DA STRASBURGO
Rotta Balcanica, Cisint interroga l'UE: «Rafforzare Frontex per bloccare droghe e armi»
Sui bivacchi al Parco di Piuma e al piazzale Casa Rossa di Gorizia, annuncia l’incontro con i vertici della Polizia di Frontiera e con le Istituzioni locali.
Droga, armi e immigrazione clandestina: secondo l'europarlamentare Anna Maria Cisint, la Rotta Balcanica rappresenta oggi una delle principali minacce alla sicurezza del Nordest. Dopo la maxi operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e dalla Guardia di Finanza di Trieste, l'esponente della Lega chiede un rafforzamento del ruolo di Frontex e annuncia nuove iniziative a livello europeo e un confronto con le istituzioni sul presidio dei confini.
«La Rotta balcanica non è soltanto un canale dell'immigrazione clandestina, ma un'infrastruttura criminale lungo la quale viaggiano droga, armi e denaro sporco che finisce direttamente nelle nostre città.
È necessario che Frontex, l'agenzia europea preposta alla difesa dei confini esterni dell'Unione europea, venga potenziata con risorse e strumenti adeguati e sia specificamente dedicata anche a far fronte a questa nuova emergenza, che porta morte nelle strade del Nordest italiano. Per questo ho presentato un'interrogazione al Parlamento europeo e scriverò una lettera alla Commissione parlamentare LIBE, competente in materia. Per contrastare l'importazione di cocaina, eroina e armi da fuoco servono contromisure serie e urgenti».
Lo dichiara Anna Maria Cisint, europarlamentare del gruppo Patriots for Europe e vicesegretario della Lega, commentando l'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano insieme alla Guardia di Finanza di Trieste, che ha portato in Friuli Venezia Giulia a 16 arresti, 35 persone indagate e al sequestro di quasi un quintale di stupefacenti, armi clandestine e patrimoni per oltre un milione di euro.
Cisint ricorda che «l'inchiesta svela un'organizzazione criminale strutturata che importava fiumi di droga attraverso la rotta balcanica, tramite pedine alle quali era delegato il compito di alimentare la rete dello spaccio e, contestualmente, di gestire il fiorente mercato delle armi clandestine. Questo sistema non era il frutto di azioni estemporanee, ma una prassi ormai consolidata. La piovra criminale allunga i suoi tentacoli soprattutto sul nostro territorio, colpendo in modo mirato, in questa stagione, le località turistiche e proiettando un'ombra oscura su Lignano, Grado, Sistiana e Bibione».
Secondo l'europarlamentare, le conclusioni dell'indagine sono perfettamente compatibili con quanto riportato dall'Annual Risk Analysis pubblicata recentemente dalla stessa Frontex, che definisce i Balcani un'area a rischio medio-alto per la sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione europea. «I dati sono tanto chiari quanto crudi: aumentano le organizzazioni criminali dedite all'importazione di droga e armi nel Nordest, i passeur sono sempre più pericolosi e i Balcani rappresentano un corridoio strategico per il narcotraffico diretto verso l'Europa».
Cisint ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni incontrerà i vertici regionali della Polizia di Frontiera per affrontare il tema del presidio dei confini triestini e goriziani. «Dopo essermi confrontata con il sottosegretario all'Interno Molteni, ora è necessario un confronto con le istituzioni locali per risolvere il problema degli inaccettabili bivacchi in piazzale Casa Rossa e al Parco Piuma di Gorizia».
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