la sicurezza
A San Pier d’Isonzo si rifanno gli argini, affidata la progettazione dell’intervento da 1milione di euro
Il Comune incarica lo studio dell’ingegner Paolo Spadetto per progettazione, direzione lavori e sicurezza del ripristino arginale finanziato dalla Protezione civile regionale.
Prende ufficialmente avvio la fase progettuale dell’intervento urgente di Protezione civile per la mitigazione del rischio idraulico lungo il fiume Isonzo, nel territorio comunale di San Pier d’Isonzo. Con la determinazione numero 20 del 12 gennaio 2026 il Comune ha infatti affidato allo studio dell’ingegner Paolo Spadetto di Udine i servizi tecnici necessari al ripristino di un tratto di difesa arginale in sinistra idrografica. L’incarico comprende la progettazione dell’opera, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e la direzione lavori, per un importo complessivo pari a 64.052,68 euro.
L’intervento rientra nel piano degli interventi urgenti di Protezione civile predisposto dalla Regione Friuli Venezia Giulia a seguito delle avversità atmosferiche dell’ottobre-novembre 2023. Con decreto regionale del 29 maggio 2024 al Comune di San Pier d’Isonzo era stato assegnato un finanziamento complessivo di 1 milione di euro, destinato alla messa in sicurezza dell’argine dell’Isonzo e alla riduzione del rischio idrogeologico a tutela dell’abitato e delle infrastrutture.
«Siamo grati alla Regione Friuli Venezia Giulia per il supporto garantito – sottolinea la sindaca Denise Zucco – perché il Comune non avrebbe avuto le risorse per gestire un’opera di questa portata. L’ente si occupa della parte amministrativa, mentre la Regione segue gli aspetti tecnici e il ruolo di responsabile unico del procedimento».
Il progetto è inserito nella programmazione triennale delle opere pubbliche ed è disciplinato da un accordo di collaborazione tra il Comune e il Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione. Responsabile unico del progetto è l’ingegner Fabio Cella, direttore del Servizio difesa del suolo della Direzione centrale ambiente ed energia della Regione Friuli Venezia Giulia.
«Nei giorni scorsi – prosegue Zucco – è arrivato il progetto con la relativa autorizzazione idraulica. Siamo quindi passati all’approvazione in Giunta e ora il progetto esecutivo è in fase di perfezionamento da parte della Regione, prima del passaggio finale in Giunta. La gara è in corso, ma i lavori dovranno obbligatoriamente iniziare il 14 febbraio».
Secondo il quadro economico approvato, i lavori avranno un importo a base d’asta di oltre 682mila euro, a cui si aggiungono oneri per la sicurezza, IVA e somme a disposizione per imprevisti, collaudi e attività tecniche, fino al raggiungimento del milione di euro complessivo.
Un’opera attesa da tempo. «La procedura si era un po’ arenata – spiega la sindaca – ma si tratta di un intervento fondamentale perché garantisce la sicurezza del paese ed evita situazioni che negli anni erano diventate costantemente allarmanti».
L’iter aveva preso avvio già nel 2023, sotto l’amministrazione guidata da Claudio Bignolin, quando la Regione aveva comunicato che sarebbe stato erogato un cospicuo finanziamento per la sistemazione degli argini a seguito dei fortunali dello stesso anno. La richiesta, poi accettata, è stata quella che la Regione si sarebbe occupata della parte tecnica e del Rup, lasciando al Comune le competenze amministrative. «Solo nell’estate 2025 la situazione si è sbloccata con la firma degli atti in Regione – conclude Zucco – e da lì l’intervento è finalmente ripartito».
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