Sanità e opere pubbliche, aula chiamata al confronto a Gorizia

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Sanità e opere pubbliche, aula chiamata al confronto a Gorizia

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 26 Mar 2026
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Lunedì 30 marzo seduta con varianti urbanistiche e mozioni. Il Comitato Bisiani annuncia la presenza, «serve un consiglio dedicato alla sanità»

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Si preannuncia una seduta densa di temi quella del Consiglio comunale di Gorizia convocato per lunedì 30 marzo. Accanto alle comunicazioni del sindaco e allo spazio per le interrogazioni, l’aula sarà chiamata ad affrontare provvedimenti di carattere tecnico e urbanistico, così come mozioni dal forte contenuto politico. Tra i punti principali all’ordine del giorno figura l’adozione della variante parziale numero uno al Piano comunale di classificazione acustica, accompagnata dal nuovo regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico. Un passaggio rilevante per la gestione del territorio e per l’equilibrio tra attività produttive e qualità della vita.

Spazio anche alla rigenerazione urbana con l’autorizzazione all’intervento sull’immobile della “Chiesa delle Stimmate” all’interno del Parco Basaglia. Il progetto prevede la riconversione della struttura in una sala polifunzionale a destinazione culturale e associativa, con l’obiettivo di restituire alla comunità un luogo di incontro e di attività. Sul piano politico, la discussione si concentrerà su tre mozioni: l’installazione delle cosiddette “panchine letterarie”, la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari – proposta con primo firmatario Tomasella – e l’intitolazione di una via all’architetta Luisa Morassi.

In questo contesto, la seduta sarà segnata anche dalla presenza annunciata del Comitato per la difesa della salute pubblica “Giorgio Bisiani”, che ha deciso di partecipare ai lavori per richiamare l’attenzione sul tema sanitario. «Con la nostra presenza intendiamo rinnovare la sollecitazione ai consiglieri di tutte le forze politiche, a convocare un Consiglio comunale sulla sanità a cui invitare i vertici di Asugi ed, eventualmente, l’assessore regionale», afferma il Comitato, sottolineando come la fase attuale sia «di fondamentale importanza per il futuro della nostra sanità territoriale ed ospedaliera».

Il riferimento è alla prossima apertura della Casa di comunità e dell’Ospedale di comunità. Secondo il Comitato, non è sufficiente un incontro pubblico generico, «che rischierebbe di esaurirsi in uno spot propagandistico o in un inconcludente scontro fra parti politiche», ma serve un confronto istituzionale formale. «Poiché la posta in gioco è troppo importante e riguarda il funzionamento della medicina territoriale per la quale abbiamo investito più di 30mila euro, riteniamo che l’incontro con i vertici di Asugi debba avvenire all’interno di un Consiglio comunale, riservandogli quella caratteristica di ufficialità e di formale assunzione di impegno e di responsabilità che senz’altro merita».

Il Comitato richiama anche un precedente di unità politica: «Già una volta tutti i consiglieri comunali, con la massima trasversalità, hanno saputo adottare un documento unitario che ha scongiurato la chiusura della Unità di terapia intensiva cardiologica. Oggi la situazione è altrettanto precaria e a nostro avviso va affrontata con lo spirito unitario di allora, perché la sanità non ha un colore partitico ma è un bene di tutti».

Nel mirino, in particolare, lo stato di attuazione concreta delle nuove strutture sanitarie. «La Casa di comunità e l’Ospedale di comunità saranno presto oggetto dell’inaugurazione “muraria” ma noi vorremmo sapere a che punto è l’inaugurazione effettiva e funzionale, vorremmo sapere cosa effettivamente il cittadino troverà in queste strutture, quali bisogni di salute potranno trovare risposta al loro interno». Il Comitato richiama anche gli obblighi normativi: «Esiste un preciso decreto ministeriale che determina quanto personale, per quante ore, con quali funzioni, con quale attrezzatura dovrà esservi impiegato. Noi chiediamo solo a tutti i consiglieri comunali di farsi carico di chiedere ufficialmente se e come tale decreto verrà rispettato».

Non manca un passaggio sulle possibili criticità del sistema: «Il rischio è quello di assistere ad un vano e infruttuoso trasferimento di personale e di sezioni dall’ospedale per acuti verso le Case di comunità, senza offrire nulla di più in termini di servizi sanitari ai cittadini, ma impoverendo ancora di più l’ospedale». Da qui l’appello finale alla partecipazione: «Per tutti questi motivi rinnoviamo l’invito a tutti i cittadini di partecipare alla riunione del Consiglio comunale del 30 marzo in modo da dare forza alla nostra iniziativa del tutto trasversale in difesa della salute pubblica».

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