A Saciletto di Ruda il ricordo dei partigiani fucilati nel 1945: «Difendere i diritti significa onorarli»

A Saciletto di Ruda il ricordo dei partigiani fucilati nel 1945: «Difendere i diritti significa onorarli»

La memoria

A Saciletto di Ruda il ricordo dei partigiani fucilati nel 1945: «Difendere i diritti significa onorarli»

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 02 Mar 2026
Copertina per A Saciletto di Ruda il ricordo dei partigiani fucilati nel 1945: «Difendere i diritti significa onorarli»

Il sindaco Lenarduzzi richiama i «tempi complessi in cui la democrazia non può essere data per scontata». Orazione ufficiale affidata a Dino Spanghero.

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«Ogni volta che difendiamo un diritto, ogni volta che accogliamo chi soffre, ogni volta che rifiutiamo la logica della sopraffazione e dell’odio, noi stiamo onorando i partigiani di Saciletto». Lo ha detto il sindaco di Ruda, Franco Lenarduzzi, intervenendo oggi nella frazione nel corso della solenne commemorazione dei partigiani dell’Intendenza “Montes” e dei Gruppi di azione patriottica, fucilati dalle milizie fasciste nel febbraio 1945.

«Viviamo tempi complessi, in cui la democrazia non può più essere data per scontata», ha ammonito Lenarduzzi davanti a un pubblico composto anche da amministratori locali e regionali. «Assistiamo al ritorno di nazionalismi esasperati e alla tentazione di risolvere i conflitti con la forza delle armi anziché con quella del dialogo. Essere qui oggi è un atto politico nel senso più alto del termine: significa scegliere da che parte stare, dalla parte della pace, della giustizia sociale e della partecipazione democratica».

Incisive anche le parole di Dino Spanghero, componente della segreteria nazionale dell’Anpi e oratore ufficiale della cerimonia. Spanghero ha ricordato come «all’ombra della Costituzione abbiamo vissuto ottant’anni di pace», auspicando che «prevalgano la diplomazia, il confronto dialettico, il compromesso, il cessate il fuoco», perché «la guerra ha un leitmotiv uguale per tutti: morte delle persone, delle istituzioni, degli Stati, morte dell’umanità».

Il richiamo alla Carta costituzionale ha offerto lo spunto per una riflessione sulle prossime consultazioni referendarie, definite «avvilenti» per la scarsa partecipazione al voto, con «un friulano su due» che si reca alle urne. Un andamento che, secondo Spanghero, «rischia di consegnare a pochi il massimo del potere».

Tra i temi toccati anche il diritto alla salute, messo in discussione quando «più di cinque milioni di italiani rinunciano alle cure perché non in grado di sostenere anche spese minime». Ampio spazio è stato dedicato al fenomeno migratorio, che non può essere affrontato con «la fomentazione della paura e la demonizzazione del diverso», ma richiede «una gestione seria, fondata su studio, integrazione, apprendistato, educazione civica e conoscenza della lingua e della cultura italiana».

Un passaggio è stato riservato anche alla critica delle «solite manipolazioni storiche» di esponenti politici in occasione del Giorno del Ricordo, che tuttavia, ha sottolineato il dirigente dell’Anpi, «nulla tolgono al senso delle più complesse vicende del confine orientale», come richiamato dalla legge istitutiva.

La commemorazione è stata accompagnata dalla Banda mandamentale di Cervignano del Friuli e dal Coro femminile Multifariam della Scuola comunale di musica di Ruda. Un ideale passaggio di testimone è stato rappresentato dalla partecipazione degli alunni della scuola primaria di Terzo di Aquileia e della scuola secondaria di primo grado di Perteole.

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