Satira, musica e carri: a Savogna il Carnevale racconta il mondo con la maschera

Satira, musica e carri: a Savogna il Carnevale racconta il mondo con la maschera

La festa

Satira, musica e carri: a Savogna il Carnevale racconta il mondo con la maschera

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 17 Feb 2026
Copertina per Satira, musica e carri: a Savogna il Carnevale racconta il mondo con la maschera

Nel fotoservizio di Sergio Marini il racconto della festa tra colori e sorrisi. Vince il gruppo di Doberdò del Lago con 'Carso 3000 - Bestie futuristiche'.

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Il Carnevale nel Goriziano si conferma un momento in cui le comunità si raccontano attraverso l’ironia e la fantasia. Tra carri allegorici, musica e maschere, territori diversi per lingua e tradizioni si ritrovano accomunati da una festa che supera i confini e restituisce a strade e piazze una dimensione condivisa, fatta di partecipazione e creatività.

Un clima che prende forma tanto negli appuntamenti più strutturati quanto nelle celebrazioni popolari, dove pust e Carnevale diventano occasioni di incontro tra generazioni. Sui due versanti del confine emerge la stessa attitudine a osservare il presente con spirito leggero ma non superficiale, affidandosi alla forza comunicativa dei costumi, alla musica e a un patrimonio creativo profondamente legato al territorio.

A Savogna d’Isonzo, il 27esimo Carnevale ha attirato un pubblico numeroso. Ad aprire la sfilata è stata la banda “Viktor Parma” di Trebiciano, che ha guidato lungo via Primo Maggio il corteo colorato, accompagnandolo con un inno all’allegria. In strada si sono presentati undici gruppi mascherati e sette carri allegorici, ciascuno con un tema distinto e una particolare attenzione ai dettagli dei costumi. «La manifestazione si conferma un grande successo», hanno sottolineato Josko Terpin, presidente del circolo sloveno Karnival, e il sindaco Luca Pisk, rimarcando il valore culturale e sociale dell’iniziativa.

A rompere il ghiaccio è stato il gruppo Ferlugi con “Fantasmi col sorriso”, un tributo ai protagonisti della comicità internazionale. Tra cappelli a cilindro, bombette e baffi iconici hanno preso forma personaggi come Stanlio e Ollio, Bud Spencer, Charlie Chaplin, Don Camillo e Peppone, capaci ancora oggi di coinvolgere pubblici di ogni età. La manualità artigianale è stata al centro anche della proposta dei “Mati pel Carneval” di Monfalcone con “Demoghe un taio”. «Siamo la fantasia della sartoria», ha spiegato Renzo Carone, raccontando come puntaspilli, bottoni, manichini e metri da sarto diventino strumenti scenici per portare in strada l’arte del taglio e cucito.

Non è mancato il riferimento all’attualità. Il gruppo di Gabria, con il carro “Aladin, risolvi ’sto casin”, ha messo in dialogo fiaba e realtà contemporanea. Aladino e il Genio della lampada hanno attraversato il corteo sulle note di “Blue” degli Eiffel 65, invitando il pubblico a riflettere sui problemi del mondo attraverso il gioco dei tre desideri, come hanno spiegato Enrico e Maja. Un’atmosfera più rilassata è stata proposta dal carro Slivno/Silvia “Benvenuti”, che ha ricreato un’oasi con piscina e sauna in una struttura lignea capace di valorizzare manualità e tradizione, come evidenziato da Adam Hammoussi.

Toni ironici e soluzioni stilistiche hanno caratterizzato anche il carro di Prepotto dedicato al ponte sullo Stretto di Messina, dove salopette sartoriali, caschetti decorati e costumi dai colori cangianti hanno trasformato le promesse in uno spettacolo visivo. Forte impatto ha avuto anche il carro “Carso del futuro” di Doberdò del Lago: gufi, cinghiali e sciacalli hanno preso forma tra piume, orecchie e artigli stilizzati, arricchiti da inserti verde fosforescente che hanno immaginato un domani sospeso tra natura e visione futuristica.

A conquistare il primo premio tra i carri è stato proprio “Carso 3000 – bestie futuristiche” di Doberdò del Lago. Al secondo posto si è classificato “Ma ’sto ponte?” di Prepotto, mentre il terzo premio è andato a “Alle Olimpiadi ci pensa Frozen” del gruppo Medeazza–San Giovanni di Duino, chiaro richiamo all’appuntamento di Milano-Cortina. Tra i gruppi mascherati ha prevalso “3000 formiche in marcia” di Santa Croce, seguito da “Accendi l’anima non solo la lampadina” di Prosecco Contovello.

Fotoservizio di Sergio Marini.

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