c’è un figlio, una sorella, un compagno».

I comitati ribadiscono che la violenza, verbale o fisica, non può e non deve trovare spazio nello sport: «Il calcio deve essere luogo di confronto, crescita e rispetto reciproco. Senza regole non si gioca, senza rispetto non esiste sport. Per questo, anche in questo weekend le gare inizieranno con 5 minuti di ritardo, dopo la lettura di un comunicato contro la violenza. Fuori i violenti dal calcio” non è solo uno slogan, ma una richiesta chiara e non più rimandabile: è necessario l’impegno congiunto di società, dirigenti, atleti, tifosi e istituzioni affinché episodi simili non si ripetano».

Le Sezioni AIA chiedono dunque: maggiore responsabilità e vigilanza da parte delle società sportive; tolleranza zero verso comportamenti aggressivi; un rafforzamento delle azioni educative e culturali sul rispetto delle regole e delle figure arbitrali. «Gli arbitri continueranno a svolgere il proprio servizio con passione, dedizione e senso del dovere – concludono - ma è indispensabile che tutto il movimento sportivo faccia la propria parte. Il rispetto è il primo fischio d’inizio di ogni partita». 

Foto archivio Il Goriziano

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