Scarichi dell’A4 nelle Mucille, Legambiente: «Si ripristini il finanziamento per lo studio ambientale»

Scarichi dell’A4 nelle Mucille, Legambiente: «Si ripristini il finanziamento per lo studio ambientale»

L’APPELLO

Scarichi dell’A4 nelle Mucille, Legambiente: «Si ripristini il finanziamento per lo studio ambientale»

Di S.F. • Pubblicato il 14 Gen 2026
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L’associazione ambientalista rileva le criticità persistenti, «risorse revocate all’Università di Trieste». Irrisolto il problema degli allagamenti al Centro Ippico e in via delle Fornaci.

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A Luglio 2025, il Circolo Legambiente “Ignazio Zanutto” Aps aveva segnalato che ad un anno e mezzo di distanza dal finanziamento regionale di 50mila euro previsto per uno studio sui Laghetti delle Mucille, previsto dalla Legge Regionale 16 del 28 dicembre 2023, non era noto se l’amministrazione Regionale avesse poi proceduto con l’assegnazione dei fondi all’Università di Trieste per effettuare uno studio che era stato chiesto dall’associazione nel corso della campagna nazionale “Goletta dei Laghi” – con il sostegno dei consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione del territorio. Nello specifico si sarebbe dovuto trattare di un’indagine sugli scarichi delle acque meteoriche dell’autostrada e sui sedimenti probabilmente contaminati che finiscono nei laghetti. Prevista anche l’esecuzione di un monitoraggio della fauna e delle caratteristiche vegetazionali del luogo.

«Abbiamo saputo in seguito che il finanziamento era stato revocato perché, a seguito di verifiche tecniche non meglio precisate, risultava che non fossero attivi scarichi diretti delle acque meteoriche autostradali nei laghetti» spiegano dal Circolo. Un’affermazione questa che secondo il sodalizio «non corrisponde alla realtà, come sanno benissimo gli abitanti della zona, in particolare quelli che ospitano nel proprio giardino le voluminose condotte di scarico». «Anche nella recente assemblea svoltasi nella sala consiliare di Ronchi per la presentazione del progetto della fognatura lungo la via delle Fornaci, è stato ribadito che le acque piovane della stessa via e dell’autostrada A4 continueranno ad essere immesse nei laghetti, senza alcuna depurazione» aggiunge Legambiente.

Pare che l’attuale normativa regionale consenta questo tipo di scarico, perché l’obbligo di raccolta e trattamento delle acque piovane è stabilito solo per le nuove opere. «In piccola parte però la situazione ambientale potrebbe migliorare – rileva l’associazione ambientalista - perché con un finanziamento regionale, oltre all’impianto fognario è prevista anche la realizzazione di una nuova condotta di raccolta delle acque meteoriche, ora assente nella parte terminale della strada. È evidente che la condotta dovrà essere dotata di vasca di depurazione».

Ma non sono solo le problematiche ambientali ad interessare le Mucille, ci sono anche gli allagamenti dell’area, sempre più frequenti e rilevanti. Infatti, l’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali - l’organismo che tutela le acque interne del Friuli Venezia Giulia – ha predisposto il Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni e ha inserito nelle “Mappe di allagabilità” anche la zona dei Laghetti delle Mucille. L’area presa in esame dall’Autorità si riferisce ad un’estensione superiore ai 20 ettari e comprende i laghetti artificiali, le risorgive con gli inghiottitoi ed i terreni agricoli circostanti. Vengono inseriti in quest’area di rischio anche il Centro Ippico e gran parte della via delle Fornaci.

Secondo quanto comunica il Circolo bisiaco, nell’ipotesi di rischio più negativa, è previsto l’allagamento di tutta l’area, comprese alcune abitazioni di via delle Fornaci, con un’altezza dell’acqua che arriverebbe fino a 50 centimetri. Nella zona delle risorgive e degli inghiottitoi l’altezza potrebbe invece arrivare fino a un metro e mezzo. Questo fatto, in realtà, si è già in parte verificato nel novembre del 2000, quando a causa di un violento nubifragio, la via delle Fornaci è stata allagata ed il transito bloccato per molto tempo, ed alcuni edifici sono stati sommersi per ben oltre i 50 centimetri previsti dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni.

Della valutazione del rischio idraulico e delle possibili soluzioni, si è occupato anche il Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste, con uno studio idrogeologico commissionato dal Comune di Ronchi. Lo studio è stato elaborato sulla base di un monitoraggio dell’area realizzato nel quadriennio 2017-2020, nel corso del quale si sono verificati ben due eventi alluvionali che hanno raggiunto l'abitato di Selz. I ricercatori hanno anche indicato una soluzione definitiva del problema, che consiste nella costruzione di un canale di scolo, lungo circa 1,5 km, orientato verso il Lago di Pietrarossa. Il canale dovrebbe attivarsi al raggiungimento di un preciso livello delle acque, in maniera da preservare la sicurezza delle infrastrutture e delle aree abitate.

Anche in considerazione di queste evidenti problematiche idrogeologiche, Legambiente ritiene necessario uno studio complessivo dell’area dei laghetti delle Mucille, che prenda in esame tutti gli aspetti ambientali riguardanti il possibile inquinamento delle acque dei laghetti, la salvaguardia della flora e della fauna presenti nell’area e verifichi la sostenibilità ambientale e la fattibilità tecnico-economica della soluzione prospettata dai ricercatori dell’Università di Trieste.
«Chiediamo all’Amministrazione Regionale il pronto ripristino del finanziamento e ci dichiariamo disponibili ad un confronto con gli organi tecnici, anche in loco, per verificare la situazione delle condotte di scolo autostradali» conclude Legambiente.

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