IL CONFRONTO POLITICO
Scuola primaria di San Canzian, De Simone contro Caruso: «Ha fatto uno show, il risultato vero è il tavolo tecnico»
Il consigliere di opposizione rivendica la mediazione approvata in Consiglio, «la mozione è stata ritirata, l'impegno dell'amministrazione è nato dalla nostra proposta».
Prosegue il confronto politico sul futuro della nuova Scuola Primaria "Pascoli" di San Canzian d'Isonzo. Dopo le posizioni espresse dal sindaco Claudio Fratta, favorevole alla ricostruzione dell'edificio nell'attuale area, e dalla consigliera di opposizione Sara Caruso, che ha rilanciato l'ipotesi di una diversa localizzazione, interviene ora anche il consigliere di minoranza Ciro De Simone, che prende le distanze dalle dichiarazioni della collega e rivendica il risultato ottenuto durante l'ultimo Consiglio comunale straordinario. Nella nota diffusa alla stampa, De Simone esordisce con toni molto critici, sostenendo che la seduta convocata su richiesta di Caruso «avrebbe dovuto fornirle l'occasione per una specie di show elettorale. Ed in effetti così è stato».
Secondo il consigliere, la collega avrebbe costruito il proprio intervento attorno a dati demografici che, a suo giudizio, non confermerebbero le conclusioni prospettate. «Mai si era visto, durante una seduta, un consigliere che, a mo' di professore, si alza in piedi girando per la sala consiliare e mostrando documenti su documenti», scrive De Simone, riferendosi anche alle analisi sulla natalità comunale. «A suo dire sarebbe drammaticamente in calo, salvo poi ricavare dai suoi stessi numeri che questo calo ininterrotto, nei fatti, non c'è».
Per De Simone, il nodo centrale resta però la presenza della scuola sul territorio comunale. Il consigliere ricorda infatti che, quando emerse il problema dell'edificio, una delle prime ipotesi avanzate da Caruso sarebbe stata quella di concentrare il servizio scolastico a Pieris. «Posso confermarlo, visto che in quella sede fui costretto a dire che compito di un'amministrazione è quello di fornire i servizi, fra i quali la scuola è uno di quelli veramente importanti», afferma, richiamando quanto messo a verbale.
Nel mirino finisce anche la proposta di realizzare il nuovo edificio nell'area del Piano per l'edilizia economica e popolare (PEP). Secondo De Simone, questa soluzione rischierebbe di allungare notevolmente i tempi dell'intervento. «Più che una proposta sarebbe, a questo punto, un modo per rinviare il tutto ad una nuova progettazione e, chissà, forse riuscire col tempo a procrastinare il problema fino a farlo cadere nel nulla».
Il consigliere evidenzia poi quello che considera l'aspetto politicamente più rilevante della seduta: il ritiro della mozione da parte della stessa Caruso. «Quella sua mozione, che era alla base della convocazione del Consiglio straordinario da lei richiesto, con relative spese a carico dei cittadini, alla fine è stata sempre da lei ritirata», osserva.
A evitare quello che definisce «un desolante nulla di fatto», secondo De Simone, sarebbe stata invece una proposta di mediazione presentata dal suo gruppo. Il consigliere spiega di aver ottenuto dall'amministrazione l'impegno, verbalizzato durante la seduta, a convocare un tavolo tecnico-politico prima del deposito del progetto definitivo, coinvolgendo minoranza e cittadinanza, oltre a riferire successivamente in Consiglio comunale sullo stato di avanzamento dell'opera.
Per questo motivo, De Simone respinge le successive dichiarazioni rilasciate da Caruso agli organi di informazione. «Appare evidente come le stesse dichiarazioni affidate alla stampa siano niente altro che la prosecuzione per i media del tentativo di show messo in atto nel Consiglio di venerdì, cercando di intestarsi risultati che in effetti hanno ottenuto altri, il tutto sulle spalle di bambini e genitori». La nota si chiude con un riferimento alla favola di Esopo La mosca e il bue, evocata dallo stesso consigliere per sintetizzare la propria valutazione sull'intera vicenda.
L'intervento di De Simone aggiunge così un nuovo capitolo al confronto sulla scuola Pascoli, confermando come il dibattito non riguardi soltanto la scelta dell'area dove sorgerà il nuovo edificio scolastico, ma coinvolga anche le diverse strategie adottate dalle stesse forze di opposizione nel percorso che accompagnerà la definizione del progetto.
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